Michelangelo Garove
Michelangelo Garove (Chieri, 29 settembre 1648 – Torino, 21 settembre 1713) è stato un architetto, ingegnere e urbanista italiano.
Indice |
[modifica] Biografia
Figlio di Francesco originario di Campione d'Italia e di Margherita, nato a Chieri, fu battezzato solo il 3 giugno 1653. Ebbe la sua prima formazione nell'arte edilizia nell'ambito delle maestranze luganesi operanti in Piemonte poi perfezionata nello studio dei trattati accertati nella sua biblioteca, dove compaiono i 'torinesi' di Guarino Guarini pubblicato nel 1676, e di Donato Rossetti (Livorno, 1633 - Torino, 1686), dato alle stampe nel 1678. Nel 1649 iniziò come 'soprastante'. Tappe del suo impiego, dopo la seconda guerra di Genova (1672) e la prigionia, furono i lavori al forte di Ceva, proprio alla frontiera sud-ovest con la repubblica, nel 1673; a Villanova, Carmagnola, Chivasso, Fossano nel biennio 1682-1683; a Mondovì fra il 1682 e il 1688; a Vercelli nel 1690; a Cuneo nel 1691; e a Ivrea, appena un paio di mesi prima del rovesciamento di fronte da parte di Vittorio Amedeo II di Savoia e il passaggio dai francesi agli imperiali sancito dal trattato di Torino (8 novembre 1703)[1].
Proprio in vista di un attacco francese contro la capitale, partecipa il 7 aprile 1705 al Consiglio delle fabbriche e fortificazioni per deliberare l'apertura di nuovi cunicoli di mina e contromina ai bastioni Sant'Antonio, San Carlo, San Maurizio, sul fronte Dora, Beato Amedeo, San Luigi, Santa Barbara, fronte Porta Nuova, della cinta urbana; e San Lazzaro, Beato Amedeo, San Maurizio della cittadella, verso campagna; lavori da lui personalmente collaudati nel luglio. Successivi cunicoli verranno aperti nel giugno-luglio 1706, in pratica di faccia agli assedianti franco-ispani, davanti all'opera a corno di porta Susina da lui edificata. Tracciata già nel 1678 una diligente pianta della piazzaforte con le fortificazioni del secondo ingrandimento (1673), venne incaricato di formare i progetti del terzo ampliamento (1702), testimoniati in due disegni del 1711: l'uno per l'intiera scacchiera urbana, racchiusa da due bastioni e mezzo, e l'altro per un nuova monumentale porta Susina, stretta fra due baluardi rivolti verso la campagna[2].
Operò sotto i Savoia come urbanista e architetto ducale. Con Melchiorre Galleani realizzò l'altare maggiore della chiesa di San Filippo a Torino. Tra il 1683 e il 1699 progettò alcune fra le più belle residenze nobiliari torinesi: il palazzo Morozzo della Rocca (ante 1699), il palazzo Taparelli d'Azeglio (1683) e il palazzo Asinari di San Marzano (1684).
Tra le sue opere:
- la parrocchiale di San Martino a La Morra realizzata fra il 1684 e il 1695
- il Santuario della Madonna di San Giovanni a Sommariva Bosco nel 1685
- l'altare maggiore nella chiesa parrocchiale di San
Remigio a Carignano nel biennio 1687-88,(distrutto)
- la ristrutturazione della Reggia di Venaria Reale, commissionata dal re Vittorio Amedeo II nel 1699;
- la ristrutturazione del Borgo Castello nel parco de La Mandria (1709) per il re Vittorio Amedeo II;
- la realizzazione del palazzo dell'Università nel biennio 1712-1713
- la ristrutturazione del Castello di Rivoli (1703 - 1713)
- la Strada Reale tra il Castello di Rivoli e la Basilica di Superga (1711)
- piazza Savoia in Torino (1711).
I seguenti suoi tre disegni sono pubblicati da Viganò:
- Garoue, Torino, 1678, (Biblioteca Ambrosiana Milano, cod. T 189 sup, f. CXVI);
- Progetto di ampliamento di Torino a Porta Susina, 1711 (Archivio di Stato Torino, Sezione ?, Corte, Provincia di Torino, mazzo I d'addizione, n. 32);
- Progetto per la nuova porte Susina di Torino, 1711 (Ibidem, n. 34).
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Vera Comolli Mandracci, Luganensium Artistarum Universitas. L'archivio e i luoghi della Compagnia di Sant'Anna tra Lugano e Torino, Lugano 1992.
- Micaela Viglino Davico, Fortezze alla 'moderna' e ingegneri militari del ducato sabaudo, Celid, Torino 2005, 336.
- Maria Vittoria Cattaneo, Nadia Ostorero, L'archivio della Compagnia di Sant'Anna dei Luganesi in Torino. Una fonte documentaria per lo studio dei cantieri e delle maestranze per architettura e decorazione nel Piemonte sabaudo, Torino 2006.
- Cecilia Castiglioni, Michelangelo Garove 1648-1713. Ingegnere militare nella capitale sabauda, Celid, Torino 2010.
- Paolo Cornaglia (a cura di), Michelangelo Garove (1648-1713). Un architetto per Vittorio Amedeo II, atti del convegno (Reggia di Venaria, 11-12 dicembre 2009), Campisano, Roma 2011.
- Marino Viganò, Ingegneri militari 'ticinesi' nel Piemonte sabaudo. Opere di fortificazione tra XVI e XVIII secolo, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Torino nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 2011, 88-113.
- Cecilia Castiglioni, I Garove da Campione a Torino. Il capitolato per il noviziato dei Gesuiti di Chieri e altri documenti inediti, Ibidem, Lugano 2011, 360-367.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Paolo Cornaglia, Biografia di Michelangelo Garove
- Michelangelo Garove un architetto per Vittorio Amedeo II