Amitto

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L'Amitto

L'amitto è una veste liturgica costituita da un panno di lino bianco e rettangolare munito di due nastri in tessuto, che viene indossato da ministri e ministranti con la funzione di coprire il collo.

Per essere indossato, l'amitto viene appoggiato sulle spalle e quindi legato attorno alla vita mediante i nastri di cui è munito.

Modi d'uso[modifica | modifica wikitesto]

Nella liturgia di rito romano l'amitto viene indossato prima del camice. I Principi e norme per l'uso del Messale Romano stabiliscono che l'amitto può essere omesso purché il camice sia fatto in modo tale da coprire l'abito comune attorno al collo.

I Principi e norme per l'uso del Messale Ambrosiano (rito ambrosiano) prevedono che l'amitto venga indossato dopo il camice e il cingolo anche se oggi, per consuetudine si ricorre all'uso Romano.

Curioso il tipico modo di indossare l'amitto da parte di qualche ordine monastico: infatti esso viene applicato prima sulla testa, per poi esser lasciato cadere sulla nuca a mo' di cappuccio. In modo analogo l'amitto è indossato ed utilizzato nella chiesa evangelica luterana finlandese e nella chiesa luterana di Svezia: la parte posteriore, che normalmente scende liberamente sulla schiena, viene prima alzata sulla nuca del celebrante e poi fatta ricadere sopra la casula, in modo da coprirne il girocollo. In Finlandia i pastori luterani deceduti vengono tradizionalmente adagiati nella bara con l'amitto alzato sotto la nuca, in segno simbolico di preparazione per la celebrazione della liturgia celeste.

Note iconografiche[modifica | modifica wikitesto]

In alcune iconografie medioevali, si può notare come l'amitto fosse dotato di una larga fascia di broccato, dando così l'impressione di un collare molto alto. Questo particolare tipo di amitto si chiama aurifregiato.

Rubriche preconciliari[modifica | modifica wikitesto]

Nelle rubriche antecedenti la Riforma liturgica attuata dal Concilio Vaticano II e liberalizzate secondo le istruzioni date dal Motu proprio Summorum Pontificum, è prevista la recita della seguente preghiera qui tradotta dal latino: "Imponi, Signore, sul mio capo l'elmo della salvezza, per affrontare le avversioni del diavolo".

Significato Simbolico[modifica | modifica wikitesto]

Rabano, a causa del suo colore bianco richiama il simbolo delle opere buone[non chiaro]. Amalario gli dà un significato simbolico di custodia della lingua e del suo utilizzo[non chiaro].

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