Casteldelfino

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Casteldelfino
comune
Casteldelfino – Stemma
Casteldelfino – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Cuneo-Stemma.png Cuneo
Amministrazione
Sindaco Domenico Amorisco (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 44°35′26″N 7°04′15″E / 44.590556°N 7.070833°E44.590556; 7.070833 (Casteldelfino)Coordinate: 44°35′26″N 7°04′15″E / 44.590556°N 7.070833°E44.590556; 7.070833 (Casteldelfino)
Altitudine 1.296 m s.l.m.
Superficie 33,2 km²
Abitanti 180[1] (31-12-2010)
Densità 5,42 ab./km²
Frazioni Alboin, Bertines, Pusterle, Rabioux, Serre, Torrette
Comuni confinanti Bellino, Elva, Oncino, Pontechianale, Sampeyre
Altre informazioni
Cod. postale 12020
Prefisso 0175
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004047
Cod. catastale C081
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti casteldelfinesi
Patrono santa Margherita di Antiochia
Giorno festivo terza domenica di luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casteldelfino
Sito istituzionale

Casteldelfino (Casteldelfin in piemontese, "La Vilo" in lingua locale[2]). È un comune di 179 abitanti della provincia di Cuneo, situato in alta Valle Varaita.

Fa parte della Comunità montana Valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il comune si trova a ridosso della zona in cui la Valle Varaita si sdoppia, proseguendo verso ovest con la valle di Bellino e verso nord-ovest con la valle Varaita di Pontechianale. Il territorio comunale si estende a monte sull'inizio di entrambi i rami della valle, mentre a valle scende per alcuni chilometri lungo il torrente Varaita. Il confine del territorio comunale è delimitato dalla cima delle Lobbie, dal colle di Sampeyre, dal colle della Bicocca e dalla punta del Cavallo.[3]

Nel territorio di Casteldelfino si trova una cospicua porzione del Bosco dell'Alevè, il più esteso bosco autoctono di pini cembri dell'Europa Occidentale. È zona protetta dall'Unione europea, come ugualmente protette sono le specie animali che vivono in questi luoghi. Nel bosco sono presenti molti sentieri che permettono ai turisti di perlustrarlo in tutta la sua ampiezza.[4]

Nel comune di Casteldelfino sorge una centrale idroelettrica, visibile per la grossa conduttura che discende dalla montagna, collegata con il lago artificiale di Pontechianale.[5]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Casteldelfino.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il paese era noto dal X secolo con il nome di Villa Sant'Eusebio. All'epoca si trovava più in basso rispetto alla posizione attuale, in prossimità della confluenza dei due rami del torrente Varaita.

Possedimento del Marchesato di Saluzzo, all'inizio del XIII secolo Villa Sant'Eusebio passò sotto il Delfinato, che ne mantenne il controllo da allora.[6]. Nel 1330 il Delfino Umberto II vi fece costruire un castello, i cui resti sono ancora visibili. Nel 1343 il territorio di Villa Sant'Eusebio, insieme a quelli di Bellino e Pontechianale (ovvero la cosiddetta Castellata), entrò a far parte della Repubblica degli Escartons, in quello che viene appunto definito Escartoun di Casteldelfino. Nel 1349 il Delfinato venne ceduto alla Francia, e Villa Sant'Eusebio diventò francese.[6]

Il borgo originale fu distrutto da una frana nel 1391; rimase in piedi solo la chiesa di Sant'Eusebio, ancora oggi esistente.[7] Il paese fu ricostruito più in alto, nella posizione che occupa attualmente, e nel 1431 prese il nome attuale di Casteldelfino, derivato appunto dal castello fatto costruire un secolo prima dal Delfino.[8]

Durante il XVI secolo, con l'annessione del Marchesato di Saluzzo alla Francia, vi fu una rapida espansione del Protestantesimo nelle valle, contrastata dalle truppe dei Savoia alla fine del secolo. Il territorio di Casteldelfino fu pesantemente interessato da queste attività.[8][9] Nel 1601 infatti, con il trattato di Lione, Casteldelfino era stata ceduta da Carlo Emanuele I al regno di Francia, insieme ad altri territori sabaudi, in cambio del marchesato di Saluzzo.[10]

Nel 1628, durante la guerra di successione del Monferrato, le truppe del ducato di Savoia vi sconfissero le truppe francesi. Seguirono decenni di dominio incerto, durante i quali, nel 1690, vi fu anche la distruzione del castello.[11] Nel 1713, con il trattato di Utrecht, tutta la Castellata, compreso quindi Casteldelfino, tornò ai Savoia, entrando a far parte del regno di Sardegna. Con il cambio di dominazione, viene a cessare anche l'appartenenza della Castellata alla Repubblica degli Escartons.[6] Nel 1743 il territorio di Casteldelfino fu teatro di violenti scontri tra l'esercito savoiardo e le truppe franco-spagnole nel quadro della guerra di successione austriaca.[8]

Nel 1861 Casteldelfino fu il punto d'appoggio per la spedizione di William Mathews che il 30 agosto compì la prima ascensione del Monviso.[7]

Negli anni trenta del XX secolo, il territorio di Casteldelfino fu interessato dalle opere difensive del Vallo Alpino, linea di fortificazioni sul confine alpino della nazione. Le opere sono ancora visibili ed in gran parte visitabili.[12]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[13]


Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • il Centro di documentazione sui Santi del popolo, ovvero sui Santi della Tradizione locale presso la Chiesa di Sant'Eusebio. Per visite e informazioni: Associazione Culturale "Jer a la vilo" (http://www.escartons.eu/?id=360)
  • il Museo en plein Air di arte sacra "SANTI DEL POPOLO" nell'omonima piazza, il primo Museo nel suo genere a livello nazionale, con sei statue di Santi in bronzo a misura d'uomo, raffiguranti SAN ANTONIO ABATE, SAN GIUSEPPE, MARIA VERGINE IMMACOLATA, SAN PIO DA PIETRELCINA, SAN FRANCESCO D'ASSISI E BEATO PAPA GIOVANNI PAOLO II. Il Museo è dotato di impianto di diffusione di musica sacra e di lettura della scheda di ciascun santo presente nel museo;
  • il Museo Etnografico Ier a la vilo[14]

Altri luoghi[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

È uno dei paesi della Valle Varaita in cui si parla la lingua occitana.

Ricorrenze, feste e fiere[modifica | modifica sorgente]

  • la Casteldelfinando in fiore - Festa di Montagna la terza domenica di giugno;
  • la Notte bianca il terzo sabato di luglio;
  • la Festa patronale di Santa Margherita di Antiochia la terza domenica di luglio;
  • il Concerto di Ferragosto a quota 1300 il 15 agosto;
  • la Sagra del Miele e delle erbe curative il penultimo week-end di agosto;
  • il presepe vivente il 26 dicembre e la domenica successiva nel centro storico di Casteldelfino-Capoluogo.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia del comune di Casteldelfino è principalmente agricola; il turismo costituisce comunque un importante apporto economico.[7]

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Cartello indicatore del Touring Club Italiano, anteriore al 1923.

Il capoluogo comunale è un valido punto d'appoggio per l'escursionismo, permettendo di raggiungere i monti di entrambi i rami della valle Varaita, e soprattutto il bosco dell'Alevè, il più grande bosco di pini cembri d'Europa, che si estende per larga parte sul territorio comunale.[8][15]

D'inverno, sono disponibili due piste per lo sci di fondo, per uno sviluppo di 2, 3, 5 e 12 km. Inoltre, vi sono due skilift per principianti, ed una pista naturale per pattinaggio su ghiaccio.[16]

Il comune offre una buona capacità ricettiva al turista.[17]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Bernardo Dao Lista civica Sindaco [18]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Domenico Amorisco Lista civica Sindaco [19]
16 maggio 2011 in carica Domenico Amorisco Lista civica Sindaco [20]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ genericamente definita "lingua occitana o occitano", ma nella parlata corrente detta "A nosto modo"
  3. ^ Si veda la cartografia ufficiale nazionale sul portale cartografico nazionale
  4. ^ Provincia di Cuneo - Guida dei sentieri alpini, vol. 1 (PDF)
  5. ^ ENEL - centrali in provincia di Cuneo (PDF)
  6. ^ a b c (FR) Histoire de Bellino - l'epoca del Delfinato
  7. ^ a b c ghironda.com - Casteldelfino
  8. ^ a b c d Comunità montana Valle Varaita - Casteldelfino
  9. ^ Comune di Pontechianale - storia
  10. ^ Francesco Cognasso, I Savoia, Milano, Corbaccio, 1999. ISBN 88-7972-135-6. p. 376
  11. ^ Comune di Casteldelfino - storia
  12. ^ Diego Vaschetto, Strade e sentieri del Vallo Alpino, Edizioni del Capricorno, Torino, 2008, ISBN 978-88-7707-101-9
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Comune di Casteldelfino - museo etnografico
  15. ^ sottolala.it - escursioni a Casteldelfino
  16. ^ Comune di Casteldelfino - itinerari
  17. ^ Comune di Casteldelfino - Attività
  18. ^ Elezioni del 13 maggio 2001.
  19. ^ Elezioni del 28 maggio 2006.
  20. ^ Elezioni del 15 maggio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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