Enrico III di Castiglia

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Enrico III
Ritratto di Enrico III di Trastámara
Ritratto di Enrico III di Trastámara
Re di Castiglia
In carica 1390 - 1406
Predecessore Giovanni I di Trastamara
Successore Giovanni II di Trastamara
Nome completo Enrico
Altri titoli re del León
Nascita Burgos, 4 ottobre 1379
Morte Toledo, 25 dicembre 1406
Casa reale Trastamara
Padre Giovanni I
Madre Eleonora d'Aragona
Consorte Caterina di Lancaster
Figli Maria
Caterina e
Giovanni

Enrico di Trastámara, detto Enrico l'Infermo (el Doliente). Enrique in spagnolo e in asturiano, Enric in catalano, Henrique in portoghese, in galiziano e in aragonese e Henrike in basco, Henri in francese, Henry in inglese, Heinrich in tedesco e Hendrik in fiammingo, Henricus in latino (Burgos, 4 ottobre 1379Toledo, 25 dicembre 1406), fu re di Castiglia e León dal 1390 al 1406. Fu il terzo monarca della casa dei Trastamara a sedere sul trono di Castiglia e León.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Enrico era il figlio primogenito del re di Castiglia e León, Giovanni I di Trastamara e della sua prima moglie, Eleonora d'Aragona.[1] [2][3][4][5]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Enrico III rappresentato in una Vetrata colorata dell'Alcázar di Segovia

Nel 1381, suo padre lo nominò alfiere maggiore di Castiglia[2]

Suo padre, Giovanni, dopo aver contenuto l'attacco anglo-portoghese in Galizia, del 1387, col trattato di pace siglato, a Bayonne, nel luglio 1388[2], propose a Giovanni di Gand, duca di Lancaster, figlio di Edoardo III d'Inghilterra e zio del re d'Inghilterra, Riccardo II, aspirante al trono di Castiglia perché marito della figlia di Pietro I di Castiglia, Costanza, una pace onorevole per entrambi i contendenti: stabiliva, oltre a una tregua col Portogallo della durata di tre anni, un cospicuo indennizzo al duca di Lancaster, per le spese sostenute, il matrimonio tra la figlia di Giovanni di Gand, Caterina di Lancaster, e l'erede al trono di Castiglia, Enrico[2], ristabilendo così la legittimità della dinastia dei Trastámara, sul trono di Castiglia.
L'impegno di matrimonio fu confermato a Palencia, nel settembre di quello stesso anno[2] e nello stesso giorno, Enrico fu creato principe delle Asturie, titolo che contrassegnava l'erede al trono di Castiglia e da quella data fu mantenuto sino ai giorni nostri.

Regno di Castiglia e León
Casa di Trastámara

Arms of the Crown Castile with the Royal Crest.svg

Enrico III
Sepolcro di Enrico III nella cappella della Cattedrale di Toledo

Nel 1390, all'improvvisa morte del padre, Enrico divenne re sotto la guida di un consiglio di reggenza, guidato da Juan García Manrique Arcivescovo di Santiago de Compostela[2].
Gli anni della reggenza, che furono piuttosto tumultuosi perché i reggenti, divisi in due fazioni nemiche, litigavano tra loro, rendendo instabile il governo del regno, terminarono, il 2 agosto 1393, quando Enrico fu dichiarato maggiorenne[2] e assunse il potere effettivo.

Nel febbraio del 1393, era stato celebrato, nella cattedrale di Madrid, matrimonio tra Enrico e Caterina di Lancaster[2], figlia del duca di Lancaster, Giovanni di Gand[6] e della sua seconda moglie, Costanza di Castiglia[7] che aveva posto ufficialmente fine ai contrasti tra la casa di Trastámara e i discendenti di Pietro il Crudele.
Con questa abile politica il regno di Castiglia, approfittando della tregua, nella guerra dei cento anni, si avvicinò al regno di Inghilterra, senza rompere gli ottimi rapporti della casa di Trastámara col regno di Francia, che duravano da circa cinquanta anni[2].
Questa politica portò ad un miglioramento del commercio marittimo castigliano, lungo il canale della Manica, che arrivò sino al porto di Bruges[2].

Nello stesso anno, Enrico III rinnovò la tregua col regno del Portogallo che era scaduta da tre anni con una nuova tregua di quindici anni, ma nel 1396, le ostilità ripresero (Enrico III dovette respingere un'invasione da parte dei portoghesi che avevano occupato Badajoz, nel mese di maggio, come rivincita per l'incendio di Viseu operato dalle truppe castigliane di Ruy López Dávalos[2]) e, dopo qualche anno, il 15 agosto del 1402, siglò, con Giovanni I del Portogallo, una nuova tregua decennale[2] (la pace definitiva per questa guerra, iniziata, nel 1383, per la successione al trono portoghese, fu firmata, nel 1411, da suo fratello, Ferdinando, reggente per conto di suo figlio, Giovanni II e da Giovanni I del Portogallo).

Nel 1394, dopo la morte dell'antipapa Clemente VII, approvò l'elezione del valenciano, Pedro Martínez de Luna, antipapa Benedetto XIII, e lo sostenne nelle sue pretese al soglio pontificio.

Pacificò la nobiltà e restaurò il potere regale, derogando i privilegi concessi dal padre alle Cortes, appoggiandosi alla piccola nobiltà e contrastando soprattutto i nobili più vicini alla corona, quali i parenti, come la zia, la moglie del re di Navarra, Carlo III il Nobile, Eleonora Enriquez, che, dopo aver complottato durante il periodo del consiglio di reggenza, si era alleata col fratellastro Federico Enriquez (?-1394), duca di Benavente, ed il cugino Pietro Fadriquez, conte di Trastamara, per contrastare il nipote, Enrico III[2].
Allora Enrico III, verso la metà del 1394, la strinse d'assedio nel castello di Roa[2], dove aveva riunito i suoi seguaci, costringendola ad arrendersi[2].
Nel febbraio del 1395, infine, Enrico III costrinse Eleonora a ritornare in Navarra dal marito, mentre confiscava le terre degli altri congiurati[2].

Enrico III migliorò le condizioni di vita degli Ebrei, che nel 1391, durante la reggenza, avevano dovuto subire una dura persecuzione, promulgando vari editti che proibivano le persecuzioni degli Ebrei.

Durante il suo regno, Enrico III, dopo un primo contatto, nel 1393, della flotta castiglianacon le Isole Canarie[2], iniziò la colonizzazione delle isole, nel 1402, inviando ad esplorarle il navigatore francese, Giovanni di Béthencourt.
Riprese la campagna militare contro i Mori del Regno di Granada, ottenendo l'importante vittoria di Collejares, nelle vicinanze d'Úbeda (1406).
Infine inviò due ambasciate a Tamerlano, la prima guidata da Hernán Sánchez de Palazuelos e la seconda da Ruy González de Clavijo. Di questa seconda si ha la relazione, raccolta in un libro: la Embajada a Tamorlán
Enrico III diede inizio a diverse costruzioni a Madrid tra cui il palazzo del Prado ed il palazzo Miraflores, a Burgos[2].

Di salute malferma, Enrico III, negli ultimi anni della sua breve vita, dopo aver affrontato un ultimo ostacolo, la peste del 1401[2], dovette delegare parte del suo potere al fratello Ferdinando di Antequera, il futuro Ferdinando I di Aragona, che alla sua morte sarebbe diventato, insieme alla moglie di Enrico III, Caterina di Lancaster, anche reggente durante la minore età del figlio e successore Giovanni II.

Enrico III morì a Toledo, nel dicembre 1406, mentre stava preparando una nuova campagna contro i Mori del Sultanato di Granada[2], avendo dichiarato guerra a Muhammad VII della dinastia dei Nasridi, che aveva occupato il castello di Ayamonte[2].
Fu tumulato nella cappella della Cattedrale di Toledo[2], dove sarà raggiunto (1418) dalla moglie Caterina, accanto al padre Giovanni I ed al nonno Enrico II, che la cappella aveva fatto costruire vicino all'altra Cappella funeraria detta dei re Vecchi, in cui erano sepolti il padre ed il nonno di Enrico II, Alfonso XI e Sancho IV.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Enrico da Caterina ebbe tre figli:[2][3][4][8]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Eleonora d'Aragona era la figlia terzogenita e unica femmina del re di Aragona, di Valencia, di Maiorca,di Sardegna e di Corsica e Conte di Barcellona e delle altre contee catalane Pietro IV il Cerimonioso (1319-1387), e della sua terza moglie, Eleonora di Sicilia.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w (EN) Reali di Castiglia
  3. ^ a b (EN) Casa d'Ivrea- genealogy
  4. ^ a b (EN) Enrico III di Trastamara PEDIGREE
  5. ^ (DE) Giovanni I di Castiglia genealogie mittelalter
  6. ^ Giovanni di Gand era il figlio quartogenito maschio del re d'Inghilterra e duca d'Aquitania Edoardo III e di Filippa di Hainaut.
  7. ^ Costanza di Castiglia era la figlia di Pietro I il Crudele e della sua amante, che aveva sposato in segreto, nel 1355, Maria di Padilla
  8. ^ (DE) Enrico III di Castiglia genealogie mittelalter

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Edgar Prestage, Il Portogallo nel medioevo, in Cambridge University Press - Storia del mondo medievale, vol. VII, pp. 576–610, Garzanti, 1999
  • Rafael Altamira, Spagna, 1412-1516, in Cambridge University Press - Storia del mondo medievale, vol. VII, pp. 546–575, Garzanti, 1999
  • Guillaume Mollat, I papi di Avignone e il grande scisma, in Cambridge University Press - Storia del mondo medievale, vol. VI, pp. 531–568, Garzanti, 1999

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Enrico III di Castiglia Padre:
Giovanni I di Castiglia
Nonno paterno:
Enrico II di Castiglia
Bisnonno paterno:
Alfonso XI di Castiglia
Trisnonno paterno:
Ferdinando IV di Castiglia
Trisnonna paterna:
Costanza del Portogallo
Bisnonna paterna:
Eleonora di Guzmán
Trisnonno paterno:
Pietro Núñez di Guzmán
Trisnonna paterna:
Giovanna Ponzia di León
Nonna paterna:
Giovanna Manuele
Bisnonno paterno:
Giovanni Manuele, duca di Peñafiel
Trisnonno paterno:
Giovanni Manuele di Villena
Trisnonna paterna:
Beatrice di Savoia
Bisnonna paterna:
Bianca Núñez de Lara
Trisnonno paterno:
Ferdinando della Cerda
Trisnonna paterna:
Juana Núñez de Lara
Madre:
Eleonora d'Aragona
Nonno materno:
Pietro IV di Aragona
Bisnonno materno:
Alfonso IV di Aragona
Trisnonno materno:
Giacomo II d'Aragona
Trisnonna materna:
Bianca di Napoli
Bisnonna materna:
Teresa d'Entença
Trisnonno materno:
Gombau d'Entença
Trisnonna materna:
Costanza d'Antillón
Nonna materna:
Eleonora di Sicilia
Bisnonno materno:
Pietro II di Sicilia
Trisnonno materno:
Federico III d'Aragona
Trisnonna materna:
Eleonora d'Angiò
Bisnonna materna:
Elisabetta di Carinzia
Trisnonno materno:
Ottone III del Tirolo
Trisnonna materna:
Eufemia di Slesia-Liegnitz

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Castiglia e León Successore Escudo de Castilla.png
Giovanni I 1390 - 1406 Giovanni II

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 18030460 LCCN: n96020325