Diocesi di Ozieri

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Diocesi di Ozieri
Dioecesis Octeriensis o Othierensis
Chiesa latina
Cattedraleozieri2.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Sassari
Regione ecclesiastica Sardegna
Vescovo sede vacante
Vescovi emeriti Sergio Pintor
Sacerdoti 59 di cui 55 secolari e 4 regolari
906 battezzati per sacerdote
Religiosi 4 uomini, 50 donne
Abitanti 54.500
Battezzati 53.500 (98,1% del totale)
Superficie 2.288 km² in Italia
Parrocchie 30
Erezione XII secolo; ristabilita 9 marzo 1803
Rito romano
Cattedrale Immacolata Concezione
Santi patroni Antioco di Sulcis
Indirizzo Piazza Episcopio 1, 07014 Ozieri [Sassari], Italia
Sito web www.diocesiozieri.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Italia
L'ex-cattedrale di Bisarchio o Bisarcio

La diocesi di Ozieri (in latino: Dioecesis Octeriensis o Othierensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Sassari appartenente alla regione ecclesiastica Sardegna. Nel 2010 contava 53.500 battezzati su 54.500 abitanti. È attualmente sede vacante.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La diocesi comprende i seguenti comuni:

Sede vescovile è la città di Ozieri, dove si trova la cattedrale dell'Immacolata Concezione.

Il territorio è suddiviso in 30 parrocchie, raggruppate in tre vicariati (Ozieri, Goceano, Monte Acuto) e sei zone pastorali.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parrocchie della Diocesi di Ozieri.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'attuale diocesi di Ozieri trae le proprie origini dalla medievale diocesi di Bisarchio cui fu unita quella di Castro.

Si sa molto poco delle origini del cristianesimo e della diocesi a Bisarchio o Bisarcio. Fu istituita forse attorno all'XI-XII secolo ricavandone parte del territorio della diocesi di Castro. Il primo documento che ne attesta l'esistenza risale - si stima - alla fine dell'XI secolo e fu uno di quelli scritti per rinnovare l'archivio della cattedrale in seguito ad un incendio.

Primi vescovi noti sono Nicodemo e Gavino, vissuti prima del 1082. Seguono Costantino Madrone (menzionato nel 1102), cui succedette il vescovo Pietro, menzionato nel 1116. La residenza episcopale cambiò alcune volte: prima a Giracle e poi ad Ardara.

Il territorio, meno esteso rispetto a quello di Castro, comprendeva le attuali Ardara, Nughedu San Nicolò, Ozieri e Tula e i villaggi, oggi scomparsi, di Butule, Urvei, Biduvè, Pianu, Lesanis, Pira e Mestighe. Fungeva da cattedrale la chiesa di Sant'Antioco. La diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Sassari.

Attorno al Quattrocento la crisi che colpì un po' tutta la Sardegna portò anche Bisarcio alla decadenza, sicché la sede vescovile venne trasferita per un periodo ad Ardara, infine nella vicina Ozieri. Dopo la morte del vescovo Giovanni, l'8 dicembre 1503 la diocesi fu soppressa con la bolla Aequum reputamus di papa Giulio II e incorporata a quella di Alghero, dove il vescovo di Ottana aveva trasferito la sua sede.

La diocesi fu ristabilita da papa Pio VII il 9 marzo 1803 con la bolla Divina disponente, ricavandone il territorio (corrispondente a quello delle antiche diocesi di Bisarcio e Castro) dalla diocesi di Alghero e dall'arcidiocesi di Sassari. Benché avesse il nome di Bisarcio, a ricordo dell'antico centro, la sede vescovile era a Ozieri.

Il 12 febbraio 1915, «suppressa antiqua Bisarchiensi denominatione»,[1] la diocesi ha assunto il nome attuale.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Vescovi di Bisarcio[modifica | modifica sorgente]

  • Nicodemo † (prima del 1082)
  • Gavino † (prima del 1082)
  • Costantino Madrone † (menzionato nel 1102)
  • Pietro † (menzionato nel 1116)
  • Mariano Thelle † (prima del 1139 - dopo il 1152)
  • Giovanni Thelle † (menzionato nel 1170)
  • Anonimo † (menzionato nel 1215)
  • Giovanni † (menzionato nel 1237)
  • Anonimo † (menzionato nel 1253)
  • Gonario o Gennaro † (menzionato nel 1262)
  • Gentile † (menzionato nel 1287)
  • Bernardo Carbui † (menzionato nel 1303)
  • Anonimo † (menzionato nel 1329-1336)
  • Comita † (menzionato nel 1341)
  • Marocco Capra † (1342 - ?)
  • Gianuario o Gennario † (menzionato nel 1348)
  • Giovanni, O.F.M. † (17 giugno 1349 - 1350 deceduto)
  • Francesco, O.F.M. † (26 novembre 1350 - ? deceduto)
  • Corrado † (3 giugno 1366 - 3 settembre 1371 nominato vescovo di Malta)
  • Donato, O.E.S.A. † (3 settembre 1371 - ?)
  • Antonio † (prima del 1386)
  • Antioco † (16 maggio 1386 - ? )
  • Jacopo, O.F.M. † (13 settembre 1396 - ? )
  • Simone Cristofori, O.P. † (7 ottobre 1412 - ? deceduto)
    • Antonio Stamingo, O.F.M. † (? - 23 gennaio 1413 nominato vescovo di Bosa) (obbedienza romana)
  • Antonio Pinna † (26 maggio 1421 - 1436 deceduto)
  • Antonio Cano † (18 luglio 1436 - 23 ottobre 1448 nominato arcivescovo di Sassari)
  • Sissino † (23 ottobre 1448 - 1466 deceduto)
  • Lodovico de Santa Croce, O.F.M. † (7 luglio 1466 - 1485 deceduto)
  • Michele Lopez de la Sorra, O.F.M. † (16 maggio 1485 - 29 marzo 1486 nominato vescovo delle Isole Canarie)
  • Garcia Quixada, O.F.M. † (15 maggio 1486 - 21 maggio 1490 nominato vescovo di Guadix)
  • Galcerando, O.F.M. † (21 maggio 1490 - ? deceduto)
  • Giovanni, O.F.M. † (7 febbraio 1500 - 1503 deceduto)
    • Sede soppressa (1503-1803)
  • Giovanni Antioco Azzei † (24 settembre 1804 - 29 marzo 1819 nominato arcivescovo di Oristano)
  • Domenico Pes, Sch.P. † (29 marzo 1819 - 8 dicembre 1831 deceduto)
  • Serafino Carchero, O.F.M.Cap. † (20 gennaio 1834 - 31 marzo 1847 deceduto)
  • Sede vacante (1847-1871)
  • Serafino Corrias † (24 novembre 1871 - 31 maggio 1896 deceduto)
  • Filippo Bacciu † (30 novembre 1896 - 14 marzo 1914 deceduto)

Vescovi di Ozieri[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 54.500 persone contava 53.500 battezzati, corrispondenti al 98,1% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 62.037 62.037 100,0 85 85 729 51 27
1970 62.996 62.996 100,0 75 70 5 839 5 74 29
1980 56.000 56.353 99,4 62 57 5 903 5 62 29
1990 57.500 58.000 99,1 62 56 6 927 6 59 30
1999 55.900 56.120 99,6 59 54 5 947 5 44 30
2000 56.280 56.500 99,6 58 53 5 970 5 44 30
2001 56.715 56.750 99,9 59 54 5 961 5 46 30
2002 56.500 56.600 99,8 59 54 5 957 5 47 30
2003 56.474 57.616 98,0 58 53 5 973 5 45 30
2004 57.000 58.000 98,3 58 54 4 982 4 42 30
2010 53.500 54.500 98,1 59 55 4 906 4 50 30

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ AAS 7 (1915), pp. 121-122.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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