Velo omerale

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Il Cardinale Godfried Danneels regge l'ostensorio utilizzando il Velo omerale.

Il velo omerale (dal latino humerus, "spalla") o continenza è un paramento liturgico usato dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa anglicana.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Consiste in un pezzo di stoffa rettangolare lungo circa 2,5 metri e largo circa 60 cm. È dotato di due nastri di stoffa o ganci metallici posti approssimativamente al centro del velo, per fissare in sicurezza il paramento qualora lo si indossi per molto tempo. Esso fa parte del completo del piviale, pertanto da quest'ultimo prende gli stessi ricami e colori liturgici. Per consuetudine al centro è ricamata un'Ostia circondata da una raggiera. Tuttavia tra le decorazioni intessute si possono trovare la croce (di solito greca) o gli emblemi eucaristici (ad esempio la sigla JHS, l'agnello, spighe di grano e grappoli d'uva).

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Esso è utilizzato dal sacerdote quando ha fra le mani l'Eucaristia, fatta eccezione dei riti ordinari della messa e della comunione ai malati. Viene utilizzato soprattutto durante la benedizione eucaristica. All'officiante che impartisce la benedizione, viene posto il Velo omerale sulle spalle, quindi prende l'Ostensorio o il reliquiario con le mani velate dalle fimbrie di questo paramento. Viene utilizzato inoltre nella processione del Corpus Domini e ogni volta in cui si trasporti l'Eucaristia (contenuta nell'Ostensorio o nella pisside), come, per esempio nei riti del triduo pasquale. Anche il semplice trasferimento del Santissimo Sacramento da un altare ad un altro richiede l'uso del velo omerale.

La Vimpa è un paramento liturgico simile al velo omerale, ma di differente funzionalità, utilizzata dagli accoliti o dai ministranti.

Nella Messa tridentina[modifica | modifica sorgente]

Nella forma straordinaria del rito romano[1], durante la messa solenne viene utilizzato dal suddiacono per tenere in mano la patena dall'offertorio e fino dopo la preghiera del Padre Nostro (in questo caso, tuttavia, il velo omerale è tagliato in una forma più piccola, ed è propriamente chiamato "continenza" [2]). Questo rito ricorda l'antica tradizione - oggi scomparsa - di comunicare alle Specie eucaristiche della Messa precedente, in modo da sottolineare la continuità ideale del Sacrificio Eucaristico.[3]

Significato[modifica | modifica sorgente]

Presso gli antichi prendere od offrire oggetti con le mani velate era segno di rispetto per l'oggetto e per la persona a cui si donava o dalla quale si riceveva; da qui è nata l'usanza di velarsi le mani nel toccare oggetti sacri.
L'uso del Velo omerale durante la benedizione eucaristica è quindi segno di rispetto verso l'ostia consacrata contenuta nell'ostensorio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si tenga presente che a seguito della lettera apostolica Summorum Pontificum del papa Benedetto XVI si parla di forma ordinaria e forma straordinaria del rito romano. In seguito alla riforma liturgica, è stata adottata la forma ordinaria del rito romano, derivata dalla profonda revisione successiva al Concilio Vaticano II. Rimane come forma straordinaria la formulazione precedente del rito romano, che prevede l'adozione del Messale di papa Giovanni XXIII (1962)
  2. ^ "Dizionario di Abiti e Stoffe Ecclesiastiche", Capitolo Quarto, alla voce "Velo Omerale", qui: [1]
  3. ^ Ludovico Trimeloni, Compendio di Liturgia Pratica, Marietti, Milano, 2007, pp. 257-258

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voce "Velo omerale" su cathopedia.it

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