Diocesi di Cuneo

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Diocesi di Cuneo
Dioecesis Cuneensis
Chiesa latina
I-CN-Cuneo11.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Torino
Regione ecclesiastica Piemonte
  Cuneo diocesi.png
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Giuseppe Cavallotto
Vescovi emeriti Natalino Pescarolo
Sacerdoti 138 di cui 117 secolari e 21 regolari
783 battezzati per sacerdote
Religiosi 33 uomini, 306 donne
Abitanti 119.195
Battezzati 108.100 (90,7% del totale)
Superficie 1.565 km² in Italia
Parrocchie 82
Erezione 17 luglio 1817
Rito romano
Cattedrale Santa Maria del Bosco
Santi patroni San Michele Arcangelo
Indirizzo Via Roma 7, 12100 Cuneo, Italia
Sito web new.diocesicuneo.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2007 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Cuneo (in latino: Dioecesis Cuneensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Torino appartenente alla regione ecclesiastica Piemonte. Nel 2006 contava 108.100 battezzati su 119.195 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Giuseppe Cavallotto.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende la parte sud-occidentale della provincia di Cuneo. Confina a nord con la diocesi di Saluzzo e la diocesi di Fossano, ad est con la diocesi di Mondovì e per breve tratto con la diocesi di Ventimiglia-San Remo, a sud confina con la diocesi di Nizza e ad ovest con la diocesi di Digne, entrambe in territorio francese.

Sede vescovile è la città di Cuneo, dove si trova la cattedrale di Santa Maria del Bosco.

Il territorio è suddiviso in 82 parrocchie divise in 7 zone pastorali:

La mappa delle zone pastorali

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 novembre 1814 il consiglio comunale di Cuneo incarica il conte Carlo Pascale d'Illonza e il marchese Paolo Della Valle di Clavesana, patrizi cuneesi, di convincere re Vittorio Emanuele a elevare a sede di vescovato la città di Cuneo.[1]

La diocesi di Cuneo è stata eretta il 17 luglio 1817 con la bolla Beati Petri di papa Pio VII, ricavandone il territorio dalla diocesi di Mondovì.

Primo vescovo diocesano è stato Amedeo Bruno di Samone dei conti Bruno di Tornaforte che fece il suo ingresso solenne il 15 ottobre 1817. Il palazzo vescovile fu legato dal conte Francesco Bruno di Tornaforte ed ancora oggi la curia ha sede in quel palazzo. Il 23 dicembre 1826 venne approvata dal consiglio comunale di Cuneo la proposta del vescovo Amedeo che eleggeva san Michele Arcangelo quale Patrono della città e della diocesi. Con la stessa bolla il beato Angelo Carletti veniva eletto speciale protettore e difensore della città. Nel 1831 il vescovo Amedeo fece erigere il Santuario della Madonna della Riva prodigandosi negli anni del colera, 1835, affinché venissero soccorse le popolazioni cuneesi.

Nel 1860 la diocesi acquisì Briga Marittima e Tenda dalla diocesi di Ventimiglia; le medesime località, più alcune frazioni, sono state cedute alla diocesi di Nizza nel 1947.

Dal 1º febbraio 1999 è unita in persona episcopi alla diocesi di Fossano.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 119.195 persone contava 108.100 battezzati, corrispondenti al 90,7% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 89.400 90.000 99,3 214 182 32 417 88 987 72
1969 102.231 102.469 99,8 197 160 37 518 50 664 77
1980 113.178 113.780 99,5 198 165 33 571 37 602 85
1990 107.550 108.200 99,4 176 149 27 611 33 502 82
1999 107.326 109.176 98,3 160 139 21 670 27 420 82
2000 107.881 109.856 98,2 163 142 21 661 26 402 82
2001 107.740 110.120 97,8 161 140 21 669 29 400 82
2002 90.530 92.287 98,1 158 137 21 572 34 369 81
2003 90.552 92.315 98,1 154 133 21 588 34 369 81
2004 90.540 92.310 98,1 148 126 22 611 34 350 82
2006 108.100 119.195 90,7 138 117 21 783 33 306 82

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maria Alberta Sarti, Barbaroux: un talento della diplomazia e della scienza giuridica alla corte sabauda, Cedam, Padova 2011, p. 46.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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