Croce pettorale

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La croce pettorale è una delle insegne dei pontefici, cardinali, arcivescovi, vescovi e di altri prelati aventi il diritto di indossarla.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

È una croce solitamente in metallo prezioso, a volte anche gemmata, che all'incrocio dei bracci può presentare una cavità nella quale si inseriscono le reliquie dei santi o dei frammenti della Vera Croce. Si indossa in due differenti modi: con una catena oppure con un cordone. Si indossa con la catena quando è portata sopra l'abito talare o piano e sul clergyman; si indossa con il cordone se è indossata sopra l'abito corale o sotto i paramenti liturgici nel rito romano, o sopra la casula o la pianeta nel rito ambrosiano.

Il colore del cordone della croce pettorale è giallo per i prevosti, i decani, i vicari episcopali ed i canonici dell'arcidiocesi di Milano, verde ed oro per i vescovi e gli arcivescovi, rosso ed oro per i cardinali e d'oro per il papa.

La congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, accogliendo vari responsa, ha acconsentito all'uso ambrosiano di indossare la croce sopra i paramenti anche nel rito romano[1] ed all'uso della croce con la catena sull'abito corale[2].

Significato[modifica | modifica wikitesto]

Secondo papa Benedetto XVI la croce pettorale «Non è un ornamento, né un gioiello. È il simbolo prezioso della nostra fede, il segno visibile e materiale del legame con Cristo»[3].

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Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://notitiae.ipsissima-verba.org/pdf/notitiae-1997-280-280.pdf
  2. ^ Luogo dell'annuncio della parola di Dio e croce pettorale del vescovo
  3. ^ Traduzione in lingua italiana del saluto ai giovani dal sagrato della cattedrale di Notre-Dame di Parigi
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