Missione sui iuris

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La missione sui iuris è la forma più embrionale di chiesa particolare nella Chiesa cattolica. Si tratta di un territorio in zona di missione, dove il Cristianesimo non è per niente radicato, perché il lavoro missionario è ancora nella sua fase iniziale, detta implantatio Ecclesiae (un'espressione latina che significa: "piantare la Chiesa" in una zona dove essa non è presente).

Nella terra di missione ancora non esistono parrocchie, ma solo cappelle e piccole comunità; non esistono preti diocesani, ma solo missionari venuti da fuori; non esiste vescovo, né diocesi, né curia diocesana, ma solo un lavoro di coordinamento tra i missionari presenti.

Quando una missione diventa sui iuris (cioè: "di diritto proprio"), essa inizia appena ad avere una qualche autonomia e una prima forma di struttura; la sua guida viene affidata ad uno dei preti missionari. Con il passare del tempo e il crescere delle comunità essa potrà poi diventare prefettura apostolica, vicariato apostolico e da ultimo diocesi.

Le missioni sui iuris sono state introdotte nella giurisdizione ecclesiastica con il decreto Excelsum del 12 settembre 1896.[1]

Le seguenti sono le missioni sui iuris attualmente presenti, sono tutte di rito romano:

Note [modifica]

  1. ^ John P. Beal et al., op. cit., p. 508

Bibliografia [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]