Cattedrale di San Nicola (Sassari)

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Coordinate: 40°43′36″N 8°33′30″E / 40.726667°N 8.558333°E40.726667; 8.558333

Cattedrale di San Nicola
Facciata in stile barocco coloniale spagnolo
Facciata in stile barocco coloniale spagnolo
Stato Italia Italia
Regione Sardegna
Località Sassari
Religione Cattolicesimo
Diocesi arcidiocesi di Sassari
Stile architettonico Romanico - Gotico - Rinascimentale - Barocco - Neoclassico
Inizio costruzione XII secolo
Completamento XVIII secolo
Sito web []

La cattedrale di San Nicola è la chiesa principale della città di Sassari. Si trova nel centro storico, in piazza del Duomo.

Comunemente chiamato duomo, il tempio è sede della cattedra dell'Arcivescovo metropolita dell'arcidiocesi di Sassari. Consacrata a san Nicola di Mira, la cattedrale è anche una chiesa parrocchiale della città.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Torre campanaria

L'esistenza di una chiesa dedicata a san Nicola a Sassari si fa risalire al XII secolo, essendo citata in un documento monastico, il Condaghe di san Pietro di Silki, ma in realtà sorge su un preesistente edificio paleocristiano, i cui resti sono visibili sotto l'attuale abside. Tale chiesa venne ricostruita nel XIII secolo in stile romanico pisano.

La pieve di San Nicola rimase l'unica parrocchiale di Sassari fino al 1278, anno in cui furono istituite altre parrocchie in città. Tra il 1435 e il 1518 la chiesa venne radicalmente rinnovata in stile gotico – catalano, in seguito al trasferimento della cattedra vescovile da Porto Torres a Sassari nel 1441, anno in cui la pieve di san Nicola venne innalzata al rango di cattedrale.

Nel XVII secolo venne demolita la prima delle tre campate del tempio, per problemi di stabilità.

Tra il XVII e il XVIII secolo si edificò l'attuale facciata della cattedrale, in stile barocco.

Architettura e opere d'arte[modifica | modifica sorgente]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

CattedralesassPICT2212.JPG

La cattedrale si presenta con un alto campanile, che si eleva sul fianco sinistro, la cui base, a canna quadrata, ornata da archetti pensili, bifore e monofore, costituisce quasi tutto ciò che resta dell'antica pieve romanica. Al di sopra, il campanile si innalza ancora con una snella torretta ottagonale cupolata, aggiunta nel Settecento.

Caratterizzano l'esterno del duomo anche la cupola semisferica e i doccioni, che sporgono lungo i fianchi, alcuni originali della ricostruzione gotica del quattro - cinquecento, altri rifatti in epoche successive.

L'elemento però che più colpisce è il prospetto principale del tempio, in stile barocco, col suo trionfo di decorazioni. Tale facciata è distinta in tre livelli: nel primo si apre un portico a tre archi a tutto sesto, nel secondo tre nicchie riccamente ornate ospitano le statue dei tre santi martiri turritani, nel terzo e ultimo si apre la nicchia con la statua di san Nicola. Chiude la facciata una scultura del Padreterno, all'apice del fastigio curvilineo.

Interno[modifica | modifica sorgente]

Navata[modifica | modifica sorgente]

Navata

Superato il portico, voltato a crociera stellata, si accede al duomo dal portale principale. L'interno è ampio, a una navata, divisa in due campate da arcate ogivali, su cui si impostano le volte, a crociera delineate da costoloni.
Lateralmente si aprono otto cappelle, due per campata, alle quali si accede attraverso archi a tutto sesto.
A destra, all'altezza dell'ultima cappella, si trova il pulpito marmoreo, scolpito da Giuseppe Gaggini nel 1840 in forme neoclassiche; sul parapetto, semicircolare, sono rappresentati in bassorilievo i quattro evangelisti.

Transetto[modifica | modifica sorgente]

Oltre la seconda campata si innesta il transetto, al centro del quale, sopra un ampio ambiente quadrangolare, si innalza la cupola semisferica, di gusto rinascimentale, su quattro pennacchi angolari, impostati su mensole con sopra scolpiti gli emblemi dei quattro evangelisti, di cui oggi rimane solo l'aquila di San Giovanni. Lungo il tamburo della cupola si aprono sedici bifore, di gusto gotico - catalano, tra le quali alcune sono cieche.
Nel transetto si aprono due cappelle, in cui si trovano due imponenti altari marmorei.

  • Braccio destro

Nel Braccio destro si trova la cappella del Santissimo Sacramento, con un altare del XIX secolo, scolpito tra il 1818 e il 1820 da Francesco Orsolino e Giacomo Gaggini in forme tardobarocche, con qualche concessione al neoclassicismo; l'altare ospita una tela, rappresentante la Coena Domini, dipinta dal Marghinotti nel XIX secolo. Del gruppo scultoreo di questo altare facevano parte anche le due statue di santi vescovi, oggi collocate sulla controfacciata, in due nicchie.

Transetto, Mausoleo di Placido Benedetto di Savoia
  • Braccio sinistro

Nel braccio sinistro si trova la cappella intitolata a sant'Anna, con l'altare del XVIII secolo.
Il braccio sinistro del transetto ospita anche il gruppo scultoreo del Mausoleo di Placido Benedetto di Savoia, conte di Moriana, opera marmorea di Felice Festa in stile neoclassico, del 1807.

Presbiterio e abside[modifica | modifica sorgente]

Al centro del transetto, sotto la cupola, si trova il presbiterio.

L'area presbiterale, nella sistemazione tardo seicentesca, è sopraelevata rispetto al piano dell'aula e chiusa da una balaustra in marmo. Dello stesso materiale sono i due leoni, posti ai lati della scala di accesso. La base della balaustra è decorata con bassorilievi raffiguranti alcuni santi.

In marmo è anche l'altare maggiore, del 1690, di gusto classico, caratterizzato da due coppie di colonne, con capitelli di ordine corinzio, reggenti una trabeazione, sopra il quale è un timpano spezzato con al centro un'edicola e la colomba raffigurante lo Spirito Santo. Sull'altare è esposta l'icona del XIV secolo, detta Madonna del Bosco, dipinto di scuola senese.

Dietro l'altare si apre l'arco ogivale che immette nell'abside, costituita da due ambienti: il primo ambiente, a pianta quadrata, voltato a crociera gotica, originario della ricostruzione del XV e XVI secolo, il secondo ambiente, semicircolare, voltato a quarto di sfera, del XVIII secolo.

L'abside ospita un interessante coro ligneo, intagliato da artigiani locali nel XVIII secolo.

contrafforte

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Roberto Coroneo. Architettura Romanica dalla metà del Mille al primo '300. Nuoro, Ilisso, 1993. ISBN 88-85098-24-X
  • Francesca Segni Pulvirenti, Aldo Sari. Architettura tardogotica e d'influsso rinascimentale. Nuoro, Ilisso, 1994. ISBN 88-85098-31-2
  • Salvatore Naitza. Architettura dal tardo '600 al classicismo purista. Nuoro, Ilisso, 1992. ISBN 88-85098-20-7
  • Maria Grazia Scano. Pittura e scultura dell'Ottocento. Nuoro, Ilisso, 1997. ISBN 88-85098-56-8

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]