Ecumene

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Una rappresentazione quattrocentesca a stampa della descrizione dell'Ecumene fatta da Tolomeo (incisione di Johannes Schnitzer del 1482).

Il termine Ecumene (anche oikoumene) deriva dal greco οἰκουμένη, participio medio passivo del verbo οἰκέω, "abitare": οἰκουμένη (γῆ) indicava la porzione di Terra conosciuta e abitata dall'uomo, per cui l'ecumene è "la casa dove tutti viviamo". Il termine, con il trascorrere del tempo ha assunto due valenze, una prima valenza geografica di descrizione del mondo conosciuto e una filosofico-religiosa di appartenenza un gruppo particolarmente attento a una fede o a una teoria filosofica.

L'opposto di ecumène è ἔρημος (érēmos).

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

L'ecumene secondo Ecateo di Mileto.
L'ecumene come probabilmente immaginato da Erodoto.
Mappa dell'ecumene basata sulla Γεωγραφικά di Strabone.

Fin dall'antichità il termine ha definito il territorio conosciuto ed esplorato dai geografi, dai mercanti e anche, dagli avventurieri, che con i loro "viaggi per mare", ed l'esplorazione delle terre, grazie ai periploi, ovvero navigazioni sottocosta, hanno apportato nuove notizie riguardanti popoli ed etnie.

Anassimandro, Ecateo, Erodoto[modifica | modifica wikitesto]

Il primo a redigere una carta dell'Ecumene è stato Anassimandro di Mileto, (ca 610 a.C. – ca 546 a.C.), allievo di Talete (640 a.C./624 a.C. – ca 547 a.C.). Successivamente un suo concittadino, Ecateo di Mileto, rappresentò l'Ecumene all'interno di un cerchio, rappresentando l'Europa, l'Asia e la Libia circondati dal fiume Oceano. A nord vi collocò il mitico popolo degli Iperborei, contrapposto nel settore meridionale dagli Ipernoti. Nel V secolo a.C., Erodoto, (484 a.C.425 a.C.), il padre della storia, redasse una nuova rappresentazione dell'Ecumene, ma egli la immaginava di forma quadrangolare, e non più circolare.

L'Ecumene in età ellenistica[modifica | modifica wikitesto]

Eratostene[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente in età ellenistica, grazie ai traguardi dell'astronomia e geometria, il genio di un geografo di nome Eratostene, (276 a.C. - 194 a.C.), riuscì a calcolare la circonferenza della Terra, osservando il Sole nel giorno del solstizio d'estate, alla stessa ora, ad Alessandria d'Egitto e ad Assuan dove il sole raggiungeva lo zenit.

Polibio[modifica | modifica wikitesto]

Sempre nello stesso periodo lo storico greco Polibio (ca 203 a.C. - 120 a.C.), inviato a Roma come ostaggio ed entrato nell'ambiente sociale e culturale degli Scipioni diventando amico e collaboratore di Scipione Emiliano, scrisse le sue Storie nell'intento di spiegare "come Roma fosse riuscita, in meno di 53 anni", a diventare padrona dell'"ecumene". Polibio intendeva il mondo conosciuto e "abitato o percorso dai greci", al di fuori del quale esistevano solo i "barbari". Però Polibio non si limitò alla storia; per ottenere informazioni di prima mano sui siti storici affrontò occasionali lunghi viaggi nelle terre bagnate dal Mediterraneo, allargando le cognizioni dell'ecumene geografico alle terre dell'occidente, ancora poco conosciute in Grecia.

Strabone[modifica | modifica wikitesto]

In eta augustea, l'opera Geografia di Strabone di Apamea, (58 a.C. – ca 21/25 d.C.), allargò ulteriormente la conoscenza dell'ecumene, riportando anche le credenze e le informazioni raccolte dai suoi predecessori. Con questo ci fornì, oltre alle indicazioni personali, anche la possibilità di comparare la visione che precedentemente si aveva della conformazione del mondo.

Religione e filosofia[modifica | modifica wikitesto]

Nella filosofia e nella religione ecumene è lo stato metafisico di descrizione di tutta la vita passata, presente e futura (ma non uno stato comune di unificazione religiosa o culturale o di coesistenza).

L'ontologia dell'ecumene è distinta dal multiculturalismo o dal pluralismo religioso anche se può contenere elementi dell'uno o dell'altro o di entrambi. Tipicamente vi è un singolo dominante usato come punto di riferimento per tutto il resto. Questo singolo centro è spirituale e riservato alla divinità. In questo senso Ecumene, "la casa dove tutti viviamo" è uno stato filosofico di essere ciò che comprende chi visse nel passato, che vive nel presente e che potrà vivere nel futuro.[1]

Esempi di ecumene religiosa:

Esempi di ecumene sociale:

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

L'ecumene è utilizzato in varie opere di fantasia di diversi autori.

In una serie di romanzi di una autrice di fantascienza, Ursula K. Le Guin, l'Ecumene (o Ekumene) rappresenta la Lega dei Mondi, ossia un'alleanza tra pianeti posti a distanze immense, tra loro collegati attraverso il volo di astronavi iper-luce e comunicanti attraverso l'ansible, un apparecchio che sfrutta la deformazione gravitazionale dello spazio-tempo. La serie di romanzi è infatti nota come Ciclo dell'Ecumene.

Nella fantasia dell'autrice viene pertanto conservato il significato originario del termine, riunendone ambo le versioni, quella geografica, sebbene adattata alla sua visione fantastica del futuro del territorio conosciuto dall'umanità, e dunque ben oltre il globo terrestre; e quella più filosofica, in riferimento alla natura pacifica e benigna che accomuna i popoli abitanti i mondi tra loro legati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ecumenics: The Necessity for Ecumenics in the Process Theory of the Liberal Arts & Sciences, Anastasios Zavales, Secretary General, Ecumenics International, NY USA.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]