Habemus Papam

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L'Habemus Papam dell'elezione di Papa Benedetto XVI
L'Habemus Papam per l'elezione di Martino V.

Con la locuzione Habemus Papam (latino: Abbiamo il papa) ci si riferisce all'annuncio cerimoniale che il cardinale protodiacono, il primo dei cardinali dell'ordine dei diaconi, dà al popolo quando viene eletto il nuovo papa ed egli accetta l'elezione. L'annuncio viene pronunciato dalla loggia centrale della basilica di San Pietro in Vaticano. All'annuncio segue la presentazione del nuovo papa.

La formula completa recita:

(LA)
« Annuntio vobis gaudium magnum;
habemus Papam:
Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum,
Dominum
(nome dell'eletto in accusativo latino),
Sanctæ Romanæ Ecclesiæ Cardinalem (cognome dell'eletto non tradotto in latino)
qui sibi nomen imposuit (nome pontificale in accusativo o genitivo latino, seguito dall'eventuale aggettivo numerale ordinale). »
(IT)
« Vi annuncio una grande gioia:
abbiamo il Papa!
L'eminentissimo e reverendissimo Signore,
Signor (nome dell'eletto),
Cardinale (cognome dell'eletto) di Santa Romana Chiesa,
il quale si è imposto il nome di (nome pontificale»

Il testo è in parte ispirato al Vangelo di Luca (2,10-11), che riporta le parole dell'angelo che annuncia ai pastori la nascita del Messia: «Non temete, ecco, vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore». Da notare che, nella Vulgata, la traduzione latina della Bibbia di san Girolamo (382 circa), le parole usate sono evangelizo vobis gaudium magnum, mentre la parola annuntio veniva usata nelle precedenti traduzioni.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Normalmente si fa risalire l'adozione di questo annuncio all'elezione di Martino V Colonna (1417), scelto come nuovo papa da un'assemblea elettiva composta dai cardinali e dai rappresentanti delle cinque nationes in cui erano divisi i membri del concilio di Costanza. In questo contesto, il senso dell'annuncio si può leggere in modo più circostanziato, perché prima di Martino V a reclamare la legittimità della propria carica pontificia erano stati addirittura tre papi: Giovanni XXIII (che aveva convocato il Concilio e che aveva nominato gran parte dei cardinali elettori), Benedetto XIII (l'unico a essere stato nominato cardinale prima dello scoppio dello scisma d'Occidente) e Gregorio XII. I primi due erano stati deposti dal Concilio stesso, mentre Gregorio XII aveva abdicato. Solo due anni dopo la deposizione dei primi due contendenti e la rinuncia del terzo, si procedette all'elezione di un nuovo papa: l'annuncio, quindi, poteva suonare anche come: «(Finalmente) abbiamo un papa (e uno solo!)».[1]

Comunque l'adozione dell'Habemus Papam è sicuramente precedente al 1484, anno in cui è certo che venne usata per l'elezione di Giovanni Battista Cybo, che assunse il nome di Innocenzo VIII.

Forma[modifica | modifica sorgente]

Nell'annuncio del 19 aprile 2005, pronunciato dal cardinale cileno Jorge Arturo Medina Estévez in occasione dell'elezione del papa Benedetto XVI, la formula è stata preceduta (prima e sinora unica volta nella storia) da un saluto - "Fratelli e sorelle carissimi" - pronunciato in italiano, spagnolo, francese, tedesco e inglese.

Nell'annunciare il nome pontificale del nuovo papa, tradizionalmente è stato usato sempre il caso accusativo latino (quindi Pium, Paulum, e via dicendo). Costituiscono eccezioni a questa regola gli annunci relativi ai papi Giovanni XXIII, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI per i quali i rispettivi protodiaconi Nicola Canali, Pericle Felici (per il secondo e il terzo) e Jorge Medina Estévez usarono il genitivo epesegetico (quindi Ioannis, Ioannis Pauli e Benedicti). Dopo il conclave del 2013, con l'elezione di papa Francesco, il protodiacono Jean-Louis Pierre Tauran è tornato a usare l'accusativo (Franciscum, e non Francisci): in questo caso il nome del papa è considerato complemento di denominazione e questa forma è considerata più corretta da alcuni autori[2].

Curiosamente, all'annuncio dell'elezione di Paolo VI, il protodiacono Ottaviani utilizzò la congiunzione latina et al posto di quella prevista ac[...] Eminentissimum et Reverendissimum Dominum...»).

Riguardo al numero ordinale, la consuetudine è che esso venga pronunciato solo se il papa non è il primo a portare il nome che ha scelto: i papi che hanno scelto un nome per la prima volta non sono mai chiamati "primo", ordinale che viene aggiunto solo postumo, qualora un altro papa scelga lo stesso nome[3]. Eccezioni notevoli costituiscono Pio XII e, nuovamente, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Nel primo caso il protodiacono Camillo Caccia Dominioni omise l'ordinale, annunciando solo «[...] qui sibi nomen imposuit... Pium!». Pericle Felici, annunciando Giovanni Paolo I, specificò chiaramente il numero ordinale Primi[4], omettendo invece il Secundi per il suo immediato successore («[...] qui sibi nomen imposuit... Ioannis Pauli!»). In questi ultimi due casi, il porporato leggeva la formula da un grande libro tenutogli aperto davanti da un cerimoniere, sulla loggia della Basilica.

Dopo l'annuncio dell'Habemus papam da parte del protodiacono, di norma il nuovo papa impartiva la benedizione: non era uso che si rivolgesse alla folla dei fedeli. Il 26 agosto 1978 papa Giovanni Paolo I avrebbe voluto farlo, ma gli fu risposto che non era consuetudine. Poco più di un mese dopo, il suo successore Giovanni Paolo II ruppe la tradizione e indirizzò un messaggio ai fedeli in attesa. Dopo di lui anche Benedetto XVI e Francesco hanno salutato la folla gremita in piazza San Pietro.

Il cardinale Jean Tauran ha annunciato l'elezione di Papa Francesco

Lista dei cardinali protodiaconi che hanno annunciato l'Habemus Papam[modifica | modifica sorgente]

Il cardinale Francesco Salesio della Volpe ha annunciato l'elezione di Benedetto XV
# Cardinale Papa Anno
17° secolo
1 Francesco Sforza di Santa Fiora Papa Leone XI 1605
Papa Paolo V
2 Andrea Baroni Peretti Montalto Papa Gregorio XV 1621
3 Alessandro d'Este Papa Urbano VIII 1623
4 Francesco Barberini Papa Innocenzo X 1644
5 Giangiacomo Teodoro Trivulzio Papa Alessandro VII 1655
6 Rinaldo d'Este Papa Clemente IX 1667
7 Francesco Maidalchini Papa Clemente X 1670
Papa Innocenzo XI 1676
Papa Alessandro VIII 1689
8 Urbano Sacchetti Papa Innocenzo XII 1691
18° secolo
9 Benedetto Pamphilj Papa Benedetto XI 1700
Papa Innocenzo XIII 1721
Papa Benedetto XIII 1724
10 Lorenzo Altieri Papa Clemente XII 1730
11 Carlo Maria Marini Papa Benedetto XIV 1740
12 Alessandro Albani Papa Clemente XIII 1758
Papa Clemente XIV 1769
Papa Pio VI 1775
19° secolo
13 Antonio Maria Doria Pamphilj Papa Pio VII 1800
14 Fabrizio Ruffo Papa Leone XII 1823
15 Giuseppe Albani Papa Pio VIII 1829
Papa Gregorio XVI 1831
16 Tommaso Riario Sforza Papa Pio IX 1846
17 Teodolfo Mertel Papa Leone XIII 1878
20° secolo
18 Luigi Macchi Papa Pio X 1903
19 Francesco Salesio Della Volpe Papa Benedetto XV 1914
20 Gaetano Bisleti Papa Pio XI 1922
21 Camillo Caccia Dominioni Papa Pio XII 1939
22 Nicola Canali Papa Giovanni XXIII 1958
23 Alfredo Ottaviani Papa Paolo VI 1963
24 Pericle Felici Papa Giovanni Paolo I 1978
Papa Giovanni Paolo II
21°secolo
25 Jorge Medina Estévez Papa Benedetto XVI 2005
26 Jean-Louis Pierre Tauran Papa Francesco 2013

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Phillip H. Stump, The Reforms of the Council of Constance (1414-1418), Leiden, Brill, 1993, p. 41, ISBN 9004099301.
  2. ^ Il complemento di denominazione latino si comporta come l’apposizione: ha lo stesso caso del nome a cui si riferisce. Nel caso della formula papale concorda con nomen, in caso accusativo. Si veda una qualsiasi grammatica latina nella voce “apposizione”: ad esempio Nicola Flocchini, Piera Guidotti Bacci, Marco Moscio, Maiorum Lingua Manuale, Bompiani per la scuola, Milano 2007, pag.309.
  3. ^ Catholic Encyclopedia
  4. ^ Rai Storia

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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