Insciallah

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Insciallah
Autore Oriana Fallaci
1ª ed. originale 1990
Genere romanzo
Lingua originale italiano
Ambientazione Libano
Personaggi Angelo, Charlie, Condor, Ninette, il Professore, Sandokan, Cavallo Pazzo, Bilal, Rashid, Passepartout, Capitano Gassan

Insciallah è un romanzo della scrittrice e giornalista italiana Oriana Fallaci pubblicato nel 1990 dalla casa editrice Rizzoli. È ambientato ai tempi della guerra civile in Libano negli anni ottanta, durante l'intervento delle forze internazionali, alle quali partecipò anche l'Italia. Proprio attraverso le vicende personali e comuni dei componenti il contingente italiano nei tre mesi che intercorsero tra gli attentati di Beirut e il ritorno in patria della forza italiana, la Fallaci descrive un complesso retroscena che diventa uno spaccato della società italiana e fasi di scontri armati in cui prevalgono sequenze più dinamiche. Il titolo fa riferimento all'invocazione araba Inshallah (sia fatta la volontà di Dio).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia si apre la mattina di domenica 23 ottobre 1983, quando due veicoli caricati ognuno con 5400 chilogrammi di gas esplosivo distruggono la sede del 1st Battalion 8th Marines americano (causando duecentoquarantuno morti e sessanta feriti) e quella della 3ème Compagnie 1er Régiment de Chasseurs Parachutistes francese (causando cinquantotto morti e quindici feriti) a Beirut. Il comando generale del contingente italiano è attonito, e si vivono diversi minuti in cui serpeggia il timore che un altro camion possa essere diretto contro il contingente italiano. Il contingente italiano era tuttavia venuto a conoscenza, attraverso alcuni informatori al soldo di Charlie (che ha organizzato una sorta di "ufficio arabo" sulla scorta di quello organizzato da Lawrence d'Arabia durante la prima guerra mondiale) della preparazione degli attentati, e ne aveva informato i comandi alleati che tuttavia avevano ignorato il monito, si scoprirà in seguito che dissidi interni ai gruppi islamisti hanno "fermato" il terzo camion. Alcuni soldati italiani che arrivano sul luogo dell'attentato si trovano di fronte ad un orrore inimmaginabile: soldati morti, decapitati, mutilati, schiacciati e addirittura una bambina che a causa dello spostamento d'aria dell'esplosione è stata scaraventata nello scarico di un water e ridotta "ad una salsiccia umana".

Subito dopo l'attenzione si posa sul contingente italiano, in particolare su alcuni soldati, quasi tutti indicati con un soprannome. Attraverso episodi delle loro vite e la narrazione di ciò che accade nelle varie sedi del contingente si introducono tutti i personaggi attorno ai quali verteranno le vicende del romanzo. Al comando generale, sotto la guida del "Condor", sono alloggiati i soldati del comando del contingente; in uno scantinato ha sede l'"ufficio arabo" di Charlie che gestisce i rapporti con gli informatori arabi e le trattative con la gente del posto, come il potente imam Zandra Sadr. La base Rubino, sede del contingente dei paracadutisti comandato da Falco, è invece in un convento abbandonato; il ritorno delle suore che lo abitavano precedentemente causa molti problemi di convivenza tra religiose e soldati, fino a quando i rapporti non si distenderanno e addirittura alcuni ufficiali (come Armando dalle Mani d'Oro e lo stesso Falco) si lasceranno coinvolgere in relazioni sentimentali più o meno esplicite con le suore. Sierra Mike è la sede del Battaglione San Marco della Marina Militare, comandato da Sandokan un ufficiale così chiamato per il suo aspetto da pirata e l'atteggiamento bellicoso. Con il corso degli eventi questi compirà una grande trasformazione caratteriale che da accanito guerrafondaio lo porterà ad essere un tranquillo pacifista, come suo padre. Completano il contingente italiano i bersaglieri di guardia ai campi profughi palestinesi ed i soldati del battaglione logistico. Vengono anche introdotti personaggi esterni al contingente italiano, come Ninette, giovane e avvenente donna dagli occhi viola con cui il soldato italiano Angelo, protagonista del romanzo, vivrà una relazione molto tormentata, e persone inquietanti come Khalid "Passepartout", adolescente Amal di strada, prostituto e fondamentalista islamico, Rashid, protettore di Passepartout nonché accanito fondamentalista, e il capitano Gassàn, ex studente di medicina cristiano maronita divenuto ufficiale dell'Esercito Regolare Libanese per vendicare la morte del padre . I protagonisti vivono angosce personali e conducono ricerche che non possono portare a qualcosa di concreto: la ricerca per la formula della Vita di Angelo, la segreta delusione di Charlie per essere sempre stato un vincitore, la cieca ubbidienza di Zucchero e la tristezza per la perdita degli antichi valori cavallereschi di Cavallo Pazzo.

Il terzo atto si apre il 25 dicembre 1983, quando il contingente francese abbandona "la torre", un'importante postazione che potrebbe portare forti vantaggi tattici all'una o all'altra fazione. Gli italiani, sottorganico per le licenze di natale, la possono tenere solo fino alle 17. Una volta abbandonata la torre scoppia la battaglia fra i popolani sciiti (gli Amal) e l'esercito governativo.

La descrizione della battaglia è molto lunga e dettagliata, e rivela anche le grandi capacità della Fallaci e la sua conoscenza dell'ambito bellico. Quando questa si conclude, mentre un soldato italiano va a seppellire una bimba sciita vittima degli scontri, le forze musulmane inquadrate nell'esercito regolare iniziano a schierarsi coi loro correligionari. Da qui prende il via una catena di eventi che porterà irrimediabilmente alla condanna a morte della forza italiana: Angelo uccide Khalid "Passepartout", il quale aveva ucciso Ninette e mutilato un caro amico di Charlie con una bomba a mano a frammentazione Rdg 8: diventa evidente che l'obiettivo di un tranquillo reimbarco del contingente sarà irrealizzabile. L'illogicità del gesto è sottolineata dal fatto che proprio mentre Angelo spara a Passepartout le schegge di una bomba ne crivellano il corpo: Passepartout sarebbe morto ugualmente, esaminandone il corpo però, Rashid, importante capo degli Amal ed amante-protettore di Passepartout, nota un foro di proiettile. Le ultime settimane narrate sono infatti tese e insopportabili; soprattutto l'ultima, quando si è ormai deciso di abbandonare il Libano, che vede una disperata trattativa tra Charlie e Zandra Sadr per garantire alle truppe italiane un rientro in Patria senza incidenti. Gli italiani lasciano, non senza esitazioni, in mano agli arabi quasi tutte le riserve di cibo che avevano portate e l'ospedale da campo. Tutti gli alcolici e le carni di suino, in quanto condannati dal Corano, vengono bruciati, il resto depredato e le attrezzature mediche saccheggiate. Rashid, pazzo per la perdita di Passepartout, monta su un motoscafo caricato con dell'esplosivo e punta contro una delle tre navi che riportano i soldati in Italia.

La formula della Vita[modifica | modifica wikitesto]

Dalla terza riscrittura in poi il romanzo verte attorno alla ricerca, da parte del protagonista Angelo, di una "formula della vita", che smentisca la formula dell'entropia boltzmaniana interpretata dal protagonista come la "formula della morte", dimostrazione matematica della tendenza dell'universo ad essere inghiottito dal caos che si alimenta degli stessi sforzi compiuti per evitarlo.

In una lunga lettera di commiato Ninette suggerisce ad Angelo che tale formula sia nascosta in una parola, una parola pronunciata spesso dai libanesi. La sera prima dell'evacuazione del contingente, Angelo, mentre brucia l'archivio di Charlie (che disilluso ha deciso di farlo distruggere) trova un ritaglio di giornale che gli rivela la storia di Ninette. Orfana di padre, la ricca Natalia (detta Ninette) sposa per amore un importante uomo politico libanese (definito come "l'unico che può evitare la guerra" dalla stampa) che rimane ucciso in uno dei primi attentati della guerra civile. Il giornale trovato da Angelo nell'archivio di Charlie contiene anche un'intervista a Natalia prima dell'omicidio del marito, quando le viene chiesto come possa resistere alla paura che il marito possa essere ucciso risponde con "una parola che si dice molto spesso da queste parti" cioè "insciallah", come Dio vuole.

Salito sulla terza nave diretta in Italia, quella contro la quale si teme arriverà il barcotto esplosivo di Rashid, Angelo osserva il molo affacciandosi dalla fiancata destra, allontanandosi dalla fiancata sinistra, dove crede colpirà il motoscafo suicida. Mentre guarda la banchina deserta un branco di cani randagi (i cani che coi loro latrati avevano aperto il romanzo) irrompe sul molo, alla loro vista, alla vista della loro disperata vitalità Angelo capisce che in realtà l'entropia, il caos non siano segni del trionfo della morte ma della vittoria vita che fagocita tutto, persino la morte stessa, per rinascere. Raggiunta questa consapevolezza Angelo si sposta sulla fiancata sinistra, da dove vede Rashid dirigersi contro la nave, come previsto.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • È molto probabile che l'Autrice si sia ispirata per il personaggio di Angelo a Paolo Angelo Nespoli, in quegli anni in servizio a Beirut come paracadutista incursore presso il comando del contingente italiano. Il personaggio di Condor è probabilmente ispirato al generale Franco Angioni, che ha guidato il contingente italiano nella missione in Libano tra il settembre 1982 ed il febbraio 1984.
  • Il personaggio di Angelo presenta molte analogie con il rimpianto compagno di vita della scrittrice, il partigiano greco Alekos Panagulis.
  • Tra le comparse del romanzo la cosiddetta "giornalista di Saigon" è un chiaro alter ego della Fallaci. Così come lo è un altro personaggio del racconto, il militare chiamato "Il Professore" per l'abbondante biblioteca e lo spiccato amore per la filosofia al quale l'autrice affida le sue considerazioni sull'arte della scrittura, considerazioni che il professore fa in tre lunghe lettere ad una moglie immaginaria.
  • Ma il vero ispiratore e protagonista del romanzo resta "Charlie", a cui l'autrice dedica molte pagine ed attribuisce tra le righe il successo nelle trattive e nella raccolta informativa che lasciarono indenne il Contingente Italiano. Charlie, personaggio certamente ispirato al Capitano Corrado Cantatore (pluri decorato proprio per le sue gesta libanesi), era arrivato in Libano molti anni prima del Contingente Italiano, come volontario nell ONU ed era stato probabilmente arruolato dal famosissimo Colonnello Stefano Giovannone del nostro intelligence. Con Giovannone Cantatore era cresciuto e quando Giovannone lascio' il Libano Cantatore aveva ormai gia' tessuto la rete informativa che tanto impressiono' Oriana Fallaci e che assicuro' l'incolumita' agli italiani. Angioni, prima di assumere il comando del Contingente Italiano avea ricoperto l'incarico di Capo Ufficio Operazioni dello Stato maggiore dell'Esercito, occupandosi dei militari italiani in servizio nelle organizzazioni delle Nazioni Unite in Medio Oriente (UNIFIL e UNTSO), era perciò al corrente delle peculiari capacita' del Capitano Cantatore e, appena sbarcato, con la copertura di addetto alle pubbliche relazioni gli aveva dato l'incarico di tenere i collegamenti con tutte le fazioni libanesi. Cantatore ricevette ed accompagno' tutti i giornalisti che visitarono il Contingente e fu l'ufficiale che trascorse più tempo in assoluto con Oriana Fallaci che, colpita dalle straordinari qualità del Capitano, decise di trascorrere l'ultima notte del Contingente italiano in Libano nei locali del "Ufficio Arabo", proprio con il Capitano Cantatore. Un'ultima curiosita': il nome in codice "charlie - charlie" nacque dall'estrazione aeronautica di Cantatore (era pilota di aerei e di elicotteri d'attacco) e quando gli fu chiesto da Angioni di scegliersi un nominativo radio distinto da quelli in uso nel Contingente (Condor, Aquila, Rubino, ecc.) risulto' naturale per Cantatore adottare le proprie iniziali, appunto CC, pronunciate nell'alfabeto fonetico in uso tra i piloti e le torri di controllo. Cantatore, rientrato dal Libano, scomparve dalla scena, resto' grande amico di Oriana Fallaci e, sembra, abbia continuato a lavorare per l' intelligence italiano.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

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