Casteldelfino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Casteldelfino
comune
Casteldelfino – Stemma
Casteldelfino – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Piemonte – stemma Piemonte
Provincia Cuneo – stemma Cuneo
Sindaco Domenico Amorisco (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 44°35′26″N 7°4′15″E / 44.59056°N 7.07083°E / 44.59056; 7.07083 (Casteldelfino)Coordinate: 44°35′26″N 7°4′15″E / 44.59056°N 7.07083°E / 44.59056; 7.07083 (Casteldelfino)
Altitudine 1.296 m s.l.m.
Superficie 33,2 km²
Abitanti 180[1] (31-12-2010)
Densità 5,42 ab./km²
Frazioni Alboin, Bertines, Pusterle, Rabioux, Serre, Torrette
Comuni confinanti Bellino, Elva, Oncino, Pontechianale, Sampeyre
Altre informazioni
Cod. postale 12020
Prefisso 0175
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 004047
Cod. catastale C081
Targa CN
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti casteldelfinesi
Patrono santa Margherita di Antiochia
Giorno festivo terza domenica di luglio
Localizzazione
Casteldelfino è posizionata in Italia
Casteldelfino
Sito istituzionale

Casteldelfino (Casteldelfin in piemontese, Chasteldeifin in occitano) è un comune di 179 abitanti della provincia di Cuneo, situato nella Valle Varaita.

Fa parte della Comunità montana Valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita.

Indice

[modifica] Geografia

Il comune si trova a cavallo della zona in cui la valle si sdoppia, proseguendo verso ovest con la valle di Bellino e verso nord-ovest con la valle Varaita di Pontechianale. Il territorio comunale si estende a monte sull'inizio di entrambi i rami della valle, mentre a valle scende per alcuni chilometri lungo il torrente Varaita. Il confine del territorio comunale è delimitato dalla cima delle Lobbie, dal colle di Sampeyre, dal colle della Bicocca e dalla punta del Cavallo.[2]

Nel territorio di Casteldelfino si trova una cospicua porzione del Bosco dell'Alevè, il più esteso bosco di pini cembri d'Europa. È zona protetta dall'Unione europea, come ugualmente protette sono le specie animali che vivono in questi luoghi. Nel bosco sono presenti molti sentieri che permettono ai turisti di perlustrarlo in tutta la sua ampiezza.[3]

Nel comune di Casteldelfino sorge una centrale idroelettrica, visibile per la grossa conduttura che discende dalla montagna, collegata con il lago artificiale di Pontechianale.[4]

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Casteldelfino.

[modifica] Storia

Il paese era noto dal X secolo con il nome di Villa Sant'Eusebio. All'epoca si trovava più in basso rispetto alla posizione attuale, in prossimità della confluenza dei due rami del torrente Varaita.

Possedimento del Marchesato di Saluzzo, all'inizio del XIII secolo Villa Sant'Eusebio passò sotto il Delfinato, che ne mantenne il controllo da allora.[5]. Nel 1330 il Delfino Umberto II vi fece costruire un castello, i cui resti sono ancora visibili. Nel 1343 il territorio di Villa Sant'Eusebio, insieme a quelli di Bellino e Pontechianale (ovvero la cosiddetta Castellata), entrò a far parte della Repubblica degli Escartons, in quello che viene appunto definito Escartoun di Casteldelfino. Nel 1349 il Delfinato venne ceduto alla Francia, e Villa Sant'Eusebio diventò francese.[5]

Il borgo originale fu distrutto da una frana nel 1391; rimase in piedi solo la chiesa di Sant'Eusebio, ancora oggi esistente.[6] Il paese fu ricostruito più in alto, nella posizione che occupa attualmente, e nel 1431 prese il nome attuale di Casteldelfino, derivato appunto dal castello fatto costruire un secolo prima dal Delfino.[7]

Durante il XVI secolo, con l'annessione del Marchesato di Saluzzo alla Francia, vi fu una rapida espansione del Protestantesimo nelle valle, contrastata dalle truppe dei Savoia alla fine del secolo. Il territorio di Casteldelfino fu pesantemente interessato da queste attività.[7][8]

Nel 1628, durante la guerra di successione del Monferrato, le truppe del ducato di Savoia vi sconfissero le truppe francesi. Seguirono decenni di dominio incerto, durante i quali, nel 1690, vi fu anche la distruzione del castello.[9] Nel 1713, con il trattato di Utrecht, tutta la Castellata, compreso quindi Casteldelfino, viene ceduta ai Savoia, entrando a far parte del regno di Sardegna. Con il cambio di dominazione, viene a cessare anche l'appartenenza della Castellata alla Repubblica degli Escartons.[5] Nel 1743 il territorio di Casteldelfino fu teatro di violenti scontri tra l'esercito savoiardo e le truppe franco-spagnole nel quadro della guerra di successione austriaca.[7]

Nel 1861 Casteldelfino fu il punto d'appoggio per la spedizione di William Mathews che il 30 agosto compì la prima ascensione del Monviso.[6]

Negli anni trenta del XX secolo, il territorio di Casteldelfino fu interessato dalle opere difensive del Vallo Alpino, linea di fortificazioni sul confine alpino della nazione. Le opere sono ancora visibili ed in gran parte visitabili.[10]

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Luoghi di interesse

[modifica] Chiese

[modifica] Musei

  • il Museo Etnografico Ier a la vilo[11]

[modifica] Altri luoghi

[modifica] Cultura

È uno dei paesi della Valle Varaita in cui si parla la lingua occitana.

[modifica] Ricorrenze, feste e fiere

  • la Casteldelfinando in fiore - Festa di Montagna la terza domenica di giugno;
  • la Notte bianca il terzo sabato di luglio;
  • la Festa patronale di Santa Margherita di Antiochia la terza domenica di luglio;
  • il Concerto di Ferragosto a quota 1300 il 15 agosto;
  • la Sagra del Miele e delle erbe curative il penultimo week-end di agosto;
  • il presepe vivente il 26 dicembre e la domenica successiva nel centro storico di Casteldelfino-Capoluogo.

[modifica] Economia

L'economia del comune di Casteldelfino è principalmente agricola; il turismo costituisce comunque un importante apporto economico.[6]

[modifica] Turismo

Cartello indicatore del Touring Club Italiano, anteriore al 1923.

Il capoluogo comunale è un valido punto d'appoggio per l'escursionismo, permettendo di raggiungere i monti di entrambi i rami della valle Varaita, e soprattutto il bosco dell'Alevè, il più grande bosco di pini cembri d'Europa, che si estende per larga parte sul territorio comunale.[7][12]

D'inverno, sono disponibili due piste per lo sci di fondo, per uno sviluppo di 2, 3, 5 e 12 km. Inoltre, vi sono due skilift per principianti, ed una pista naturale per pattinaggio su ghiaccio.[13]

Il comune offre una buona capacità ricettiva al turista.[14]

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Domenico Amorisco (lista civica) dal 16/05/2011 (2º mandato)

[modifica] Note

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Cuneo Portale Cuneo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cuneo
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue