Guglielmo V del Monferrato

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Marchesato del Monferrato
Aleramici
Coat of arms of the House of Alerami.svg
Guglielmo I
Aleramo
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Ranieri
Guglielmo V il Vecchio
Bonifacio I
Guglielmo VI
Bonifacio II il Gigante
Guglielmo VII
Giovanni I

Guglielmo V degli Aleramici, talvolta anche indicato come Guglielmo III o Guglielmo IV, il Vecchio (11001191), fu marchese del Monferrato.

Era l'unico figlio maschio del marchese Ranieri (1075 – 1137) e di Gisella di Borgogna (1070 – 1133). Poiché la madre era stata precedentemente moglie del conte di Savoia Umberto II, Guglielmo risultava fratellastro di Amedeo III e, dato che la sorella di Amedeo sposò in seguito il re di Francia Luigi VI, divenne cognato del sovrano francese. Guglielmo sposò Giuditta di Babenberg (1110/1120 – 1168), figlia di Leopoldo III duca di Babenberg e Austria (San Leopoldo di Babenberg).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Verso la Crociata[modifica | modifica sorgente]

Inimicatosi un ramo della casa degli Alerami, che cedettero le loro terre al comune di Asti, a Guglielmo si presentò l'occasione di farsi valere in campo militare. Luigi VII stava preparando la crociata, e un contingente di truppe destinate a percorrere l'Europa attraversando l'Ungheria venne affidato al conte Amedeo III e a Guglielmo V. Essi seguirono Corrado III di Svevia verso Costantinopoli, arrivandoci verso la fine dell'estate 1147. Manuele I Comneno, l'imperatore d'Oriente, li accolse con grandi onori.

Partecipò alla battaglia per la presa di Damasco, ma l'insuccesso della spedizione costrinse i crociati a ritirarsi a Tessalonica, venendo poi ospitati ancora una volta dall'imperatore Manuele: è in tale circostanza che tra i due sovrani si creò una forte amicizia.

Al seguito di Federico I[modifica | modifica sorgente]

Guglielmo era di fazione ghibellina, ma seppe comunque destreggiarsi tra le due massime cariche dell'epoca: se infatti venne scomunicato da papa Alessandro III, egli rimase comunque in buoni rapporti con la Chiesa. Nel 1149 la spedizione orientale di Guglielmo terminava, ed egli tornò in Piemonte. Fu fedele servitore dell'imperatore Federico I, che seguì nelle sue spedizioni contro i comuni ribelli. Interessato a mettere le mani sul comune di Asti, partecipò all'assedio che vi pose il Barbarossa e viene menzionato anche nella battaglia per la presa di Tortona. Il 1º settembre 1158 fu tra coloro che accolsero gli ostaggi del comune di Milano dopo la sua prima capitolazione ad opera di Federico; lo si ritrova ancora in altre campagne contro i comuni ribelli sempre al seguito dell'Imperatore. Poco, invece, risiedette nelle sue terre in qualità di amministratore, impegnato come fu nel seguire Federico nelle sue spedizioni in Italia.

Sconfitto però più volte il suo esercito anche nel suo stesso territorio, e in particolare presso Mombello Monferrato dalle truppe comunali, il 19 giugno 1172 fu costretto a sottoscrivere le condizioni impostegli dai vincitori, e in particolare dagli astigiani. Desideroso di rivincita, seguì ancora Federico contro Alessandria, ma le fortune del Barbarossa erano destinate a terminare, e di fronte agli insuccessi militari di Federico Guglielmo V decise di cambiare bandiera passando dalla parte dei comuni, alleandosi con Alessandria e stringendo i legami con Manuele Comneno (Manuele I Comneno), nemico dei tedeschi: anche a tal ragione il figlio Ranieri di Guglielmo sposò la figlia del Comneno nel 1179.

Gli screzi con Federico risultarono compromessi dalle azioni del figlio Corrado, che arrivò ad imprigionare il cancelliere Cristiano di Magonza: l'imperatore gli perdonò il gesto quando i Monferrato sembrarono passare nuovamente dalla sua parte, ma ormai la fiducia nutrita nei loro confronti dall'imperatore risultava compromessa, e nessuno citò Guglielmo nella pace di Costanza.

La fine di Guglielmo V[modifica | modifica sorgente]

Venuto a conoscenza della nascita del nipote Baldovino nato dalla unione tra Guglielmo Lungaspada e la regina Sibilla di Gerusalemme, Guglielmo V decise un secondo ritorno in Terrasanta con la speranza di poter conoscere il nipote che era stato incoronato nel 1183 re di Gerusalemme con il nome di Baldovino V. Guglielmo V ottenne un piccolo feudo in Galilea ma fu coinvolto nella sanguinosa battaglia di Hattin: catturato dal Saladino, venne riscattato dal figlio Corrado solo dopo la conquista di Tiro. Rimasto a Tiro, egli vi morì con probabilità nell'agosto 1191.

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica sorgente]

Da Giuditta di Babenberg Guglielmo ebbe:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mario Marrocchi, Guidi, Guido (Guido Guerra III), in Dizionario Biografico degli Italiani, 61(2004).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Walter Haberstumpf, Dinastie europee nel Mediterraneo orientale. I Monferrato e i Savoia nei secoli XII – XV, Torino 1995 (testo disponibile in linea).
  • Bernard Hamilton, The Leper King and His Heirs: Baldwin IV and the Crusader Kingdom of Jerusalem, 2000.
  • Aldo A. Settia, voce: Guglielmo V di Monferrato, detto il Vecchio, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. LX,
  • Leopoldo Usseglio, I Marchesi di Monferrato in Italia ed in Oriente durante i secoli XII e XIII, Casale Monferrato 1926.
  • Walter Haberstumpf, Corrado di Monferrato alla corte del basileus Isacco 2. Angelo (1186-1187 c.), in Atti del Convegno Storico Terre sul Po dal Medioevo alla Resistenza (Crescentino, 2-3 ottobre 1998), p. 137-152
  • Aldo Settia, GUGLIELMO V, detto il Vecchio, marchese di Monferrato in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 60, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2003.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Marchese del Monferrato Successore Armoiries Montferrat.png
Ranieri 1137 - 1191 Corrado