Castel Delfino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Castel Delfino
Mappa di localizzazione: Italia
Ubicazione
Stato Marchesato di Bosco
Stato attuale Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Città Pontinvrea
Coordinate 44°26′02.7″N 8°27′28.37″E / 44.434083°N 8.457881°E44.434083; 8.457881Coordinate: 44°26′02.7″N 8°27′28.37″E / 44.434083°N 8.457881°E44.434083; 8.457881
Informazioni generali
Tipo castello-fortezza
Utilizzatore Marchesato di Bosco
Primo proprietario Delfino del Bosco
Inizio costruzione XIII secolo
Condizione attuale ruderi

[senza fonte]

voci di architetture militari presenti su Wikipedia

Il castel Delfino sorgeva su una collinetta lungo la strada che da Giovo Ligure porta a Pontinvrea in provincia di Savona. Di esso non restano che pochi ruderi appena affioranti dal terreno.

Cenni storici e caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del XIII secolo fu il marchese Delfino del Bosco ad erigere una prima torre d'avvistamento lungo la strada che dalla costa permetteva il raggiungimento del Basso Piemonte attraverso il colle del Giovo. Il successivo castello che fu edificato dallo stesso marchese è circondato da una locale leggenda sul suo abbattimento che poco dopo si verificò ad opera dei soldati genovesi. La tradizione racconta che alla morte di Delfino del Bosco, durante una battaglia, la vedova fu costretta al matrimonio con Ugone Del Carretto che occupò il castello.

Durante il banchetto di nozze, l'attenzione della castellana fu però rivolta ad un giovane cantastorie, nel mentre di una esibizione canora, che fece infuriare il neo marito Ugone e che lo portò ad uccidere il giovane. Seppellito dal padre nel convento, l'uccisione fu vista dagli abitanti del castello come segno di sventura e di premonizione a qualche gravoso episodio. Poco tempo dopo il maniero fu assediato dalle truppe genovesi che lo espugnarono con danni e scontri dove perirono, tra gli altri, gli stessi castellani Ugone Del Carretto e la moglie Giovanna.

Attualmente del castello non rimane quasi nulla. I pochi resti visibili riguardano i basamenti una torre centrale circondata da alcuni edifici più bassi, il tutto circondato da mura. L'area interessata dai ruderi è modesta e occupa una estensione massina di circa metri 30 x 15. All'esterno si scorge il segno di alcuni terrapieni probabilmente sormontati in origine da palizzate in legno, materiale con il quale doveva essere costituito gran parte del fortilizio.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Parola, Mioglia storia e ricordi, Edizione del Comune di Mioglia, 1999