Elicicoltura

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Chiocciola edibile (Helix aspersa)

L'elicicoltura, branca della zootecnia, è l'allevamento della chiocciola a scopo alimentare. Ha come obiettivo produrre quantità elevate di questi molluschi per poi venderli alle aziende ristorative interessate. Attualmente essa è diventata una realtà agricola riconosciuta dagli enti pubblici e istituzionali, molti dei quali hanno leggi per atto a suo favore, creando interessanti incentivi economici per la diffusione di tale produzione.

Sistemi di allevamento[modifica | modifica sorgente]

il sistema di allevamento all'aperto[modifica | modifica sorgente]

esempio di recinto di pascolo
allevamento all'aperto

Il sistema di allevamento a ciclo biologico completo, pur essendo di più complessa realizzazione,risulta essere il più diffuso: esso rappresenta nel panorama nazionale, la percentuale del 97% degli impianti di elicicoltura. L’elicicoltura si attua esclusivamente su libero terreno e all’aperto, senza coperture o l’uso di protezione, in quanto l’attività diventa produttiva ed economica solamente se impostata con costi ponderatamente limitati e controllati. Questo metodo consiste nell’introdurre, in apposite recinzioni, chiocciole fattrici destinate ad accoppiarsi e a moltiplicarsi. La vendita del prodotto è costituita quindi non già dalle chiocciole immesse, come succede con il sistema incompleto e sotto serra, ma da quelle che nascono dalle chiocciole fattrici e si sviluppano nel periodo di ingrasso.

Il sistema prevede una recinzione perimetrale esterna, atta a contenere l'intero impianto e ad evitare incursioni da parte di predatori dall'esterno. Lo spazio così creato verrà suddiviso in settori più piccoli e maggiormente agevoli per la manualità. I recinti così costruiti con una speciale rete anti-fuga e anti-bava, sostenuta da pali in legno o in PVC, saranno seminati all'interno con l'alimentazione che nutrirà le chiocciole. I semi consigliati per una sufficiente e adeguata nutrizione, ingrasso veloce e protezione per mezzo delle foglie laminari e molto sviluppate contro i raggi solari sono:

  1. Ravizzone ungherese o Cavolo cavaliere (Brassica oleracea var. viridis)
  2. Bietola da coste (Beta vulgaris var. cicla)
  3. Radicchio Spadone (Cichorium intybus)
  4. Trifoglio Nano (Trifolium repens)
  5. Girasole (Helianthus annuus)

Ogni recinto ha le dimensioni standard di 45 metri x 4 metri; queste misure però sono suscettibili di modifiche e variazioni, a seconda delle dimensioni del terreno a disposizione dell'allevatore. I diversi recinti costruiti sull'appezzamento totale di terreno destinato all'elicicoltura, sono divisi in 2 categorie differenti: recinti destinati alla riproduzione e recinti destinati all'ingrasso dei nuovi nati in rapporto di 4 a 6. Ogni recinto è separato dagli altri da una zona di passaggio per l'operatore, larga 1 metro.

La scelta dell’allevamento all’aperto, sul terreno, è stata determinante nell’impostazione e nello sviluppo di questa attività, e si è notevolmente differenziata dall’impostazione dell’elicicoltura negli altri paesi europei come la Francia e la Spagna. Fin dai primi esperimenti, gli italiani hanno considerato improponibile un allevamento di chiocciole in condizioni che non fossero quelle naturali proprie del mollusco, abituato da sempre ad un habitat rurale e in piena armonia con la natura. Ciò anche in relazione alla assoluta semplicità dell’anatomia e fisiologia del mollusco ed alla lentezza del ciclo di vita.

In pratica lo scopo del sistema all'aperto è quello di seguire la natura ma con controllo da parte dell'uomo, per creare un prodotto biologico di alto livello e di alte resa.

Il sistema di allevamento al chiuso[modifica | modifica sorgente]

esempio di recinto in serra destinato all'elicicoltura

Il tipo di allevamento in serra è tipico di paesi europei quali la Francia e la Spagna. La chiocciola, mantenuta ed allevata in condizioni artificiali (in serra, contenitori od ambienti al chiuso) si accoppia, depone le uova e può anche diventare adulta, ma necessita di un continuo lavoro per la pulizia, per l'apporto di alimenti dall'esterno e per la continua irrigazione artificiale. Al coperto è meno soggetta alla predazione da parte di insetti, roditori, volatili. Quindi da tutti gli animali predatori delle chiocciole che possono causare seri danni alla vita regolata dell'allevamento. I problemi però che l'allevamento in serra può presentare sono di diversa natura. Tra i principali troviamo: l'eccessiva assimilazione di anidride carbonica e la mancata possibilità di beneficiare della naturale umidità, derivante dalla deposizione della rugiada, condizione ideale per la vita delle chiocciole, inoltre il prodotto che cresce al coperto, senza la luce del sole, ha carne con bassa consistenza che alla cottura perde una alta percentuale di peso.

Produzione nazionale[modifica | modifica sorgente]

La pratica ha visto la luce a partire dal 1970 in alcune regioni del nord Italia (Piemonte, Veneto, Lombardia), per poi diffondersi nel resto della penisola. Nonostante nei primi anni non vi fossero degli allevamenti di lumache o chiocciole nelle regioni più a nord a causa del freddo invernale, con l'introduzione dei sistemi di allevamento al chiuso, ovvero in serra, è stato possibile portare l'elicicoltura anche in zone considerate notoriamente fredde quali il Trentino-Alto Adige e la Valle D'Aosta.

Nel 2008 vi erano almeno 6700 ettari di terreno destinati all'elicicoltura, distribuiti per il 60-70 % nell'Italia centro-meridionale. La migliore industria conserviera di lumache sarebbe quella di Abruzzo , con oltre 200 soci, che lavora quasi 8000 quintali annui di carne di chiocciola e sarebbe fra le prime cinque in Europa.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]