Domenico Savio
| « Oh che bella cosa che vedo mai! » |
| (Domenico Savio in punto di morte) |
| San Domenico Savio | |
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Immaginetta votiva di San Domenico Savio
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| Nascita | San Giovanni di Riva presso Chieri, 2 aprile 1842 |
| Morte | Mondonio di Castelnuovo d'Asti, 9 marzo 1857 |
| Venerato da | Chiesa cattolica |
| Canonizzazione | Roma, 12 giugno 1954, da Pio XII |
| Ricorrenza | 6 maggio (precedentemente 9 marzo) |
| Attributi | Libro, crocifisso |
| Patrono di | Pueri cantores, ministranti, gestanti |
Domenico Savio (San Giovanni di Riva presso Chieri, 2 aprile 1842 – Mondonio di Castelnuovo d'Asti, 9 marzo 1857) fu un allievo di san Giovanni Bosco, morto quattordicenne. È stato proclamato santo nel 1954 da papa Pio XII.
Indice |
Biografia [modifica]
Secondo dei dieci figli del fabbro Carlo e di Brigida Gaiato, una sarta, nacque in una frazione agricola di Riva presso Chieri (San Giovanni di Riva) nel 1842, ma solo un anno dopo si trasferì a Morialdo, frazione di Castelnuovo d'Asti. Nel 1853 la sua famiglia, molto numerosa, con dieci bimbi perlopiù morti in tenera età, si spostò a Mondonio, sempre nel comune di Castelnuovo d'Asti: Domenico, per l'intervento del suo professore don Cagliero, parroco di Mondonio, incontrò don Bosco a Morialdo il 2 ottobre 1854. Dopo un breve dialogo, mostrata l'intenzione di diventare sacerdote se avesse avuto la possibilità di studiare, don Bosco decise di farne un suo allievo nell'oratorio di Valdocco, a Torino.
Si distinse per l'assiduità ai sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia e per la devozione all'Immacolata Concezione (il cui dogma fu proclamato da papa Pio IX nel 1854). Morì di tubercolosi nel 1857.
"I segreti della santità" [modifica]
Domenico Savio scrisse a Don Bosco un biglietto: "Mi aiuti a farmi santo". Il sacerdote gli rispose con i così detti "segreti della santità"[1]:
- Allegria
- Impegno nei doveri di studio e di preghiera
- Fare del bene
I propositi della prima comunione [modifica]
A sette anni ricevette la Prima Comunione, per la quale scrisse alcune righe nelle quali riassumeva il suo progetto di vita:
- Mi confesserò molto sovente e farò la comunione tutte le volte che il confessore me lo permetterà.
- Voglio santificare i giorni festivi.
- I miei amici saranno Gesù e Maria.
- La morte ma non peccati.
Il culto [modifica]
Don Bosco ne redasse la Vita e nel 1933 la Santa Sede ne riconobbe le virtù eroiche.
È stato proclamato beato il 5 marzo 1950 da Pio XII, che lo ha poi canonizzato il 12 giugno 1954.
Memoria liturgica il 9 marzo: cadendo questo giorno nel periodo di quaresima, le celebrazioni possono essere spostate al 6 maggio.
I miracoli per la beatificazione [modifica]
Ai fini della beatificazione la Chiesa cattolica ritiene necessario un miracolo: nel caso di Domenico Savio ha ritenuto miracolose le guarigioni di Maria Consuelo Adelantado Moragas e Albano Sabatino[2].
Il 1º marzo 1936, a Barcellona, la sedicenne Maria Consuelo Adelantado Morgas, allieva dell'oratorio delle figlie di Maria Ausiliatrice, giocando a palla cadde in malo modo, infortunandosi gravemente al braccio sinistro. Si rivolse inizialmente a un praticone, suo parente, che peggiorò la situazione. Interpellato successivamente un medico - il dottor Pamarola - fu sottoposta a radiografia, che evidenziò una duplice frattura del gomito con dislocazione di frammenti ossei e ulcerazione dei tessuti.
Il 22 marzo la giovane raccontò di aver visto in sogno il cardinale Giovanni Cagliero - un quadro del quale era esposto nell'oratorio delle suore - che la invitava a recitare una novena a Domenico Savio, promettendole la guarigione del braccio nella giornata del venerdì successivo. Il 23 marzo la ragazza, inizialmente scettica essendo cresciuta in una famiglia lontana dalla religione, spinta dalla sofferenza iniziò la novena: alle quattro di notte dell'atteso venerdì, improvvisamente non provò più alcun dolore, e si accorse che il braccio era sgonfio e privo di ulcerazioni, e poteva usarlo normalmente.
Il processo canonico confermò l'improvvisa e completa guarigione, scientificamente inspiegabile, che papa Pio XII dichiarò miracolosa l'11 dicembre 1949, insieme a quella di Albano Sabatino, un bambino di sette anni di Siano, in provincia di Salerno, guarito in modo improvviso, completo e duraturo da una gravissima setticemia con broncopolmonite bilaterale, accompagnata da nefrite acuta emorragica e meningite settica, la cui guarigione era stata attribuita all'intercessione di Domenico Savio.
La Basilica [modifica]
Nel mondo esiste un'unica Basilica dedicata al Santo. Essa si trova a Lecce.
A Vittoria (RG) esiste una chiesa dedicata ed intitolata al culto del Santo, mentre altre sono presenti a Milano nella zona di Turro/Gorla, a Scordia (CT), a Terracina (LT), a Druento (TO), a Bologna a Mazzarino e a Gela (CL).
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
- San Giovanni Bosco, Vita del giovanetto Savio Domenico, allievo dell'Oratorio di San Francesco di Sales, Torino, G. B. Paravia, 1859;
- Flora Fornara, Domenico Savio, Bari, Edizioni Paoline, 1957 e successive edizioni;
- Luigi Castano, Domenico Savio, 1842-1857, alla scuola di Don Bosco, Leumann, Rivoli, Elle Di Ci, 1994;
- Teresio Bosco, San Domenico Savio, Leuman, Rivoli, Elledici, 2002;
- Teresio Bosco, San Domenico Savio visto da vicino, Leumann, Rivoli, Elledici, 2004;
- Mario Vito Fabbian, Domenico Savio, Padova, Messaggero, 2004.
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Domenico Savio
Collegamenti esterni [modifica]
- Fotografie di Domenico Savio
- Scheda su San Domenico Savio in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei Santi. SantieBeati.it
- Sito della Basilica dedicata a San Domenico Savio
Controllo di autorità VIAF: 67263488 LCCN: n84036139