Diocesi di Alba

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Diocesi di Alba
Dioecesis Albae Pompeiensis
Chiesa latina
AlbaCN0001.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Torino
Regione ecclesiastica Piemonte
  Alba diocesi.png
Vescovo Giacomo Lanzetti
Vescovi emeriti Sebastiano Dho
Sacerdoti 162 di cui 120 secolari e 42 regolari
773 battezzati per sacerdote
Religiosi 83 uomini, 291 donne
Diaconi 3 permanenti
Abitanti 128.170
Battezzati 125.230 (97,7% del totale)
Superficie 1.050 km² in Italia
Parrocchie 126
Erezione IV secolo
Rito romano
Cattedrale San Lorenzo
Indirizzo Piazza Mons. Grassi 9, 12051 Alba [Cuneo], Italia
Sito web www.diocesidialba.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2007 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Alba (in latino: Dioecesis Albae Pompeiensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Torino appartenente alla regione ecclesiastica Piemonte. Nel 2006 contava 125.230 battezzati su 128.170 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Giacomo Lanzetti.

Indice

Territorio [modifica]

La diocesi si sviluppa prevalentemente nella parte occidentale della provincia di Cuneo comprendo 69 comuni oltre a due della provincia di Asti (Coazzolo, Castagnole delle Lanze).

Sede vescovile è la città di Alba, dove si trova la cattedrale di San Lorenzo.

La mappa delle vicarie

Le 126 parrocchie della Diocesi sono raggruppate in 8 vicarie:

Storia [modifica]

Secondo la tradizione il primo vescovo di Alba è san Dioniso, che si narra abbia servito la diocesi per alcuni anni prima di essere nominato arcivescovo di Milano; per la sua opposizione all'arianesimo sarebbe stato esiliato nel 355 dall'imperatore Costanzo. Questa tradizione è ritenuta non affidabile [1] dato che nel IV secolo solitamente ad un vescovo era proibito lasciare la propria diocesi per un'altra.

Una lista di nove antichi vescovi di Alba, che inizia con un san Dioniso (diverso da quello precedente, nel 380) fino al vescovo Giulio (553), fu compilata sulla base di iscrizioni sepolcrali trovate nella cattedrale di Alba alla fine del XV secolo da Dalmazzo Berendenco, un antiquario; ma sia la lista che il suo scopritore risultarono essere dei falsi inventati da Giuseppe Meiranesio nel XVIII secolo.[2]

Il primo vescovo di Alba di cui è certa l'esistenza è Lampadio, che fu presente al sinodo tenutosi in Roma nel 499 sotto papa Simmaco.[3]

Per breve tempo, verso la fine del X secolo, la diocesi fu unita a quella di Asti. Tra i successivi vescovi, Benzone fu un noto avversario di papa Gregorio VII e sostenne l'impero durante la controversia sulle investiture.[4]

Nel 1511 cedette una porzione di territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Saluzzo.

Un fatto di rilievo accadde il 22 aprile 1613: scoppiata la prima guerra del Monferrato, Alba fu assalita dai francesi e il vescovo Pendasio fu prelevato dalla chiesa, percosso e condotto oltraggiosamente per le strade della città.

Sotto il ministero di monsignor Roero, fu vicario generale monsignor Raulo Costanzo Falletti di Barolo.

Nel 1803 la diocesi fu soppressa dal governo napoleonico e il suo territorio riunito a quello della diocesi di Asti. Fu ristabilita il 17 luglio 1817 con la bolla Beati Petri di papa Pio VII; contestualmente il papa la dichiarò suffraganea dell'arcidiocesi di Torino, venendo così tolta alla giurisdizione metropolitica dell'arcivescovo di Milano, a cui sempre Alba era stata soggetta.

Cronotassi dei vescovi [modifica]

Statistiche [modifica]

La diocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 128.170 persone contava 125.230 battezzati, corrispondenti al 97,7% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1905  ?  ?  ? 287 276 11  ?  ? ? ? 101
1950 150.300 150.350 100,0 325 265 60 462 176 425 136
1959 111.000 111.100 99,9 311 249 62 356 124 568 138
1970 120.265 120.350 99,9 264 210 54 455 68 586 140
1980 120.972 121.120 99,9 226 188 38 535 100 445 142
1990 120.200 120.400 99,8 207 168 39 580 93 414 126
2000 122.300 124.600 98,2 182 147 35 671 77 350 126
2001 122.200 124.500 98,2 179 146 33 682 76 347 126
2002 122.200 124.500 98,2 167 136 31 731 73 341 126
2003 122.200 124.500 98,2 163 131 32 749 64 306 126
2004 122.200 124.600 98,0 156 123 33 719 73 294 126
2006 125.230 128.170 97,7 162 120 42 773 3 83 291 126

Note [modifica]

  1. ^ Papebroch (Acta SS., VI, 40)
  2. ^ De Rossi, Bullettino di archeologia cristiana, 1868, 45-47. La lista dei vescovi fu pubblicata da Costanzo Gazzera nel 1857: Delle iscrizioni cristiane antiche del Piemonte, pp. 134-153.
  3. ^ Mansi, VIII, 235, Mon. Germ. Hist., Auct. Antiq. XII, 400.
  4. ^ Orsi, Un libellista del sec. XI, in Rivista storica Italiana, 1884, p. 427.
  5. ^ I vescovi da Adelgiso a Sigifredo sono menzionati da Palemone Luigi Bima nella Serie cronologica dei romani pontefici e degli arcivescovi e vescovi di tutti gli stati di Terraferma e di alcune del regno di Sardegna, Torino 1842, pp. 90-91. Ad eccezione di Lampadio I (499) e Benedetto (680), tutti gli altri sono totalmente sconosciuti al Savio; lo stesso Gams esclude dalla sua cronotassi tutti quelli precedenti Benedetto, così come Lanzoni, che specifica inoltre come Venanzio I sia stato vescovo non di Alba, ma di Viviers.
  6. ^ Questo vescovo, citato da Ughelli, che lo dice intervenuto a un concilio provinciale in Pavia nell'855, è messo in dubbio dal Savio, in quanto di quel concilio non sono stati riportati nomi di vescovi.
  7. ^ Secondo Cappelletti e Bima, che datano Liutardo all'800 circa, nel 901 è menzionato un Vitelmo II, ignorato da Savio.
  8. ^ Cappelletti e Gams menzionano il vescovo Alberto (1061 e 1074); secondo Savio questo Alberto è l'omonimo vescovo di Acqui.
  9. ^ Secondo Savio, potrebbe essere stato abate-vescovo di Fruttuaria, cosa che farebbe anticipare la sua elezione alla sede di Alba al 1118.
  10. ^ Secondo il Savio non ci sono prove che abbia mantenuto anche la sede di Alba; morì il 30 dicembre 1145 .
  11. ^ Menzionato da Ughelli (Italia sacra, vol. IV, col. 286), è messo in dubbio da Savio.
  12. ^ Federico era figlio di Guglielmo V del Monferrato, marchese del Monferrato, e di Giuditta di Babenberg.
  13. ^ L'Ughelli lo indica trasferito in epoca ignota a Nola, ma non sono documentati vescovi di nome Gerardo a Nola alla fine del XII secolo; lo stesso Ughelli non lo menziona affatto quando parla della diocesi campana.
  14. ^ Molti autori, a partire da Ferdinando Ughelli, inseriscono tra Monaco e Simone il vescovo Gandolfo (1259 - 1262), ricordato in un necrologio della cattedrale di Asti. Savio e Eubel invece ritengono che Gandolfo sia stato vescovo di Torino.
  15. ^ Secondo Eubel la nomina è del 6 agosto.
  16. ^ Secondo Eubel e Cappelletti, Ippolito Novelli è nominato il 5 novembre 1514 per la morte di Andrea Novelli l'anno precedente.
  17. ^ Secondo Gams e Eubel muore nel 1531.
  18. ^ Secondo Eubel Visconti è nominato il 16 agosto 1531 e muore il 5 gennaio 1533.
  19. ^ Secondo Gams, muore l'11 giugno 1572.
  20. ^ Secondo Gams muore nel mese di novembre 1582.
  21. ^ Secondo Gams muore nel 1633.
  22. ^ Secondo Gams muore nel mese di giugno 1666.
  23. ^ Durante la vacanza della sede fu amministratore apostolico Luigi Bongianino (dal 2 febbraio 1968 al 15 gennaio 1970), in seguito divenuto vescovo diocesano.

Fonti [modifica]

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