Bayezid I

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Bayezid I
Bayezid I
Il sultano Bajazet I
sultano
In carica 1389 –
1402
Predecessore Murad I
Successore Interregno ottomano

Bayezid I , anche detto Beyazit (in turco soprannominato Yıldırım, dove Yıldırım - ییلدیرم - significa in ottomano "Folgore" o "la folgore"; 1354febbraio 1403[1]) fu sultano dell'Impero ottomano dal 1389 fino al 1402.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Murad I e di Gülçiçek "Fior di Rosa" Khatun, ascese al trono dopo la morte del padre nella prima battaglia di Kosovo Polje e appena fu incoronato fece strangolare il fratello più giovane Yakub per impedirgli di organizzare un colpo di Stato.

Si guadagnò il suo soprannome Yildirim ("La Folgore") nel 1386, dopo la vittoria sul Beilikato di Karaman.

Nel 1390 affrontò la minaccia ungherese che proveniva da nord, i serbi acconsentirono a diventare i vassalli dell'Impero ottomano, e Bayazid I prese in moglie Olivera Despina, che era la figlia del principe Lazar di Serbia: con questo matrimonio permise alla sua prole di esigere la Serbia come privilegio dinastico. Riconobbe Stefano Lazarević, il figlio di Lazar come nuovo Re della Serbia, con un'autonomia considerevole.

Nel 1394 Bayezid attraversò il fiume Danubio, conducendo con sé un grande esercito, e attaccò la Valacchia, che a quel tempo era governata da Mircea il Vecchio. Gli ottomani erano quattro volte superiori di numero in confronto ai Valacchi, ma il 10 ottobre 1394, nella battaglia di Rovine, i Valacchi ebbero la meglio, l'esercito di Bayezid fu decimato, e quest'ultimo dovette ritirarsi e tornare al di là del Danubio con i resti della sua armata.

Nel 1391 Bayezid assediò Costantinopoli, che era la capitale dell'ormai decadente Impero bizantino. Su richiesta dell'Imperatore bizantino Giovanni V Paleologo una nuova crociata era stata organizzata per sconfiggere Bayezid I. Nel 1396 i crociati si misero in marcia, guidati dal re ungherese e futuro imperatore germanico (nel 1410) Sigismondo, ma furono sconfitti nella battaglia di Nicopoli. Per festeggiare questa vittoria Bayezid costruì la magnifica "Grande Moschea" (Ulu Camii) a Bursa.

Quindi, l'assedio di Costantinopoli continuò, e durò fino al 1401. L'Imperatore Giovanni V lasciò la città in cerca di aiuto. La salvezza di Costantinopoli arrivò grazie a un'inattesa dichiarazione di guerra dei Mongoli all'Impero ottomano.

Stanisław Chlebowski, Bayezid prigioniero di Tamerlano, 1878, olio su tela, Leopoli, Galleria d'Arte.

Nel 1400, Tamerlano, capo dei Turco-Mongoli del "Mā warāʾ al-nahr" (Transoxiana), aveva sottomesso i regni locali che erano stati conquistati dagli ottomani, e li unì in una lega contro Bayezid. Il 28 luglio del 1402, nella battaglia di Ankara, Bayezid e il suo esercito furono sconfitti, e quest'ultimo fu catturato da Tamerlano. I figli di Bayezid I fuggirono in Serbia, dove rimasero fino alla morte di Tamerlano. Alcune fonti coeve sostengono che Tamerlano rinchiuse Bayezid in una gabbia come un trofeo. Inoltre, ci sono molti aneddoti circa la prigionia di Bayezid, compreso uno che narra come Tamerlano lo avesse usato come poggiapiedi;[2] in un altro si narra che Tamerlano abbia fatto danzare la moglie di Bayezid nuda di fronte alla sua corte. Tuttavia, queste voci sono ritenute false, mentre i cronisti della corte di Tamerlano narrano che Bayezid I fu trattato bene e che Tamerlano pianse persino la sua morte. Inoltre, Tamerlano aveva pensato di ristabilire Bayezid I sul trono dell'Impero ottomano, notizia verosimile se si guarda all'atteggiamento da lui tenuto nei confronti di altri capi sconfitti.

Un anno dopo essere stato catturato, Bayezid morì: alcuni resoconti narrano che egli si sia suicidato fracassando la testa contro le sbarre di ferro della sua gabbia, altri invece sostennero che aveva assunto il veleno che si trovava nel suo anello.

Matrimoni[modifica | modifica sorgente]

Figli[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Antonio Vivaldi scrisse nel 1735 l'opera Bajazet, nota anche come Il Tamerlano, ispirandosi alla vicenda della prigionia del sultano presso il sovrano turco-mongolo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ducas, op. cit., XXII [7].
  2. ^ voce che era corsa già a proposito di Valeriano, catturato da Sapore

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Sultano ottomano Successore
Murad I 1389-1402 Interregno ottomano

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