Ordinariato militare

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Stemma di cappellano militare.

L'ordinariato militare (o ordinariato castrense) è una Circoscrizione personale della Chiesa cattolica, non organizzata su base territoriale ma funzionale, che ha come compito di fornire assistenza spirituale ai fedeli cattolici presenti nelle forze armate.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'esigenza di provvedere all'assistenza spirituale dei militari cristiani ha antiche origini: sin dai tempi di Carlo Magno (VII-VIII secolo) divenne usuale la presenza di sacerdoti al fianco dei combattenti. Al vertice del corpo di sacerdoti e diaconi vi era un Cappellano Maggiore (o Vicario castrense, da castrum). Inizialmente dipendenti dal vescovo locale, con il passare dei secoli i cappellani militari divennero sempre più autonomi (in Spagna dal 1571, in Austria dal 1720, in Piemonte nel 1733). [1]
In Italia, dopo la Presa di Roma, i cappellani militari, a causa dei difficili rapporti con la Santa Sede, furono progressivamente ridotti fino alla completa scomparsa nel 1878.[1]
La situazione mutò a seguito della circolare firmata dal generale Luigi Cadorna il 12 aprile 1915, nell'imminenza dell'entrata dell'Italia nella Prima guerra mondiale. Il provvedimento sanciva il ripristino dei cappellani militari e stabiliva l'assegnazione di un sacerdote per ogni reggimento e corpo del regio esercito. Successivamente, un decreto della Congregazione per i vescovi del 1º giugno 1915 istituì la figura del vescovo di campo, ponendolo al vertice di tutti i cappellani militari d'Italia. Nuovamente soppressa l'organizzazione castrense nel 1922, il 6 marzo 1925 fu eretto l'Ordinariato militare per l'Italia, con Decreto della Congregazione per i vescovi e approvato dalla legge italiana n. 417 dell'11 marzo 1926, assegnando ad esso il Servizio di Assistenza Spirituale nelle forze armate. Nel 1986 Papa Giovanni Paolo II, con la Costituzione Apostolica Spirituali militum curae, ha elevato le organizzazioni castrensi a peculiari circoscrizioni ecclesiastiche, assimilate a diocesi, con statuti propri.

Struttura e funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Le funzioni degli ordinariati militari furono regolamentate da Papa Giovanni Paolo II con la costituzione apostolica Spirituali militum curae (La cura spirituale dei soldati), pubblicata il 21 aprile 1986.

Nel suo primo articolo si afferma che essi sono equiparati alle diocesi; quindi ogni statuizione prevista nei documenti magisteriali per la regolamentazione delle diocesi deve essere estesa, con gli opportuni adattamenti, anche agli ordinariati militari.

Gli adattamenti sono dovuti al fatto che le diocesi sono definite esclusivamente dal loro territorio, per cui comprendono tutti i fedeli cattolici che dimorano in tale territorio; gli ordinariati militari invece comprendono solo i militari cattolici che dimorano nel loro territorio. L'ordinariato militare è guidato da un vescovo (ordinario militare), che ha giurisdizione ecclesiastica sui cappellani militari, su tutti i militari di religione cattolica ed i loro parenti conviventi, sul personale di servizio.

Questa particolare istituzione è stata ritenuta necessaria nell'ambito della Chiesa dalla considerazione che i militari e quanti abitano con loro conducono una vita in un certo modo segregata, nella quale il normale ricorso ai sacramenti e alla vita ecclesiale sarebbe ostacolato. A seconda dei Paesi, il clero può essere proprio dell'ordinariato (attraverso la loro incardinazione) o appartenere ad altre diocesi o ad un ordine religioso.
In alcuni Paesi il vescovo e i sacerdoti vengono arruolati a tutti gli effetti nelle forze armate e hanno gradi da ufficiale. La nomina dell'ordinario spetta al Papa ma solitamente deve essere ratificata dal governo del Paese.

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Americhe[modifica | modifica wikitesto]

Africa[modifica | modifica wikitesto]

Asia[modifica | modifica wikitesto]

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Oceania[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Cristina Siccardi, I «soldati di Dio» in Radici cristiane, marzo 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]