Anello del Pescatore

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Anulus piscatoris di Leone XIII

L'anello del Pescatore o piscatorio (latino: Anulus piscatoris) è una delle insegne del papa, che egli riceve durante la messa solenne di inizio del suo pontificato e che indossa all'anulare della mano destra.

L'anello, appositamente creato per ciascun nuovo pontefice, deve il suo nome all'immagine di san Pietro che vi è raffigurato mentre getta le reti dalla sua barca. Lungo il bordo dell'immagine è inciso inoltre il nome del pontefice. L'anello era utilizzato fino al 1842 come sigillo per i documenti riguardanti gli affari di minore importanza della Santa Sede (brevi) redatti dal papa, o da lui controfirmati, e ancora oggi l'espressione sub anulo piscatoris è indicata in tali documenti.

L'anello era forgiato in oro fino al pontificato Benedetto XVI, mentre il suo successore papa Francesco ha scelto di averne uno in argento dorato[1].

A partire dall'elezione di papa Giovanni Paolo I il cardinale decano del collegio cardinalizio infila l'anello del Pescatore al dito della mano destra del nuovo papa. Alla morte del pontefice o in seguito alla sua rinuncia, il sigillo sull'anello viene annullato dal cardinale camerlengo alla presenza degli altri cardinali, utilizzando un martelletto d'argento: viene prima incisa una croce con uno scalpello e successivamente con il martello viene rotto e conservato nei musei vaticani come reperto. L'azione, che una volta era intesa a prevenire l'uso del sigillo per retrodatare degli atti, ha poi assunto il significato di sottolineare che nel periodo di sede vacante nessuno assume le prerogative proprie del Sommo Pontefice.

La costituzione apostolica voluta da papa Giovanni Paolo II ha introdotto alcune modifiche al rito della rottura dell'anello, prescrivendo che: [I Cardinali] provvedano a far annullare l'Anello del Pescatore e il Sigillo di piombo, con i quali sono spedite le Lettere Apostoliche[2], non specificando cosa voglia dire esattamente "annullare" l'anello del Pescatore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una lettera scritta da papa Clemente IV al nipote Pietro Grossi nel 1265 fa per prima menzione dell'anello del Pescatore, utilizzato per sigillare tutta la corrispondenza privata, per mezzo della pressione dell'anello sulla ceralacca riscaldata e fusa sulla carta. Gli atti pubblici, invece, recavano un sigillo in piombo fuso sul documento stesso. Tali documenti prendevano il nome di bolla papale, dalla bolla di piombo che vi veniva apposta. L'utilizzo dell'anello del Pescatore cambiò durante il XV secolo, quando se ne conosce l'uso per il sigillo apposto sui documenti detti brevi. Tale pratica cessò nel 1842, quando la cera con il nastrino in seta impressa con l'anello del Pescatore cedette il posto ad un timbro con inchiostro rosso.

La tradizione dell'anello deriva sicuramente dai monarchi medievali, ai quali i sudditi mostravano rispetto e deferenza con il bacio dell'anello.

Le forme e l'uso dell'anello piscatorio da parte dei pontefici sono sostanzialmente discrezionali sebbene, soprattutto dopo l'inserimento nell'ambito della messa di inaugurazione del ministero petrino del rito di consegna dell'anello da parte del cardinale decano, il monile abbia assunto un grande significato simbolico, svincolato dagli antichi ed originali rimandi di natura laica o temporale. Giovanni XXIII, ad esempio, nell'ottobre del 1962 donò il proprio anello piscatorio simbolicamente a San Giuseppe, al quale aveva raccomandato i lavori preparatori del Concilio Vaticano II, al santuario polacco di Kalisz, dove è conservata una immagine del santo ritenuta miracolosa. Anche Giovanni Paolo II, circa quaranta anni dopo, nel 2004, riprese il gesto del dono simbolico a san Giuseppe[3] e l'anello fu poi collocato dall'arcivescovo di Cracovia Franciszek Macharski nella tela di un quadro del santo custodito nella chiesa dei Carmelitani Scalzi a Wadowice[4], città natale del pontefice. Giovanni Paolo II, infatti, portava generalmente al dito l'anello d'oro donatogli da cardinale da papa Paolo VI (che a sua volta faceva un uso saltuario dell'anello piscatorio) ed adoperava, per i fini dell'anello del pescatore, un sigillo ovale. [5] Anche papa Francesco utilizza prevalentemente l'anello episcopale argenteo, riservando l'anello piscatorio, generalmente, per alcune liturgie e particolari funzioni sacre.

L'Anello del Pescatore nella filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nelle scene iniziali del film Angeli e demoni di Ron Howard, basato sul romanzo omonimo di Dan Brown, vengono riprodotte le fasi della distruzione dell'anello in seguito alla morte del pontefice.
  • Nel film La Pantera Rosa 2 il personaggio Tornado sottrae di nascosto il gioiello del papa.
  • Nel film Madagascar 3 uno dei protagonisti ruba l'anello al Sommo pontefice.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Papa sceglie l'austerity: l'anello del pescatore non sarà d'oro
  2. ^ UNIVERSI DOMINICI GREGIS. URL consultato il 14 febbraio 2013.
  3. ^ San Giuseppe, il Padre della Nuova Evangelizzazione. URL consultato il 14 febbraio 2013.
  4. ^ GIOVANNI PAOLO II REGALA IL SUO ANELLO PAPALE PER IL QUADRO DI SAN GIUSEPPE NELLA CHIESA DEI CARMELITANI SCALZI A WADOWICE. URL consultato il 14 febbraio 2013.
  5. ^ Il sigillo spezzato, poi l' annuncio al mondo. URL consultato il 14 febbraio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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