Diocesi di Terni-Narni-Amelia

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Diocesi di Terni-Narni-Amelia
Dioecesis Interamnensis-Narniensis-Amerina
Chiesa latina
Terni Duomo.jpg
Regione ecclesiastica Umbria
  TerniNarniAmelia diocesi.png
Vescovo sede vacante
Vescovi emeriti arcivescovo Vincenzo Paglia
Sacerdoti 140 di cui 96 secolari e 44 regolari
1.115 battezzati per sacerdote
Religiosi 46 uomini, 95 donne
Diaconi 24 permanenti
Abitanti 157.900
Battezzati 156.100 (98,9% del totale)
Superficie 871 km² in Italia
Parrocchie 82 (7 vicariati)
Erezione II secolo (Terni)
IV secolo (Narni)
V secolo (Amelia)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Assunta
Concattedrali San Giovenale
Santa Firmina
Santi patroni San Valentino
San Giovenale
Santa Fermina
Indirizzo Piazza Duomo 11, 05100 Terni, Italia
Sito web www.diocesi.terni.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Italia
Esterno della concattedrale di Narni

La diocesi di Terni-Narni-Amelia (in latino: Dioecesis Interamnensis-Narniensis-Amerina) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede appartenente alla regione ecclesiastica Umbria. Nel 2010 contava 156.100 battezzati su 157.900 abitanti. È attualmente sede vacante.

Indice

[modifica] Territorio

La diocesi comprende parte della provincia di Terni e una piccola parte della provincia di Rieti.

Sede vescovile è la città di Terni, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. A Narni sorge la concattedrale di San Giovenale, mentre ad Amelia si trova la concattedrale di Santa Firmina.

Il territorio è suddiviso in 82 parrocchie, raggruppate in 7 vicarie.

[modifica] Storia

L'attuale diocesi è il frutto della piena unione di tre antiche diocesi umbre, che da sempre furono immediatamente soggette alla Santa Sede, privilegio che la diocesi conserva ancora oggi.

[modifica] Terni

Secondo la tradizione, la fede cristiana fu predicata a Terni da san Brizio, inviato in Umbria dall'apostolo san Pietro. In realtà, come afferma lo storico Pompeo de Angelis, gli albori del cristianesimo ternano sono avvolti dalla nebbia del tempo e dalla mancanza di documenti, benché l'agiografia racconti di un cammino favoloso, disseminato di martiri e di vescovi eroici.[1]

La diocesi di Terni sarebbe stata eretta nel II secolo e la sua fondazione è legata a due figure leggendarie: san Pellegrino, decapitato secondo il Baronio il 16 maggio 142, e sant'Antimo, trasferito alla chiesa di Spoleto nel 165. Alle origini della Chiesa ternana è da collocarsi la controversa figura del vescovo san Valentino, vissuto nel III secolo.[2]

Tra i successivi vescovi riportati dai cataloghi ternani nei primi sei secoli dell'era cristiana, secondo Lanzoni sono storicamente attendibili i seguenti: Pretestato, menzionato nel 465; Costantino nel 487; Felice, nel 501 e nel 502; e un Omobono di età incerta.

Dalla metà del VI secolo e per cent'anni circa la diocesi di Terni, rimasta senza vescovo, fu unita a quella di Narni. Nel 653 circa la serie episcopale di Terni continua con i vescovi Costantino e Trasmondo; quest'ultimo era un duca longobardo di Spoleto, che cedette la città al re Liutprando, al quale si era ribellato e dal quale era stato sconfitto; in seguito fu consacrato vescovo di Terni, su proposta dello stesso Liutprando, che voleva in questo modo amicarsi l'antico rivale. Alla morte di Trasmondo nel 760, la sede ternana visse una lunga vacanza e di fatto la diocesi su soppressa fino al 1218; il suo territorio fu sottoposto alla giurisdizione dal vescovo di Spoleto e dal punto di vista amministrativo dipendeva dal ducato spoletino.

Verso la fine del XII secolo la città di Terni, da tempo emancipatasi dal duca di Spoleto, entra nell'orbita dello Stato Pontificio e fece richiesta esplicita al papa di avere un proprio vescovo, sulla scia di quanto era avvenuto a Viterbo. Le istanze degli abitanti di Terni, malgrado l'opposizione del vescovo Benedetto di Spoleto, trovarono una definitiva risposta nella bolla Venerabili fratri[3] di papa Onorio III del 13 gennaio 1218, con la quale il pontefice restaura la diocesi ternana; in bolle successive il pontefice nomina il nuovo vescovo, Rainerio, già priore del capitolo dei canonici della cattedrale di Terni, e restaura l'antico territorio diocesano.

[modifica] Narni

La diocesi di Narni risale al IV secolo e la sua fondazione è legata alla figura del protovescovo san Giovenale, che, secondo una leggendaria biografia scritta dopo il VII secolo, sarebbe stato consacrato vescovo nel 359 e sarebbe morto il 7 agosto 376.

Dei successivi vescovi ricordati dai cataloghi della Chiesa locale, gli unici che Lanzoni ritiene storicamente attendibili sono: Pancrazio, morto il 5 ottobre 444; Cassio, morto il 29 o 30 giugno 558; Giovanni, suo successore, menzionato nel 560; Preietto o Preiettizio, menzionato nel 591; e Costantino, noto nel 595 e nel 598, e che, secondo una lettera di Gregorio Magno, fu nominato visitatore della diocesi di Terni, all'epoca unita con Narni.

Nell'VIII secolo l'antica diocesi di Otricoli (oggi sede titolare) fu soppressa e il suo territorio fu incorporato nella diocesi di Narni. Forse anche Carsulae era sede vescovile fino al VII secolo, ma non ci sono notizie certe.

Tra le figure di maggior spicco della Chiesa di Narni di fine I millennio risalta quella di Giovanni Crescenzi, nipote di Marozia, vescovo dal 960 al 962, poi bibliotecario della Santa Sede ed infine papa con il nome di Giovanni XIII.

Nel 1287 il vescovo Orlando consacrò la cattedrale di Narni.

Il seminario diocesano di Narni fu istituito dal vescovo Raimondo Castelli, dopo la metà del XVII secolo.

[modifica] Amelia

La diocesi di Amelia fu eretta nel V secolo. Il primo vescovo riportato dai cataloghi amerini è Stefano, menzionato attorno al 420, la cui esistenza "non è confortata da alcuna prova" (Lanzoni). Primo vescovo documentato è Ilario, presente al sinodo romano del 465.

La serie episcopale è lacunosa, soprattutto per il X e XI secolo.

Durante l'episcopato del vescovo Pasquale (seconda metà del IX secolo) è attribuito il rinvenimento delle reliquie di santa Fermina, patrona della diocesi.

Al vescovo Gaudenzio Poli († 1679) si deve la ricostruzione della cattedrale diocesana; la primitiva costruzione, risalente al IX secolo, fu ricostruita nel XIII secolo e distrutta da un incendio nel 1629.

L'8 dicembre 1788 il vescovo Carlo Fabi istituì il seminario. Durante il periodo napoleonico, per la sua opposizione alle truppe francesi, fu trasportato in catene a Roma, dove morì in carcere nel 1798.

Il 30 giugno 1942 il monastero di San Magno di Amelia che era stato fino ad allora soggetto all'abbazia territoriale di San Paolo fuori le mura fu incorporato nella diocesi di Amelia in virtù del decreto In civitate Amerina della Congregazione Concistoriale.

[modifica] Terni-Narni-Amelia

Le diocesi di Terni e Narni vengono unite con una bolla di papa Pio X il 12 aprile 1907.

A partire dal 1966 Amelia non ebbe più vescovi e la diocesi fu data in amministrazione ai vescovi di Terni e Narni.

Il 14 settembre 1983 le diocesi di Terni, Narni e Amelia vengono unite aeque principaliter con la bolla Quoniam ipsum di papa Giovanni Paolo II.

Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, le tre sedi sono state unite con la formula plena unione e la nuova diocesi ha assunto il nome attuale.

[modifica] Cronotassi dei vescovi

[modifica] Vescovi di Terni

[modifica] Vescovi di Narni

[modifica] Vescovi di Terni e Narni

[modifica] Vescovi di Amelia

[modifica] Vescovi di Terni-Narni-Amelia

[modifica] Statistiche

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 157.900 persone contava 156.100 battezzati, corrispondenti al 98,9% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
diocesi di Terni e Narni
1950 104.700 105.000 99,7 106 55 51 987 47 269 61
1970 132.500 133.800 99,0 110 43 67 1.204 75 65
1980 142.900 144.100 99,2 92 52 40 1.553 2 47 150 68
diocesi di Amelia
1959 25.000 25.000 100,0 43 27 16 581 30 104 20
1970  ? 19.700  ? 34 22 12  ? 16 88 20
1980 19.890 19.963 99,6 30 20 10 663 10 53 21
diocesi di Terni-Narni-Amelia
1990 161.400 163.423 98,8 125 78 47 1.291 7 54 134 81
1999 160.000 163.000 98,2 138 94 44 1.159 11 46 153 81
2000 160.000 163.000 98,2 138 94 44 1.159 11 46 153 81
2001 162.000 163.400 99,1 130 81 49 1.246 17 50 159 81
2002 162.000 163.400 99,1 137 95 42 1.182 17 42 159 81
2003 162.000 163.400 99,1 130 85 45 1.246 18 46 121 81
2004 162.000 163.400 99,1 139 93 46 1.165 27 47 103 81
2010 156.100 157.900 98,9 140 96 44 1.115 24 46 95 82

[modifica] Note

  1. ^ Pompeo de Angelis, Storia di Terni, 2006; citazioni in una serie di articoli pubblicati da Il Giornale dell'Umbria nel 2008.
  2. ^ Secondo lo studioso Vincenzo Fiocchi Nicolai, Valentino sarebbe un sacerdote di Terni venuto a Roma e qui martirizzato e sepolto nel cimitero che porta il suo nome: in seguito il suo culto si diffuse fino a raggiungere la sua città natale, ove trovò un nuovo impulso “sotto spoglie più prestigiose”, operandosi una specie di sdoppiamento della figura del martire, reso più importante dai suoi concittadini con la sua elevazione al rango di episcopus. Fiocchi Nicolai V., Il culto di S. Valentino tra Terni e Roma: una messa a punto, in Atti del convegno di studio: L'Umbria meridionale fra tardo-antico e altomedioevo, Acquasparta 1989. Vedere anche: Il Giornale dell'Umbria, 6 luglio 2008.
  3. ^ Il testo della bolla in: Cappelletti, op. cit., vol. IV, pp. 520-524.
  4. ^ Secondo Lanzoni non fu vescovo di Narni, ma di Arna (non narniensis, ma arniensis).
  5. ^ Così Cappelletti. La cronotassi riportata dal sito diocesano riporta la data dell'890 circa.

[modifica] Fonti

[modifica] Diocesi di Terni

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[modifica] Voci correlate

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