Chiesa del Carmine (Barcellona Pozzo di Gotto)

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Chiesa della Madonna del Carmelo in Barcellona Pozzo di Gotto
Chiesa della Madonna del Carmelo
Chiesa della Madonna del Carmelo
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Località Barcellona Pozzo di Gotto-Stemma.png Barcellona Pozzo di Gotto
Religione Cristiana Cattolica di rito romano
Titolare Madonna del Carmelo
Diocesi Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela
Consacrazione 1583 (26 agosto)
Stile architettonico manierismo
Inizio costruzione  ? (Chiesa di Sant'Andrea preesistente)
Sito web Diocesi di Messina

La chiesa e il Convento dei Carmelitani o chiesa del Carmine o santuario del Carmine, sorge nella frazione di Serro del Carmine (ex Serro di Sant'Andrea) nel comune di Barcellona Pozzo di Gotto. Appartenente alla diocesi di Messina, vicariato di Barcellona Pozzo di Gotto sotto il patrocinio di San Sebastiano, arcipretura di Pozzo di Gotto, chiesa del Carmine.

Cenni al culto della Madonna del Carmelo[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma dell'Ordine del Carmelo.
Prospetto della chiesa del Carmine

Il monte Carmelo (הַר הַכַּרְמֶל, Har HaKarmel, Mount Carmel, Wadi ’ain es-Siah) in Palestina, odierno Israele, fin dal tempo dei Fenici nella Bibbia chiamati Filistei, è meta di anacoreti; lassù alcuni cristiani dopo la morte di Gesù dedicano il primo tempio alla Vergine che dal luogo si chiama Madonna del Carmelo o del Carmine. Ma il Carmelo diviene ben presto insufficiente e così molti eremiti devoti alla Vergine emigrano in tutta la Palestina prima, in Egitto ed in tutto l’Oriente poi. Dalla Terra Santa i carmelitani itineranti animati dalla “peregrinatio hierosolymitana” e dalla conseguente spiritualità del cammino, fondano il primo convento in occidente in Sicilia nella città di Messina nel 1235 circa, secolo che vede consolidare l'Ordine carmelitano. Chiese e conventi della "Famiglia del Carmelo" sorgono in provincia a Pozzo di Gotto odierna Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo e nelle principali città dell'intera Sicilia con comunità di frati, di monache di vita contemplativa, di suore con diaconie apostoliche specifiche, da laici carmelitani (istituto secolare, terz'ordine, movimento carmelitano) animati dal “carisma del Carmelo”: seguire Cristo Gesù come “fraternità contemplativa in mezzo al popolo”, su modelli spirituali dell’apostolo Paolo, il profeta Elia e la Madonna. A Barcellona Pozzo di Gotto i Padri Carmelitani s'insediano il 25 agosto 1579 in un Convento costruito a ridosso dell'antica chiesa dedicata a sant'Andrea apostolo nella frazione di Serro Sant'Andrea dell'antica Pozzo di Gotto, già sede della "Congregazione di Gesù e Maria" anteriore al 1579 fra le più antiche confraternite presenti in città.

La chiesa nei secoli[modifica | modifica wikitesto]

Prospetto angolare della chiesa del Carmine
Interno della chiesa del Carmine

Il Serro di Sant'Andrea, in seguito Serro del Carmine, al tempo della costituzione della chiesa e del convento, era in territorio di Pozzo di Gotto, all'epoca casale di Milazzo fino al 22 maggio 1639, pertanto sottoposto alla giurisdizione dei giurati milazzesi. Da atti notarili del convento carmelitano di Milazzo, dopo la soppressione del convento stesso in seguito alla confisca dei beni dei numerosi ordini religiosi del 1866, oggi custoditi nella biblioteca comunale milazzese, risale al 26 agosto 1583 la data di fondazione giuridica del convento e della chiesa del Carmelo in territorio di Pozzo di Gotto. Il lavoro alacre e riconosciuto dei frati benvoluti dalla popolazione, contribuì ad ingrandire i locali al culto, riducendo ad una cappella il già esistente piccolo oratorio di Sant'Andrea e ricostruendone altre due dedicate al Crocifisso ed alla Madonna della Catena, già contenuti nell'antica chiesa. Sull'altare maggiore la tela della Madonna del Carmelo fra san Simone Stock e san Cirillo d'Alessandria, in seguito sostituita dal simulacro del Carmine. Entrambi le costruzioni hanno subito nei secoli diversi trascorsi che ne hanno alterato la struttura originaria quasi sempre dovuti ad eventi sismici [1]. Col sisma conosciuto come Terremoto della Calabria meridionale del 1783 la chiesa subisce gravi danni distruggendo quel poco che era scampato a diversi incendi negli anni precedenti. Poco prima della chiusura del convento, nel 1866, l'intero complesso è trasformato in ospedale militare per i feriti nella battaglia del 20 Luglio 1860 quando tutta la popolazione barcellonese supporta la Battaglia di Milazzo per la conquista del Castello di Milazzo per la cacciata dei Borboni. In seguito il complesso è adibito ad ospedale civile. Nel 1864 è sostituito il vecchio pavimento in terracotta con quello marmoreo. Nel 1905 ulteriormente ampliato ma, il convento e la chiesa subiscono i gravissimi danni del Terremoto di Messina del 1908 con conseguente crollo e demolizione dei due campanili del prospetto principale pericolanti e relativo ripristino delle navate. In quell'occasione è costruita la cappella di San Giuseppe. Nel 1927 edificata la grotta artificiale che ospita al suo interno la Madonna di Lourdes. L'altare maggiore ricostruito nel 1935 grazie al contributo di benefattori. Altri restauri seguono nel 1947 con la risistemazione della navata e della cappella della Madonna della Catena. Il sisma del 16 aprile 1978 del Golfo di Patti procura altri gravi danni che comportano una lunga chiusura per urgenti lavori di consolidamento. Alcune opere presenti all'interno sono state saccheggiate nel 1987; si tratta di opere pittoriche di Filippo Vescosi da Sambuca di Sicilia e del Sacerdote Antonino Vescosi, rispettivamente padre e figlio, attivi dal 1773 al 1824 in città, Patti, Novara di Sicilia e Messina, alcune trafugate integralmente "Sant'Andrea e Santi" raffigurante l'Apostolo con Sant'Angelo, Sant'Alberto, Santa Lucia e Sant'Agata, altre danneggiate nell'atto sacrilego di rubarle come il "Miracolo di San Spiridione" raffigurante San Spiridione di Trimitonte che risuscita una ragazza.

La chiesa oggi[modifica | modifica wikitesto]

Altare maggiore della chiesa del Carmine

La chiesa sorge su un’amena altura che domina gran parte della città, si accede al piazzale antistante abbarbicato su uno sperone roccioso non più visibile perché ricoperto dal cemento armato, attraverso una scalinata incassata tra due pinnacoli squadrati con cuspidi piramidali. Una breve gradinata consente l’accesso al piccolo santuario. Le antiche scalinate sono state rifatte con materiali più recenti durante l'ultimo intervento conservativo. Allo stato attuale sono in corso lavori di consolidamento che interessano la torre campanaria e la guglia a bulbo. La pianta è a tre navate con cappelle altari addossate ai muri laterali, la navata centrale è delimitata da tre archi a tutto sesto per ogni lato, poggiati su pilastri a base rettangolare, raccordati con i contrafforti interni mediante piccola arcata non elaborata. Nella contro facciata è realizzata la balconata cantoria dove trovano collocazione i due gruppi di canne d'organo che fanno ala alla vetrata istoriata. L'ordine degli archi a tutto sesto è separato dall'ordine delle finestre da un cornicione multi livello. I pilastri abbelliti da paraste con capitelli corinzi in stucco e riquadri verso la navata centrale, con solo cornici sulle restanti parti. I colori bianco dello sfondo e rosa antico per l'interno delle cornici pongono in risalto i piccoli dettagli e le decorazioni dei particolari in oro zecchino. Sulla destra all'ultimo pilastro è ancorato un pulpito ligneo con una insolita funzione, la volta semi cilindrica si interseca con le piccole volte delle finestre creando l'alternanza di pennacchi e vele. L'arco trionfale decorato con stucchi e rosette reca lo stemma coronato dell'Ordine terziario del Monte Carmelo fra palme di varia foggia e rami floreali dorati, centrato sul motto "CAPUT TUUM UT CARMELUS".

La facciata[modifica | modifica wikitesto]

La facciata si presenta con un corpo centrale delimitato da due grandi pilastri (paraste) in pietra nuda fino all'architrave del portale, intonacati fino all'altezza del timpano, sulla sommità ciascuno reca una base quadrangolare decorata con fiore stilizzato fra volute, sormontata da un massiccio pinnacolo di forma piramidale culminante con sfera in pietra. Il portone centrale è incorniciato da portale costituito da robusti pilastri e paraste con architrave in pietra nuda sormontato da ampia finestra vetrata rettangolare, sovrastata dallo stemma dell'Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo cinto da corona. Al centro del timpano una finestra circolare in pietra reca una statuetta della Madonna. Sul vertice del timpano due volute in pietra simmetriche sorreggono la croce in ferro battuto, una decorazione floreale ingentilisce parzialmente il frontone. Ai due corpi laterali tra loro simmetrici e corrispondenti alle piccole navate laterali, sono raccordati a quello centrale con semi arco verso il basso. Ogni corpo laterale presenta due pilastri paraste, uno esterno e l’altro mediano; le porzioni di sezioni comprese tra i pilastri mediani e l’ingresso principale, comprendono gli ingressi laterali, ciascuno sormontato da una finestra circolare. Sui contrafforti dei quattro pilastri altrettanti vasi con pigna, figura allegorica del terzo occhio (religione).

L'altare maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Dietro all'altare "coram populo" di modernissima concezione come l'ambone, quello del secolo scorso consiste nel classico basamento ricoperto di marmi policromi con elaborato paliotto centrale con intarsiate foglie d'acanto, palme e fiori stilizzati. Sulla mensa un elegante tabernacolo rappresentante il prospetto di un tempio con timpano ad arco intero sorretto da colonnine con capitelli corinzi. La sopraelevazione dell'altare è costituita da un basamento con due colonne tortili a fasce bicolori, avorio e oro zecchino, con avvitamento verso l'interno. I capitelli corinzi sostengono un architrave in marmo dall'animato stile classico recante l'iscrizione della Madonna: "MATER ET DECOR CARMELI". Lo spazio interno alle colonne è occupato dalla nicchia ulteriormente incorniciata in festoni e ghirlande floreali, nella quale è allocata la statua lignea della Madonna del Carmelo del palermitano Angelo Occhino. Teste di putti alati, ghirlande e festoni, fiori stilizzati, decorazioni simmetriche con foglie d'acanto decorano la parte superiore del cornicione dell'abside e le basi inferiori delle sezioni della calotta. Lo spazio interno è suddiviso in due ordini delimitati da un articolato cornicione. La volta interseca perpendicolarmente altrettante sezioni di volte minori pari al numero di finestre presenti sui lati della navata dando luogo a vele e pennacchi tipici dello sviluppo architettonico della volta a crociera.

La navata destra lato sud[modifica | modifica wikitesto]

Sulla navata destra si aprono le seguenti cappelle tra loro intercomunicanti nell'ordine, corrispondenti alle campate della navata centrale:

  • Dalla prima piccola campata a destra si accede alla riproduzione della Grotta di Lourdes.
  • Quarta campata: Cappella con altare vuoto.
  • Cappella navata destra: Cappella con altare dedicato al Patriarca San Giuseppe e Gesù Fanciullo.

La navata sinistra lato nord[modifica | modifica wikitesto]

Sulla navata sinistra si aprono le seguenti cappelle tra loro intercomunicanti nell'ordine, corrispondenti alle campate della navata centrale:

  • Dalla prima piccola campata a sinistra: Cappella con pala d'altare raffigurante la Madonna del Carmelo fra i Santi Simone Stock e San Cirillo d'Alessandria, originariamente collocato sull'altare maggiore. La tela ritrae la Madonna nell'atto di consegnare lo scapolare al Santo inglese di fede cattolica, istituendo il privilegio per le anime delle persone che lo porteranno di essere liberate dal peccato e dalle pene il sabato successivo alla loro morte, sul lato destro San Cirillo d'Alessandria con la mano sinistra sul libro aperto retto dall'angelo alle parole "VERE MATREM DEI ESSE CONFIRMAVIT M. CONCEPT" Dottore della Chiesa, "Dottore dell'Incarnazione" e sostenitore al Concilio di Efeso del principio «Maria Madre di Dio» (Theotokos). [2]
  • Cappella navata sinistra: Cappella con altare dedicato al SS. Sacramento.

Campanile[modifica | modifica wikitesto]

Cupola Chiesa del Carmine

Il campanile superstite del santuario è contraddistinto da un'insolita cupola a bulbo o a cipolla: ha un corpo rialzato, strombato, sfaccettato e una coronazione a punta recante una sfera sormontata da una banderuola, rara e felice contaminazione tipica dell'architettura religiosa dell'Europa centro orientale.

L'organo[modifica | modifica wikitesto]

Al suo interno è collocato un organo a due tastiere e venti registri reali della Ditta Ruffatti di Padova (anni '70).

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]