Ahmed III

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Ahmed III
III. Ahmet.jpg
Sultano dell'Impero Ottomano
In carica 1703 –
1730
Predecessore Mustafa II
Successore Mahmud I
Nome completo Aḥmed-i sālis
Nascita Istanbul, 30 dicembre 1673
Morte Istanbul, 1 luglio 1736
Dinastia ottomana
Padre Mehmet IV
Firma Tughra of Ahmed III.JPG

Ahmed III (in turco ottomano: احمد ثالث Aḥmed-i sālis; Istanbul, 30 dicembre 1673Istanbul, 1 luglio 1736) fu sultano dell'Impero ottomano dal 1703 al 1730.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ahmed era uno dei figli di Mehmet IV e salì al trono dopo che il fratello Mustafa II era stato deposto.

A seguito dell’atteggiamento minaccioso della Russia egli intensificò i rapporti con l'Inghilterra. Nel settembre del 1709 Ahmed dette asilo a Carlo XII di Svezia (ed all'atamano Ivan Mazeppa suo alleato) dopo la sconfitta subita da questi ultimi a Poltava (29 giugno 1709). Costretto anche per questo alla guerra contro la Russia, giunse ad una vittoria decisiva contro l'avversario costringendo Pietro il Grande a firmare il 23 luglio 1711 la pace del Prut con la quale l’Impero ottomano ottenne la restituzione della fortezza di Azov e l’impegno della Russia a non interferire più nelle vicende interne della Polonia.[1]

Nel 1715 Ahmed sottrasse alla Repubblica di Venezia la Morea, nella penisola greca del Peloponneso. Ciò portò alle ostilità contro l’Austria, che di Venezia era alleata. I turchi guidati dal Gran visir Damad Alì, si avvicinarono con un esercito di oltre 100.000 uomini alle postazioni del principe Eugenio di Savoia, comandante delle truppe austriache, nei pressi di Petervaradino e cominciano l'accerchiamento ma il 5 agosto 1716 furono sconfitti pesantemente. Nel resto dell'anno i Turchi persero il Banato e la fortezza di Temesvar (14 ottobre 1716).

L'anno successivo, il 16 agosto 1717, sempre per opera del principe Eugenio, Belgrado cadde in mano austriaca. Il 2 luglio 1718 venne firmata la pace di Passarowitz, con la quale l'Austria ottenne, a spese dell'impero ottomano, il Banato, Belgrado e la Serbia settentrionale, la Valacchia ed altri territori circostanti ma l'Impero Ottomano riuscì a conservare la Morea.

Una successiva guerra contro la Persia condusse all’occupazione di una parte di nuovi territori ma una rivolta dei giannizzeri, guidata dall’albanese Patrona Halil, che incitarono la popolazione a ribellarsi contro il sovrano in nome delle tradizioni ottomane, portò nel 1730 alla deposizione di Ahmed, sostituito dal nipote Mahmud I (1696 – 1754), nel cui palazzo Ahmed fu confinato fino alla sua morte.

Ahmed e le riforme[modifica | modifica sorgente]

Illustrazione dal Surname-i Vehbi, un libro sui festeggiamenti per la circoncisione di tre figli del Sultano. (XVIII sec.)

Ahmed tentò di attuare rifome che avrebbero portato l'Impero ad un livello culturale ed amministrativo molto vicino a quello delle potenze europee. Favorì la presenza di insegnanti di filosofia e di scienza provenienti dall'Europa.

Inviò i suoi ambasciatori nei più vivaci centri di cultura europei affinché apprendessero e riportassero nell'Impero le nuove dottrine umanistiche e scientifiche che andavano diffondendosi in quel periodo. Furono inoltre costruite numerose biblioteche in tutto l'Impero, fra cui una nello stesso palazzo di Topkapi, che ancora oggi porta il nome di Ahmed III.

Nel 1727 Ahmed acconsentì all'installazione della prima tipografia, essendo stato fino ad allora vietata, nell'impero ottomano, la stampa. La riforma dell'esercito fu invece affidata al generale francese Claude Alexandre, conte di Bonneval, che, dopo aver combattuto sia per la Francia che per l'Austria, offrì i suoi servigi ad Ahmed III che accettò, lo nominò pascià e gli affidò l'incarico di riformare l'esercito, in particolare l'artiglieria.[2]

Il regno di Ahmed III viene definito come Periodo dei Tulipani. Ma questa breve ripresa dell'antico splendore ottomano fu presto ostacolata dai Giannizzeri, che vedevano in questa occidentalizzazione dell'Impero un pericolo per la loro privilegiata posizione amministrativa e gerarchica.

Matrimoni e figli[modifica | modifica sorgente]

Ahmed III sposò Aminā (Emine) Mihr-î-Mâh Sultan, e Râbi'a Sermi Sultan. Dalla prima moglie egli ebbe Mustafa III e dalla seconda Abdul Hamid I.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La mitezza delle condizioni imposte ai russi nonostante la schiacciante vittoria turca scatenò violente reazioni a Costantinopoli, che per poco non portarono alla ripresa delle ostilità.
  2. ^ Il Bonneval si convertì all'Islam e prese il nome di Humbaracı Ahmet Pascià.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Questo libro è citato continuamente nel libro "Il mio nome è Rosso" di Orhan Pamuk (premio Nobel turco per la letteratura), dalla cui trama si evince che era un capolavoro di miniature di rara bellezza, opera di vari miniaturisti, decoratori, doratori, disegnatori, ecc. per la gloria del sultano.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Sultano ottomano Successore Ottoman flag.svg
Mustafa II 17031730 Mahmud I
Predecessore Califfo dell'Islam Successore Flag of the Ottoman Caliphate.svg
Mustafa II 17031730 Mahmud I

Controllo di autorità VIAF: 290225144 LCCN: n79084711