Antiochia

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Antiochia
il belediyesi
Antakya
Antiochia – Veduta
Localizzazione
Stato Turchia Turchia
Regione Mar Mediterraneo
Provincia Hatay
Distretto Antiochia
Territorio
Coordinate 36°12′N 36°09′E / 36.2°N 36.15°E36.2; 36.15 (Antiochia)Coordinate: 36°12′N 36°09′E / 36.2°N 36.15°E36.2; 36.15 (Antiochia)
Altitudine 85 m s.l.m.
Abitanti 347 974 (2013)
Altre informazioni
Lingue Turco
Cod. postale 31000
Prefisso +90326
Fuso orario UTC+2
Targa 31
Cartografia
Mappa di localizzazione: Turchia
Antiochia
Sito istituzionale
Antiochia di Siria in una stampa del 1866.

Antiochia (turco: Antakya; greco: Αντιόχεια; in arabo: انتاكيّة,, Antākiyyah, anticamente Antiochia di Siria) è una città della Turchia, sulle rive del fiume Oronte, poco lontana dalla sua foce nella parte nord-orientale del Mare Mediterraneo e poco distante dalla frontiera con la odierna Siria. È il capoluogo della provincia di Hatay.

Anticamente fu una delle più grandi metropoli del mondo antico, a partire almeno dall'epoca ellenistica e lo fu per molti secoli ancora, quando, con Roma, Alessandria d'Egitto, Efeso e Capua rappresentava uno dei più grandi centri commerciali e culturali del mondo antico. Distrutta dal terremoto del 525 e conquistata dai persiani nel 540 subì da allora un lento declino, che ridimensionò notevolmente la sua importanza. Oggi conta circa 200 000 abitanti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Greci e Romani[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Antiochia di Siria.
« Ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati Cristiani. »   (Atti 11,26)

Fu fondata all'incirca nel 300 a.C. da Seleuco I Nicatore, uno dei generali di Alessandro Magno e per più di due secoli fu la capitale del Regno dei Seleucidi. Seleuco gli diede questo nome in onore del proprio padre Antioco. Nel 64 a.C. Pompeo conquistò la regione e costituì la provincia romana della Siria; di essa Antiochia divenne la capitale.

La città dal 47 al 55 circa vide le prime predicazioni cristiane dell'apostolo delle genti, Paolo di Tarso. Dei luoghi della predicazione di Pietro e Paolo è rimasta la grotta che, secondo la tradizione, li vedeva radunarsi per la celebrazione dell'eucaristia. Con la diffusione del Cristianesimo, iniziata da san Barnaba, Antiochia divenne la sede di uno dei quattro patriarcati iniziali, insieme a Gerusalemme, Alessandria e Roma. Come città dell'Impero Romano essa prosperò fino al V secolo e vide crescere la sua popolazione fino a circa 500.000 abitanti.
La metropoli, abbellita da monumenti e templi, si arricchì di marmi pregiati e, fin dal I secolo, venne annoverata fra le città più prospere e importanti dell'Impero e la terza per popolazione, dopo Roma e Alessandria.
Numerosi furono gli imperatori che vi eressero varie opere, a cominciare da Caligola, che ricostruì ed ingrandì il foro, fino ad Aureliano che, tornato dalla guerra contro la regina Zenobia di Palmira, altra ricchissima città, aveva sostato in città ed aveva deciso di abbellirla.
Essa però dovette provare anche gravi terremoti e incendi. Posta in una zona ad elevata sismicità, la causa principale della quasi totale scomparsa della presenza romana in città furono i numerosi terremoti che la colpirono. Morì ad Antiochia colpito da una malattia l'imperatore Marco Ulpio Traiano nell'anno 117 d.C., tornato dalla mastodontica campagna militare che lo vide impegnato nella conquista della Mesopotamia. Nel corso del III secolo, la città fu assediata ed occupata in due differenti circostanze dalle forze sasanidi di Sapore I, nel 252/253 e nel 260.

In età romana nacquero ad Antiochia (IV secolo) il rètore Libanio e il massimo storico latino della tarda antichità, Ammiano Marcellino.

Tra Bisanzio, la Persia e gli Arabi[modifica | modifica sorgente]

Nel 540 fu occupata pr breve tempo dai Persiani sasanidi e quindi ripresa dai Bizantini. Nel 636 venne conquistata dal califfato arabo degli Omayyadi, e divenne una città araba, ma decadde d'importanza.

Riconquistata dall'imperatore bizantino Niceforo II Foca nel 969, divenne un baluardo fortificato contro gli attacchi dei Turchi Selgiuchidi.

Dominazione turca[modifica | modifica sorgente]

I Turchi però riuscirono ad occuparla nel 1085. Nel 1098 fu presa dai Crociati nel corso della prima Crociata, strappandola a Yaghisiyan e divenne un Principato normanno sotto Boemondo di Taranto. Il principato d'Antiochia divenne nel corso del XII secolo uno stato vassallo dell'impero bizantino.

Nel 1268 fu catturata da Baybars, sultano dei Mamelucchi, che la rovinò a tal punto che non riuscì più ad essere una grande città, tanto che il suo ruolo regionale venne assunto dalla città portuale di Alessandretta, in turco Iskenderun.

Nel 1517 fu conquistata dai Turchi ottomani e divenne parte dell'Impero ottomano fino alla fine della Prima guerra mondiale. Sebbene appartenesse geograficamente allo Stato di Siria, con un referendum la provincia scelse di entrare a far parte della moderna Turchia. Nonostante ciò sopravvive nella città un forte sentimento irredentista siriano.

Persone legate ad Antiochia[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Glanville Downey (1974): A History of Antioch in Syria
  • Sheila Campbell (1988): The Mosaics of Antioch

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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