Dionigi del Portogallo

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Dionigi I
Ritratto di Dionigi I del Portogallo
Ritratto di Dionigi I del Portogallo
Re del Portogallo
In carica 16 febbraio 1279 – 7 gennaio 1325
Predecessore Alfonso III
Successore Alfonso IV
Nome completo Dionigi Alfonso
Altri titoli re dell'Algarve
Nascita Lisbona, Portogallo, 9 ottobre 1261
Morte Santarem, Portogallo, 7 gennaio 1325
Casa reale Casa capetingia di Borgogna
Padre Alfonso III
Madre Beatrice di Castiglia
Consorte Isabella di Aragona
Figli Costanza e
Alfonso, legittimi
Alfonso Sanchez
Pietro Alfonso
Ferdinando Sanchez
Giovanni Alfonso
Pietro Alfonso
Maria Alfonso e
Maria Alfonso, illegittimi

Dionigi Alfonso, Dionigi del Portogallo detto l'Agricoltore o il Giusto, Dinis in portoghese e in galiziano, Dionisio in spagnolo e in asturiano, Dionís in catalano e in aragonese e Dioniso in basco, Denis in francese e in inglese e Dionysius in tedesco, in fiammingo e anche in latino (Lisbona, 9 ottobre 1261Santarém, 7 gennaio 1325), sesto re del Portogallo e dell'Algarve dal 1279 al 1325.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Figlio terzogenito (secondo maschio) del re del Portogallo e dell'Algarve, Alfonso III il Restauratore e della principessa castigliana Beatrice, figlia illegittima del re di Castiglia, Alfonso X il Saggio e di Maior Guillen de Guzman.[1][2][3][4]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Statua del re Dionigi all'Università di Coimbra

Dionigi ed il fratello Alfonso del Portogallo (D. Dionis, D. Alonso) sono citati nelle cronache di Pietro, conte di Barcelos come figli del re Alfonso (D. Alonso…Rey de Portugal) e di sua moglie Beatrice (D. Beatriz)[1]. Secondo alcune fonti come il Breve Chronicon Alcobacense, Matilde II di Boulogne, la prima moglie di suo padre, era ancora in vita al momento della sua nascita, per cui Dionigi al momento della nascita era illegittimo[1].

Nel 1262, alla morte i suo fratello maggiore, Ferdinando, Dionigi divenne il successore designato di Alfonso III.

Nel 1263, il principe Dionigi, erede al trono del Portogallo, non senza alcune resistenze (forse perché l'erede era il terzogenito ed aveva solo due anni), ricevette, come da promessa fatta dieci anni prima, il regno dell'Algarve, che veniva riunito al regno del Portogallo, dal nonno, il re di Castiglia, Alfonso X.

Nel 1277, su ordine del neopapa Giovanni XXI, un delegato apostolico pubblicò a Lisbona la bolla ed intimò i provvedimenti di interdetto per il regno e di scomunica e di decadenza dal trono per il re Alfonso III, se non avesse mantenuto fede agli impegni presi a Parigi nel 1245; Dionigi, che era già coinvolto nell'amministrazione del regno, rimase fedele al re suo padre ignorando la bolla papale.

Dionigi divenne Re il 16 febbraio 1279 alla morte del padre Alfonso III[1].

Dionigi con la moglie Isabella di Aragona

Siccome si mantenne fedele alla politica del padre, l'interdetto sul regno del Portogallo rimase.
Nel 1280 iniziò una trattativa con papa Niccolò III e proseguita con papa Martino IV, papa Onorio IV e finalmente conclusa con papa Niccolò IV[5] nel 1289, che portò ad un concordato, che, con un giusto compromesso, regolò le relazioni tra la corona ed il clero.

Croce dell'Ordine del Cristo, simbolo che adornò, tra le altre cose, le navi portoghesi durante il periodo delle scoperte

Nel 1282, Dionigi sposò la principessa aragonese Isabella, detta "la Santa", figlia del re d'Aragona, Pietro III e della principessa sveva Costanza, figlia del re di Sicilia Manfredi (quindi nipote dell'imperatore Federico II di Svevia) e di Beatrice di Savoia (?-1258).

Nel 1290, per rimediare alla mancanza di scuole universitarie nel regno del Portogallo, Dionigi, forse appoggiandosi al collegio fondato nel 1286, dal suo tutore Dom Domingo Jardo, fondò, a Lisbona, la prima Università[1] (con gli insegnanti pagati dal clero). In seguito ad attriti tra studenti e cittadini di Lisbona, l'Università, nel 1308, fu trasferita a Coimbra.

Nel 1295, approfittando della giovane età del nuovo re di Castiglia, Ferdinando IV, dichiarò guerra alla Castiglia, che si affrettò a restituire le città di Serpa e Moura ed inoltre a cedere al Portogallo le città di Aroche ed Aracena.
L'anno seguente invase ed annesse il distretto di Ribacôa (oggi comprende i comuni di Almeida, Figueira de Castelo Rodrigo, Pinhel e Sabugal), compreso tra i fiumi Côa e Duero.
Nel 1297, fu siglato il trattato di Alcañices, dove Dionigi e il cugino, Ferdinando IV, riconosciuto il Ribacôa al Portogallo, sancivano una pace della durata di quarant'anni, che prevedeva amicizia e mutua difesa.

Re del Portogallo
della Casa di Borgogna
PortugueseFlag1143.svg

Alfonso I
Sancho I
Alfonso II
Figli
Sancho II
Alfonso III
Figli
  • Dionigi
  • Alfonso
Dionigi
Alfonso IV
Pietro
Figli
Ferdinando
Figli
Beatrice
Figli
  • Michele
Modifica

Nel 1309, Dionigi, a seguito dell'armonia ritrovata con la Castiglia, andò in aiuto di Ferdinando IV, per la conquista, a cui parteciparono anche truppe aragonesi, di Gibilterra (che però, nel 1333, fu nuovamente perduta).

Quando il papa Clemente V, il 3 aprile del 1312, soppresse l'ordine dei templari, Dionigi cercò di incorporare le proprietà dei templari nelle proprietà della corona, ma il papa si oppose; allora si giunse all'accordo che tali proprietà dovessero essere trasferite ad un nuovo ordine, l'Ordem de Cristo (Ordine del Cristo), che fu fondato nel 1319 e che sarà molto importante per i futuri viaggi di esplorazione.

Imitando suo nonno, Alfonso X di Castiglia, Dionigi sostituì il portoghese al latino[1] nelle procedure giudiziarie e fece tradurre il codice reale castigliano, las Siete Partidas, in portoghese. La corte portoghese, ai tempi di Dionigi, come già ai tempi di suo padre, Alfonso III, che aveva vissuto molti anni in Francia, fu uno dei centri letterari più importanti della penisola iberica e Dionigi oltre a essere un protettore delle lettere lasciò un gran numero di poemi lirici che sono contenuti nei Cancioneiros (Canzonieri).

Pineta di Leiria

Si prodigò per l'agricoltura (da cui il suo soprannome) con azioni dirette[1]:

  • il prosciugamento delle paludi
  • il rimboschimento per garantire il legname da costruzione o, come la pineta di Leiria, per arginare la sabbia proveniente dal litorale atlantico sui campi attorno alla città.
  • inoltre, per evitare carestie, vietò l'esportazione del grano, rifacendosi a una legge di suo padre del 1272.

oppure indirette (frazionando le grandi proprietà e riformando le proprietà dei terreni agricoli[1]):

  • una legge del 1286, proibiva alle corporazioni di acquistare le proprietà reali
  • una legge del 1291, che prevedeva che le terre di proprietà di coloro che entravano negli ordini religiosi non potevano passare agli ordini stessi, ma solo a laici
  • un'altra legge prevedeva che i nobili che si dedicavano all'agricoltura, non perdevano il loro stato di fidalgos, cioè la loro nobiltà
  • un'altra ancora si occupava delle terre incolte, organizzando i provvedimenti per la divisione e l'affitto delle suddette terre.

Inoltre Dionigi riorganizzò la flotta sotto la guida del genovese Emanuele Pezagno, che permetterà al suo successore di dare inizio ai viaggi oceanici e di raggiungere le Canarie.

Gli ultimi anni di regno di Dionigi furono amari sia per la malattia che per il comportamento dell'erede al trono, il futuro Alfonso IV, che vedendo l'affetto che legava il vecchio re ai suoi figli illegittimi, specialmente ad Alfonso Sanchez (1289-1326), e pensando che tramassero per diseredarlo, si ribellò[1], minacciando di fare guerra al padre; non si arrivò allo scontro aperto solo per l'intervento di sua madre, Isabella, la regina santa, che, nell'ottobre del 1323 si frappose tra i due eserciti già schierati in ordine di battaglia, ad Alvalade, alla periferia di Lisbona.
(Pare che l'intervento fu miracoloso: al passaggio della regina una barriera luminosa divise i due eserciti.)

Dionigi morì a Santarém, il 7 gennaio 1325, e fu sepolto nel Monastero di San Dionigi, a Odivelas, fatto costruire dallo stesso Dionigi. Gli successe il figlio Alfonso IV.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Dionigi ed Isabella ebbero due figli:[1][2][3][6]

Dionigi ebbe otto figli illegittimi, da otto diverse amanti:[1][2]

  • da Aldonça Sanchez de Sousa:
  • da Gracia, signora di Ribeiro:
  • da un'amante di cui non si conosce né il nome né gli ascendenti:
    • Ferdinando Sanchez (?- dopo il 13 novembre 1327), che sposò Froila Annes de Briteyros, figlia di giovanni Rodrigues di Briteyros e della moglie Guyomar Gil;
  • da Maria Pirez di Oporto:
    • Giovanni Alfonso (?-assassinato il 4 giugno 1336), legittimato nel 1317, signore di Arouca, che, nel 1315, aveva sposato Giovanna Perez Ponce de León, che gli diede una figlia:
      • Urraca Alfonso che sposò Alvaro Perez di Guzman, signore di Gibraleón e Olvera.
  • da un'amante di cui non si conosce né il nome né gli ascendenti:
    • Leonora di Arouca che sposò Gonzalo de Martinez-Portocarrero;
  • da un'amante di cui non si conosce né il nome né gli ascendenti:
    • Pietro Alfonso (?-?), che, nel 1309 circa, sposò Maria Mendez;
  • da Marina Gomez di Lisbona:
  • da un'amante di cui non si conosce né il nome né gli ascendenti:
    • Maria Alfonso (?-1320), suora nel Monastero di San Dionigi, a Odivelas, dove fu tumulata.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Gran Maestro dell'Ordine del Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Cristo
Gran Maestro dell'Ordine di San Giacomo della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Giacomo della Spada

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k (EN) Reali del Portogallo
  2. ^ a b c (EN) Capetingi del Portogallo-genealogy
  3. ^ a b (EN) Dionisio Henriques PEDIGREE
  4. ^ (DE) Alfonso III di Portogallo genealogie mittelalter
  5. ^ La trattative fu conclusa grazie ai lavori di una commissione composta da tre cardinali: Latino Malabranca Orsini, Benedetto Caetani (il futuro papa Bonifacio VIII) e Pietro Peregrossi, che redigettero un documento dal titolo Ad certitudinem presentium et memoriam futurorum come base per l'accordo. Cfr.: The Cardinals of the Holy Roman Church-Peregrosso
  6. ^ (DE) Dionigi I di Portogallo genealogie mittelalter

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Edgar Prestage, Il Portogallo nel medioevo, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pp. 576–610

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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Alfonso III 16 febbraio 1279 - 7 gennaio 1325 Alfonso IV