Grattacielo

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Vista delle Petronas Twin Towers di Kuala Lumpur in Malesia. Inaugurate nel 1996 e con un'altezza di 452 m, le torri Petronas (sede dell'omonima compagnia petrolifera) sono uno degli edifici più alti del mondo; al centro della foto è visibile lo sky bridge, un ponte sospeso che collega le due torri a 171 m di altezza da terra.

Il grattacielo è un edificio di grandi dimensioni espanso verso l'alto, costituito da un gran numero di piani abitabili.

La sua struttura è composta da un nucleo d'acciaio molto resistente. La loro forma slanciata permette una certa elasticità che in caso di terremoti fa oscillare la costruzione ma non la fa crollare.

Il termine è un calco dall'inglese skyscraper, che significa appunto "che gratta il cielo". La parola skyscraper veniva utilizzata nel XVIII secolo per indicare gli altissimi alberi maestri che reggevano le vele nelle navi inglesi. Sin dagli inizi del XX secolo e in tutta l'era moderna e contemporanea, il termine skyscraper indica tuttavia una particolare tipologia di edificio: una torre moderna caratterizzata da una struttura interna in acciaio o calcestruzzo, con scansione in piani.

Solitamente viene considerato un grattacielo qualsiasi edificio abitabile di altezza superiore ai 100 metri[1]. Costruzioni di questo tipo sono presenti più o meno in quasi tutte le città del mondo; per questo motivo una serie di architetti di primo piano riunitisi in un consiglio internazionale d'architettura (il Council Of Tall Building della Federazione mondiale delle grandi torri) hanno stabilito un'ulteriore distinzione che permettesse di distinguere gli edifici aventi numerosi piani dai veri e propri grattacieli, ancora oggi pochissimi in tutto il mondo.

Fu creata così una classificazione ulteriore denominata appositamente supergrattacielo (dall'inglese supertall) e da riferirsi solamente alle megastrutture, cioè a quegli edifici che, per dimensioni e proporzioni, abbiano raggiunto o superato gli 80 piani o che comunque abbiano un'altezza minima di 300 metri.[senza fonte]

Attualmente meno di venti edifici in tutto il pianeta possono essere definiti come supergrattacieli e fra questi solamente 10 (a partire dalle Twin Towers o Torri Gemelle di New York completate nel 1973 e distrutte durante gli attentati dell'11 settembre) hanno superato i 400 metri di altezza, mentre solo 6 edifici superano attualmente i 100 piani.

Il XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Chicago

Il primo grattacielo è generalmente considerato quello della Home Insurance Company, di tredici piani, costruito a Chicago nel 1885,[senza fonte] superato cinque anni più tardi dal Manhattan Building (sedici piani), costruito sempre a Chicago. Nell'arco di alcuni anni negli Stati Uniti s'iniziò a costruire edifici sempre più alti, in particolare nel 1908 a New York si costruì già l'edificio più alto del mondo[senza fonte][Quale?], da allora, in particolare in quest'ultima città, iniziò una vera e propria competizione, che coinvolse centinaia di società finanziarie e migliaia di persone fra architetti operai ed ingegneri, per la costruzione dei più alti edifici al mondo.

La seconda rivoluzione industriale, con la scoperta di nuove macchine tecnologiche,favorì la costruzione di altissime torri in calcestruzzo, vetro e acciaio[non chiaro] nell'isola di Manhattan a New York City. Questi edifici raggiunsero successivamente quote di centinaia di metri di altezza dal suolo superando anche i 100 piani (come nel caso dell'Empire State Building o delle Torri del World Trade Center).

Anche in Europa vi furono, nel periodo tra le due guerre mondiali, numerosi casi erezioni di edifici piuttosto alti: il Boerentoren, eretto ad Anversa tra il 1929 ed il 1932, ebbe la "palma"[Espressione giornalistica] di grattacielo più alto d'Europa dal 1932 al 1940 (anno di completamento della Torre Piacentini di Genova).[senza fonte]

Intanto la "guerra della grandezza" tra il centro di Manhattan (la cosiddetta Midtown) e la parte meridionale (la cosiddetta Downtown o Lower Manhattan) centrata intorno a Wall Street (nucleo della borsa valori) continuò dopo la seconda guerra mondiale e fu infine vinta dalla Downtown, dove fra il 1966 ed il 1973 vennero costruite le colossali Torri Gemelle del World Trade Center. Così la corsa alla grandezza a New York terminò (ma continuò a Chicago, a Dubai e nell'Estremo Oriente).[senza fonte]

Fattori che determinarono la cessazione della pianificazione industriale[Senza senso] della costruzione di questi giganteschi[Espressione POV, inadatta a un'enciclopedia] manufatti furono certamente la copertura edilizia[non chiaro] pressoché totale dei nuclei urbani più importanti dell'isola[Quali nuclei urbani?] ma soprattutto la perdita di quella necessità che tanto animava le grandi società e le grandi aziende del XX secolo di concentrare in un unico punto (come in una sorta di quartier generale) quanti più dipendenti ed uffici possibili.

La perdita di tale necessità è da avvisare nell'introduzione dei moderni mezzi di comunicazione (come telefoni cellulari) e soprattutto dei computer e di Internet, la rete mondiale creata (in Europa) dagli Stati Uniti per preservare la comunicabilità internazionale fra le diplomazie statunitense e sovietica in caso di guerra nucleare,[Palese stupidaggine] in grado di mettere in contatto in pochi secondi anche persone che si trovino l'una dall'altra parte del mondo rispetto all'altra.[senza fonte]

Tuttavia oggi in Estremo Oriente, Cina e soprattutto Hong Kong[Non risulta affatto!!] si costruiscono imponenti grattacieli per celebrare lo sviluppo tecnologico e la ricchezza[Grattacieli celebrativi? Palese sciocchezza infantile] raggiunti dal governo di Pechino che dopo l'acquisizione di Hong Kong nel 1997 può contare sull'economia e la tecnologia di una delle città più ricche al Mondo.[Quale?]

Le tipologie architettoniche del grattacielo newyorkese[modifica | modifica wikitesto]

Il Woolworth Building progettato da Cass Gilbert nel 1910 e completato nel 1913; in basso si nota il corpo centrale dell'edificio che è stato il più alto del Mondo fino al 1930

Per fronteggiare l'eccessivo e disordinato sviluppo architettonico che in quegli anni stava avvenendo a Manhattan, a partire dal 1916 il municipio di New York creò una serie di regole (o leggi architettoniche) che dovevano disciplinare la crescita verticale della metropoli.[senza fonte]

Architetti e committenti dovevano naturalmente adeguarsi a queste regole per veder svettare nel cielo le loro costruzioni. In realtà quelle che dapprima sembrarono delle gravissime limitazioni allo sviluppo architettonico della città[Considerazioni POV, e comunque fuori da ogni logica: i regolamenti edilizi esistono ovunque] si trasformarono ben presto in canoni che avrebbero contribuito in modo decisivo alla nascita e allo sviluppo delle cattedrali del XX secolo.[Espressione di stampo giornalistico]

Il problema dell'eccessiva elevazione verticale del fronte degli edifici era sorto nel 1915 quando al termine della costruzione, tutti si accorsero che l'Equitable Building, alto 164 metri e a pianta molto estesa, soffocava le strade a sud di Wall Street e rendeva perennemente bui (anche in pieno giorno) due interi isolati del centro finanziario di Manhattan. Nel 1916 l'entourage del governo municipale newyorkese stabilì tre diverse tipologie (o modelli) strutturali a cui architetti ed ingegneri dovevano adeguarsi.

Modello a campanile[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio doveva essere concepito con una base ben ancorata al terreno che doveva elevarsi per non più di 15-17 piani e che doveva occupare tutta l'estensione territoriale del lotto. Il fronte della torre poteva elevarsi solo nella parte centrale del nocciolo (del core) dell'edificio. Da qui deriva il nome a campanile dal momento che tutti gli edifici di questo tipo mostravano un'esile ma alta torre che emergeva dal corpo centrale dell'edificio proprio come un campanile. Questa limitazione non solo garantiva una normale illuminazione naturale delle strade ma permetteva (al largo della base della costruzione) uno sviluppo in altezza teoricamente infinito per la torre. L'esempio più celebre di questa tipologia di edificio è rappresentato dal Woolworth Building che, con il suo "campanile", raggiunge già nel 1913 quota 241 metri senza problemi.

La New Babylon del Rockefeller Center di New York, che con i suoi 300.000 metri quadrati è ancora oggi uno degli edifici più grandi del Mondo

Modello a Ziqqurat[modifica | modifica wikitesto]

Secondo questo modello strutturale l'edificio poteva svilupparsi in altezza teoricamente all'infinito ma con un progressivo arretramento del fronte che doveva culminare con l'apice della costruzione. Da qui deriva il nome che fa riferimento alle antiche piramidi mesopotamiche e che porta qualche suggestione d'antichità alle più moderne costruzioni dell'uomo.

Questo nuovo modello garantiva sì (ancora una volta) un'illuminazione naturale sufficiente alle strade sottostanti ma permetteva uno sviluppo più dinamico e vertiginoso agli edifici, eliminando quel forte stacco architettonico fra la base dell'edificio e la torre vera e propria (che si elevava già a partire dai primi piani della base), permettendo agli architetti di poter raggiungere quote considerevoli dell'ordine degli oltre 200 metri.

Così fu concepita l'"ammiraglia" del famoso Rockefeller Center: il celebre General Electric Building, che l'architetto Raymond Hood utilizzando i caratteristici set-backs (o rientri del fronte) è riuscito a elevare per oltre 260 metri di altezza dal suolo. L'edificio è stato definito new babylon per la sua complessa struttura.

Modello a plaza[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo modello elaborato dai tecnocrati del grattacielo[Chi sarebbero??] rappresenta la soluzione più tecnologica e complessa al problema dell'elevazione degli edifici nella città moderna. In base a questo modello (che ricalca l'antico "campanile") la torre viene concepita direttamente nel centro esatto del lotto di terreno, nel quale quasi tutta l'area rimane libera e costituisce una vera e propria piazza, sottostante tutto il perimetro dell'edificio (da cui il nome di derivazione spagnola).

Questo sistema non solo crea nell'immaginario collettivo la torre dalla classica forma di parallelepipedo regolare, ma permette, senza oscurare le strade, uno sviluppo teorico completo e complessivo della torre infinito che dà ad architetti e scienziati delle costruzioni la possibilità di utilizzare tutta la tecnologia necessaria per poter arrivare ad altezze dell'ordine di centinaia di metri giungendo quasi al mezzo chilometro di altitudine dal suolo.

Gli esempi di questo genere di costruzioni possono naturalmente essere infiniti poiché questa tipologia di edificio non solo è quella attualmente "in vigore" a New York, ma è anche quella utilizzata in tutto il Mondo per costruire grattacieli[Ma quando mai??] ed è per questo motivo che si dice che gli edifici costruiti in questo modo hanno uno stile internazionale (international style).[Palese sciocchezza: lo stile architettonico non ha niente a che vedere con le norme dimensionali imposte dai regolamenti edilizi] Tuttavia si possono fare esempi celebri di edifici costruiti secondo questo criterio quali le Torri Gemelle del World Trade Center (alte rispettivamente 417 e 415,5 metri ma distrutte l'11 settembre del 2001), o la Sears Tower di Chicago che con i suoi 108 piani raggiunge i 442 metri. Da notare che è in questo momento storico e tecnologico che gli edifici concepiti come grattacieli perdono il nome classico di building (palazzo) per acquisire, per la prima volta, l'appellativo forte ed inequivocabile di tower (torre).

L'isola dei grattacieli[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del secolo XX, negli anni che vanno dal 1910 al 1941 sono state costruite nel centro e nella parte meridionale di Manhattan altissime torri di tantissimi piani. In breve tempo, nel periodo in cui il mondo si avviava verso la Seconda guerra mondiale l'isola principale di New York divenne un concentrato di scienza e tecnologia; il crogiolo in cui l'umanità del XX secolo dava sfoggio della propria potenza e della tecnologia raggiunta dopo millenni di storia della civiltà.

Fra gli edifici più importanti che vennero costruiti in quel periodo nella Midtown (parte centrale) di Manhattan vi sono: il Chrysler Building (1930, 319 metri, 77 piani), il Chanin Building (1920, 215 metri, 44 piani), il General Electric Building (1931, 270 metri, 70 piani), il 500 Fifth Avenue (1932, 212 metri, 59 piani) e il grandioso Empire State Building (1931, 381 metri, 102 piani).

Altri edifici di imponenti dimensioni vennero costruiti sempre in quegli anni nella parte sud di Manhattan, nei pressi di Wall Street. Fra i più importanti bisogna ricordare il Woolworth Building (1913, 241 metri, 57 piani), il numero 40 di Wall Street (1930, 281 metri, 70 piani), il Singer Building (1908, 205 metri, 45 piani), costruito dalla celebre ditta che fabbricava macchine per cucire e distrutto nel 1960 per far posto al più imponente Chase Manhattan Plaza di 70 piani, alto 260 metri.

Attualmente (2010), a New York vi sono 655 grattacieli con altezza di almeno 100 metri.[2]

Le grandi costruzioni in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Grattacieli in Italia.

Il primo grattacielo costruito in Italia è il Torrione di Brescia, completato nel 1932 e progettato da Marcello Piacentini[3], mentre il primo grattacielo italiano ad aver superato i 100 m è la torre Piacentini di Genova, del 1940. L'edificio moderno più alto d'Italia al tetto (high to roof), ultimato nel 2010, è la nuova sede della Regione Lombardia di Milano alta 161 m, mentre il più in alto in assoluto (grazie ad una guglia o spire di 85 m) è l'Unicredit Tower con i suoi 231 m, sempre a Milano. Risale invece al 1889 la Mole Antonelliana di Torino, che raggiunge i 167,5 metri.
Il Palazzo Lombardia, costruito abbattendo - dopo molte controversie - il bosco di Gioia, arriva così a superare la torre Telecom Italia presente nel centro direzionale di Napoli, ultimata nel 1994, alta 129 metri (per 33 piani) e sede distaccata dell'omonima impresa e il grattacielo Pirelli di Milano con i suoi 32 piani distribuiti nei 127 metri di un elegante struttura "lamellare" in cemento armato concepita dall'architetto Gio Ponti.

Grattacieli più alti al mondo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lista dei grattacieli più alti del mondo.
Il Burj Khalifa visto da lontano.

Il Burj Khalifa, inaugurato nel 2010 a Dubai, è attualmente il grattacielo più alto al mondo, considerando sia l'elemento strutturale più elevato, in questo caso le antenne, che arrivano a 828 m, sia l'altezza del tetto che arriva a 636 metri. La sua costruzione è iniziata il 21 settembre 2004; la struttura esterna è stata completata il 1º ottobre 2009 ed è stato ufficialmente aperto al pubblico il 4 gennaio 2010. Il Burj Khalifa è il centro di un vasto complesso che si sviluppa nel centro di Dubai, che comprende, tra gli altri, il 2° albergo più alto del mondo.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Data Standards: skyscraper (ESN 24419). URL consultato il 18 luglio 2014.
  2. ^ Fonte: Skyscraperpage.com
  3. ^ F. Robecchi e G. P. Treccani, Piazza della Vittoria, Brescia, Grafo, 1993.
  4. ^ L'hotel più alto al mondo è il Rose Rayhaan, sempre a Dubai, Deluxeblog.it, 9 gennaio 2010. URL consultato il 22 agosto 2010.

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