Alfonso III del Portogallo

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Alfonso III
'Ritratto di Alfonso III del Portogallo
'Ritratto di Alfonso III del Portogallo
Re del Portogallo
In carica 4 gennaio 1248 – 16 febbraio 1279
Predecessore Sancio II
Successore Dionigi
Nome completo Alfonso Alfonso
Altri titoli conte di Boulogne e re dell'Algarve
Nascita Coimbra, Portogallo, 5 maggio 1210
Morte Lisbona, Portogallo, 18 aprile 1279
Casa reale Casa capetingia di Borgogna
Padre Alfonso II
Madre Urraca di Castiglia
Consorte Matilde di Boulogne
Beatrice di Castiglia
Figli Roberto
Un secondo maschio, di primo letto
Bianca del Portogallo
Ferdinando del Portogallo
Dionigi il Lavoratore'
Alfonso del Portogallo
Sancha del Portogallo
María del Portogallo
Constanza del Portogallo e
Vincenzo del Portogallo, di secondo letto
e altri dieci figli, illegittimi

Alfonso Alfonso, detto il Restauratore, Alfonso anche in spagnolo e in asturiano, Afonso in portoghese e in galiziano, Alfons in catalano, Alifonso in aragonese e Alfontso in basco, Adefonsus o Alfonsus in latino (Coimbra, 5 maggio 1210Alcobaça, 16 febbraio 1279), fu prima conte consorte di Boulogne (1235-1253), per ciò detto il Bolognese, poi reggente del regno dal 1245 al 1248 ed infine, dal 1248 alla sua morte, quinto re del Portogallo e dell'Algarve.

Origine[1][2][3][modifica | modifica sorgente]

Figlio del re del Portogallo Alfonso II e della principessa Urraca di Castiglia, figlia del re di Castiglia, Alfonso VIII e di Eleonora Plantageneta, figlia del re d'Inghilterra, Enrico II e di sua moglie, la duchessa d'Aquitania, Eleonora d'Aquitania, ex regina di Francia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Alfonso III del Portogallo
Blasone della contea di Boulogne.

Il cronista, Rodrigo Jimenez de Rada, nel suo De Rebus Hispaniæ lo elenca tra i figli di Alfonso II e Urraca di Castiglia chiamandolo Aldefonsum specificando che successe a suo fratello Sancio "Sancius Regem Portugalliæ successorem"[1].
Inoltre Alfonso è citato nelle cronache di Pedro, conte di Barcelos come Alfonsus, figlio di Alfonso II e sua moglie Urraca di Castiglia[1]. Essendo Alfonso il figlio secondogenito ed essendo stato ereditato, nel 1223, alla morte del padre, il trono del Portogallo dal fratello Sancho II, appena maggiorenne lasciò il Portogallo per trasferirsi in Francia, dove, nel 1226, la sorella di sua madre, Bianca di Castiglia, alla morte del marito, il re di Francia, Luigi VIII, divenne reggente del regno in quanto tutrice del figlio minorenne, Luigi il Santo e anche quando Luigi divenne maggiorenne Bianca rimase la sua principale consigliera.
Dato che nel 1234, la cognata di Bianca, la contessa di Boulogne, Matilde, era rimasta vedova di Filippo di Francia, fratello di suo marito Luigi VIII, la zia Bianca, per Alfonso, combinò il matrimonio con sua cognata. Alfonso sposò Matilde nel 1235, divenendo conte consorte di Boulogne e conte effettivo dal 1238[1].

Blasone portoghese dal 1247 al 1385

Verso il 1240, il vescovo di Oporto, Martino Rodrigues, fece al papa Gregorio IX un rapporto molto negativo sul regno di Sancho II del Portogallo proponendo di sostituirlo col fratello, Alfonso, conte di Boulogne.
Solo con l'elezione al soglio pontificio di papa Innocenzo IV, dopo 19 mesi di sede vacante, nel giugno del 1243, il partito della destituzione cominciò ad offrire ad Alfonso la corona e a proporlo come salvatore della patria.

Alfonso si mosse solo dopo il concilio di Lione, del 1245, in cui, secondo i vescovi di Oporto e di Coimbra, il re Sancho si rifiutava di riparare le offese fatte e persisteva nel suo atteggiamento; il papa Innocenzo IV allora proclamò Alfonso tutore del reame ed invitò tutte le autorità ad obbedirgli, pur lasciando a Sancho il titolo di re.
Nel settembre dello stesso anno, Alfonso, a Parigi, accettò le condizioni dell'arcivescovo di Braga e, all'inizio del 1246, marciò su Lisbona, che gli aprì le porte.
Sancho si difese ed accettò l'aiuto del re di Castiglia e León Ferdinando III, che gli inviò delle truppe al comando del figlio Alfonso; ma alla fine dovette soccombere e nel corso del 1247, andò in esilio a Toledo, dove morì l'anno dopo.

Alfonso, pur governando il regno dal 1247 divenne Re il 4 gennaio 1248 dopo la morte del fratello Sancho II. Dato che una parte dell'Algarve era rimasto sotto il controllo delle truppe castigliane, Alfonso, tramite gli ordini militari, recuperò i territori tra il 1249 ed il 1250.

Divenuto re di Castiglia, Alfonso X, nel 1253, invase il Portogallo e si appropriò della regione dell'Algarve.
Alfonso III cedette ma, pur essendo ancora sposato con Matilde, riuscì ad ottenere la mano della figlia illegittima di Alfonso X, Beatrice, con la clausola che quando il primo figlio della coppia avrebbe compiuto sette anni, l'Algarve sarebbe tornato al Portogallo.
Alfonso III divorziò da Matilde, rinunciando ai suoi possedimenti francesi, e nello stesso anno sposò Beatrice.

Nel 1263, non senza alcune resistenze (forse perché l'erede era il terzogenito ed aveva solo due anni), Alfonso X di Castiglia consegnò l'Algarve all'erede, il principe Dionigi, a condizione che Alfonso III del Portogallo lo avesse seguito in battaglia con cinquanta lancieri.

Nello stesso anno 1263, dopo che la contessa di Boulogne, Matilde, era morta nel 1259, il papa Urbano IV convalidò il matrimonio tra Alfonso e Beatrice.

Nel 1267, con la convenzione di Badajoz, fu risolto definitivamente il problema dell'Algarve ed il confine tra il Portogallo e la Castiglia, fu stabilito il fiume Guadiana.

Re del Portogallo
della Casa di Borgogna
PortugueseFlag1143.svg

Alfonso I
Sancho I
Alfonso II
Sancho II
Alfonso III
Dionigi
Alfonso IV
Pietro
Ferdinando
Beatrice
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Monumento a Alfonso III a Faro, Algarve, Portogallo.

In politica interna, nei primi anni di regno ottemperò al giuramento fatto a Parigi, nel 1246, ma, nel 1254, convocò le cortes a Leiria e per la prima volta vi furono ammessi i rappresentanti delle città; la disposizione dell'assemblea che i tributi fossero pagati in denaro e non in natura, andava a vantaggio del popolo e la disposizione di fare l'elenco delle proprietà della corona (portato a termine nel 1258) andò a vantaggio del re perché così si conobbe quante proprietà della corona erano state alienate anche in modo fraudolento.
Nel 1261, le cortes abrogarono il diritto del re di deprezzare, ogni sette anni, la moneta onde permettere alla corona di procurarsi denaro; in sua vece Alfonso dovette accettare una tassa fissa quinquennale, stabilendo così il principio che ogni futura tassa doveva avere il consenso della nazione.
Nel 1265, fu avviato il recupero delle terre che i beneficiari avevano venduto con conseguente perdita dei diritti della corona; le terre incolte vennero confiscate, le altre erano recuperate allo stesso prezzo con cui erano state acquistate dagli attuali proprietari. Inoltre fu stabilito che i beneficiari delle terre della corona dovevano pagare i tributi (con questa norma anche gli ordini religiosi, nel futuro, avrebbero pagato).

Tutte queste disposizioni furono applicate solo in parte e male (il gran siniscalco ed il cancelliere del regno furono molto rapaci, per sé stessi), ma contribuirono a danneggiare sia il clero che la nobiltà, per cui cinque vescovi si recarono a Roma presentando le lagnanze sul comportamento del re, che rispose presentando una dichiarazione delle città che era in suo favore, ed inoltre Alfonso promise al papa Clemente IV che era pronto ad aderire alla crociata promossa dal papa stesso, nel 1267.
Nel 1273 il papa Gregorio X fece pressione su Alfonso perché ottemperasse, con un giuramento, agli obblighi contratti a Parigi ed alle risoluzioni contenute nelle bolle dei papi Onorio III e Gregorio IX, e nel 1275 lo minacciò di scomunica poiché non aveva ancora prestato giuramento.
La morte del papa il 10 gennaio del 1276, lo favorì perché i due papi successivi, papa Innocenzo V e papa Adriano V, regnarono pochi mesi e non diedero seguito alla minaccia; solo con l'elezione del portoghese Pedro Julião conosciuto come Pedro Hispano, eletto nel settembre del 1276, come papa Giovanni XXI, un delegato apostolico pubblicò a Lisbona la bolla ed intimò i provvedimenti al re. Non essendovi alcun pretendente al trono all'infuori dell'erede, il principe Dionigi, che era già coinvolto nell'amministrazione del regno, Alfonso non reagì.

Solo sul letto di morte, nel gennaio del 1279, quando sul soglio pontificio vi era papa Nicola III, Alfonso prestò il giuramento richiesto senza riserve.
Alfonso morì a Lisbona e fu sepolto nel Monastero di Alcobaça, dove già era sepolto suo padre.

Alla sua morte gli successe il figlio Dionigi.

Discendenza[1][2][4][modifica | modifica sorgente]

Alfonso e Matilde ebbero due figli:

  • Roberto (1239-morto giovane);
  • Un secondo maschio (1240-morto giovane).

Alfonso e Beatrice ebbero otto figli:


Alfonso ebbe anche diversi figli illegittimi:
due da Mariana Pirez de Enxara, di cui non si conoscono le ascendenze:

  • Fernando Alfonso (?-?), cavaliere templare, tumulato a Lisbona, nella chiesa di San Biagio
  • Alfonso Dionigi (? - dopo il 24 aprile 1310), signore di Pouça e maestro di corte della regina Isabella di Portogallo, che, nel 1278, sposò Maria Peres Ribeiro de Sousa, che nel 1298 divenne la quattordicesima Signora della Casa di Sousa, da cui discesero i Signori di Sousa;


due da Maddalena Gil, figlia di Alvando Muniz:

  • Gil Alfonso (?-?), cavaliere ospitaliere, fu il comandante del convento di San Biagio, a Lisbona, dove fu tumulato. Gil ebbe un figlio da una donna di cui non si conoscono le generalità:
    • Lorenzo Gilez (?- 31 dicembre 1346), cavaliere ospitaliere, fu il comandante del convento di San Biagio, a Lisbona, dove fu tumulato
  • Martino Alfonso (1250 - dopo il 12 novembre 1299), che sposò, nel 1274, Ines Lorenzo Chicorro de Valadares, figlia di Lorenzo Sousa di Valadares e di Maria Mendez de Sousa e fu capostipite dei Sousa-Chicorro;


uno da Elvira Estevez, di cui non si conoscono le ascendenze:

  • Eleonora Alfonso (? - dopo il 1302) sposata, in prime nozze, il 24 gennaio 1271, a Lisbona con Stefano Annes di Sousa (?- 1272), signore di Chaves e Alegrete e cancelliere del Portogallo; poi, in seconde nozze, l'11 maggio 1273, a Santerem, col conte di Neiva, Gonzalo García di Sousa (?- dopo il 30 novembre 1286), tredicesimo capo della casa di Sousa. Rimasta vedova per la seconda volta si fece suora e si ritirò nel convento Santa Clara di Santarem;


altri cinque da amanti di cui non si conoscono le generalità:

  • Rodrigo Alfonso (? - 10 settembre 1302), priore delle città di Santerem e di Alenquer; tumulato nella chiesa di Santa Maria de Alcazora, a Santerem
  • Urraca Alfonso (? - ?), sposò Pedro Annez Gago de Riba de Visello (? - 1292)
  • Eleonora Alfonso (? - 18 novembre 1259) Monaca nel Monastero di Santa Clara a Santerem;
  • Urraca Alfonso (? - 1319) Monaca nel Monastero di Lorvao;
  • Enrico Alfonso (? - Terra Santa ?), sposò una certa donna Ines di cui non si conoscono le ascendenze.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f (EN) Portogallo
  2. ^ a b (EN) Capetingi
  3. ^ (DE) Alfonso II di Portogallo genealogie mittelalter
  4. ^ (DE) Alfonso III di Portogallo genealogie mittelalter

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Edgar Prestage, Il Portogallo nel Medioevo, in «Storia del mondo medievale», vol. VII, 1999, pp. 576–610

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore
Re del Portogallo
Successore PortugueseFlag1248.svg
Sancho II 4 gennaio 1248 - 16 febbraio 1279 Dionigi

Controllo di autorità VIAF: 262906554 LCCN: no2007128513