Isabella di Trastámara

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Regno di Castiglia e León
Casa di Trastámara

Arms of the Crown Castile with the Royal Crest.svg

Isabella di Castiglia e Aragona

Isabella di Trastámara o Isabella d'Aragona e Castiglia (in catalano: Isabel d'Aragó i de Castella, in castigliano: Isabel de Aragón y Castilla o Isabel de Trastámara y Trastámara; Dueñas, 1 ottobre 1470Toledo, 24 agosto 1498) fu consorte dell'erede al trono del Portogallo dal 1490 al 1491, poi principessa delle Asturie e principessa di Girona e regina consorte del Portogallo dal 1497 al 1498.

Origine familiare[modifica | modifica sorgente]

Discendente dal casato di Trastámara, era la figlia primogenita del re di Sicilia ed erede al trono della corona d'Aragona e futuro re di Alta Navarra, Ferdinando II (unico figlio maschio nato dal duca di Peñafiel, re di Navarra e re della corona d'Aragona, Giovanni II e dalla sua seconda moglie Giovanna Enriquez, figlia dell'ammiraglio di Castiglia, signore di Medina de Rioseco e Conte di Melgar, Federico Enriquez) e dell'erede al trono di Castiglia e León, Isabella di Castiglia, figlia del re di Castiglia e León, Giovanni II e di Isabella del Portogallo, figlia di don Giovanni d'Aviz (figlio del re del Portogallo, Giovanni I del Portogallo e di sua moglie, Filippa di Lancaster), e di Isabella di Braganza, figlia del duca di Braganza, Alfonso, e di Beatriz Pereira de Alvim, l'unica figlia di Nuno Álvares Pereira, conestabile del regno e conte di Arraiolos, Barcelos e Ourém.

Infanzia[modifica | modifica sorgente]

Venne chiamata Isabella in onore della nonna materna,Isabella del Portogallo. Era una bambina dall'animo umile, ubbidiente e profondamente religiosa, per questo motivo fu la figlia prediletta dalla madre. Anzi, la regina la proponeva come modello da seguire all'altra sua figlia Giovanna, ribelle e umorale.

All'età di 10 anni, la piccola Isabella venne fidanzata all'erede al trono Alfonso d'Aviz e inviata in un convento per essere educata al suo futuro ruolo da regina.

Matrimoni[modifica | modifica sorgente]

Il 20 novembre 1490 furono celebrate le nozze per procura a Siviglia. Due giorni dopo gli sposi si incontrarono a Lisbona. In dicembre però una caduta da cavallo del principe rese Isabella vedova. Scioccata, fece ritorno dalla madre manifestando l'intenzione di farsi monaca e chiudersi in convento. Tuttavia il contratto di matrimonio prevedeva che, in caso di prematura morte di Alfonso, Isabella dovesse sposarsi con il suo successore; in questo caso era il cugino del morto: Emanuele di Braganza, il quale aveva ardentemente insistito per sposare l'infanta.

Emanuele si era invaghito di lei fin da quando giocavano insieme nel monastero in cui Isabella era stata mandata da bambina. Aveva inoltre conservato la sciarpa rossa che la principessa gli aveva donato dopo la vittoria riportata in un torneo combattuto in suo onore. Emanuele insistette per sette anni, finché i suoceri non acconsentirono alle nuove nozze con la condizione, imposta da Isabella di Castiglia, che il genero si impegnasse a convertire al cristianesimo gli ebrei che erano scappati in Portogallo dopo la cacciata dalla Spagna. Le nozze avvennero nel settembre 1497.

Erede al trono[modifica | modifica sorgente]

Lo stesso anno delle nozze, l'erede al trono di Castiglia e Aragona, l'infante malaticcio Giovanni, fratello di Isabella, morì. Per la sorella maggiore, già regina del Portogallo, si apriva quindi la successione ai troni dei genitori. Nella Primavera del 1498, Isabella ed Emanuele si recarono a Toledo dove le cortes castigliane, riunite nella cattedrale, giurarono fedeltà ai nuovi eredi al trono.

Più complicato fu l'assenso delle cortes aragonesi riunite a Saragozza: la corona d'Aragona infatti era sempre e soltanto passata ai figli maschi. Isabella però era incinta, quindi si decise di rinviare eventualmente la discussione dopo la nascita del bambino.

Discendenza e morte[modifica | modifica sorgente]

Isabella trascorse la gravidanza a Saragozza, spaventatissima e preda di attacchi isterici che rivolgeva furiosamente anche alla madre che cercava di tranquillizzarla: la ragazza infatti era convinta di non sopravvivere al parto e addirittura scrisse una lettera di addio al marito.

Il 24 agosto, alla presenza degli altri dignitari di corte, come era d'uso per la nascita di un erede al trono, Isabella diede alla luce un bambino e, un'ora dopo, spirò. Venne seppellita nella chiesa di Santa Isabella a Toledo.

Al piccolo erede al trono fu messo nome Michele della Pace ma morì nel 1500 lasciando erede la sorella di Isabella, Giovanna la Pazza.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Edgarda Ferri.Giovanna la pazza. Milano, Oscar Mondadori,1998. ISBN 88-04-44266-2
  • Altre notizie dalla corrispondente voce in lingua inglese.
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