Habemus Papam

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L'Habemus Papam per l'elezione di Martino V.

Con il termine Habemus Papam (latino: abbiamo il [nuovo] papa) ci si riferisce all'annuncio cerimoniale che il cardinale protodiacono, il primo dei cardinali dell'ordine dei diaconi, dà al popolo quando viene eletto il nuovo papa ed egli accetta l'elezione. L'annuncio viene pronunciato dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro in Vaticano. All'annuncio segue la presentazione del nuovo papa.

La formula completa recita:

(LA)
« Annuntio vobis gaudium magnum:
Habemus Papam!
Eminentissimum ac reverendissimum Dominum
Dominum (nome dell'eletto in accusativo latino),
Sanctæ Romanæ Ecclesiæ Cardinalem (cognome dell'eletto non tradotto in latino),
Qui sibi nomen imposuit (nome pontificale in genitivo latino, seguito dall'aggettivo numerale ordinale). »
(IT)
« Vi annuncio una grande gioia:
abbiamo il Papa!
L'eminentissimo e reverendissimo Signore
Signor (nome dell'eletto),
Cardinale (cognome dell'eletto) di Santa Romana Chiesa,
il quale si è imposto il nome di (nome pontificale). »

L'uso della formula è molto antico, anche se non si conosce esattamente il momento della sua adozione. Sicuramente è precedente il 1484, anno in cui è certo che venne usata per l'elezione di Giovanni Battista Cybo, che assunse il nome di Innocenzo VIII. Il testo è tratto in parte dal Vangelo di Luca (2, 10-11), che riporta le parole dell'angelo che annuncia ai pastori la nascita del Messia: «Non temete, ecco, vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore». Da notare che, nella Vulgata, la traduzione latina della Bibbia di San Girolamo (382 circa), le parole usate sono evangelizo vobis gaudium magnum, mentre la parola annuntio veniva usata nelle precedenti traduzioni.

Nell'ultimo annuncio in ordine di tempo, risalente al 19 aprile 2005 da parte del cardinale cileno Jorge Arturo Medina Estévez in occasione dell'elezione del papa Benedetto XVI, la formula è stata preceduta da un saluto (Fratelli e sorelle carissimi) in diverse lingue (italiano, spagnolo, francese, tedesco e inglese).

[modifica] Curiosità

  • Il 26 agosto 1978, poco dopo l'annuncio dell'habemus papam da parte del Cardinale Protodiacono e della benedizione del nuovo papa, di norma non si usava rivolgere un breve messaggio alla folla dei fedeli, Luciani chiese espressamente se si poteva farlo ma gli venne risposto che non era consuetudine. Solo poco più di due mesi dopo, il suo successore Karol Wojtyła sciolse questa vecchia "usanza" e da lui in poi anche Benedetto XVI, salutarono la folla gremita sulla grande piazza di San Pietro.
  • Il 16 ottobre 1978, al momento dell'annuncio del nome del nuovo Papa Karol Wojtyła, il cardinale protodiacono Pericle Felici omise l'ordinale "Secundi", dicendo solo "...qui sibi nomen imposuit... Joannis Pauli!" mentre, soltanto quasi due mesi prima, lo stesso Felici aveva detto il nome del nuovo Pontefice Albino Luciani scandendo bene l'ordinale "Primi", per specificare che un Giovanni Paolo, tra i papi, non v'era mai stato, anche se un papa che sia l'unico a portare il suo nome di solito non ha il numerale I, come Papa Siricio e Papa Silverio; sia per Papa Luciani sia per Papa Wojtyła il porporato leggeva la formula completa da un grande libro tenutogli aperto davanti da un cerimoniere, sulla loggia della Basilica. Forse l'omise perché, essendo Giovanni Paolo II successore diretto di Giovanni Paolo I, non sentì necessario specificarne l'ordinale.
  • Il 2 marzo 1939, al momento dell'annuncio del nome del nuovo Papa Pio XII, il cardinale protodiacono Camillo Caccia Dominioni, come avrebbe fatto Pericle Felici quarant'anni dopo, omise l'ordinale "Duodecimi", dicendo solo "...qui sibi nomen imposuit... Pii!". Anche nel suo caso, forse perché Pio XII era diretto successore di Pio XI, e non avvertì il bisogno di specificarne l'ordinale.

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