Lingua pontica
| Storia della lingua greca (vedi anche: alfabeto greco) |
| Proto-greco
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| Miceneo (1600–1100 a.C. circa)
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| Greco antico (800–330 a.C. circa) dialetti: eolico, arcado-cipriota, attico-ionico, dorico, nord-occidentale, locrese, panfilio; dialetto siceliota, lingua omerica. |
| Koinè greca (330 a.C.–330 circa)*
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| Greco medievale (330–1453)
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| Greco moderno (dal 1453) dialetti: cappadocico, cretese, cipriota, demotico, italiota (greco-calabro, griko), katharevousa, pontico, tsakonico, ievanico
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La lingua pontica (codice ISO 639-3 pnt) è una lingua greca in origine parlata sulle rive del Mar Nero, l'antico Ponto.
Il pontico deriva dal greco attico, con influenze del greco bizantino, del turco e in minor misura del persiano e di varie lingue caucasiche.
La colonizzazione greca delle coste del Mar Nero risale all'antichità ma, dopo la scomparsa dell'Impero bizantino, i greci del Ponto sono rimasti isolati per secoli e la loro lingua si è evoluta indipendentemente, tanto che pontico e greco moderno non sono più mutuamente comprensibili.
Parlato in origine sulle coste meridionali del Mar Nero, nel XVIII e XIX secolo i pontici migrarono sulle coste settentrionali e orientali, in quello che allora costituiva l'Impero russo.
Secondo Ethnologue, la lingua pontica oggi dovrebbe essere parlata da un totale di circa 325.000 persone, 200.000 delle quali si trovano in Grecia (discendenti dei profughi dell'Asia Minore). Il pontico è ancora parlato in alcuni villaggi nei dintorni di Trebisonda. Il pontico, sempre secondo Ethnologue, sarebbe parlato anche da minoranze in Georgia, Russia, Kazakistan, Azerbaijan, ma anche in USA e in Canada.
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