Giovanni II di Aragona

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Corona Aragonese, Valenciana e Siciliana
Casa di Trastamara

Ferdinando I
Figli
   Alfonso (futuro Alfonso V d'Aragona, III di Valencia e I di Sicilia and Napoli)
   Maria (futura regina consorte di Castiglia e León)
   Giovanni (futuro Giovanni II of Aragona, Valencia e Navarra e I di Sicilia)
   Enrico (futuro Gran Maestro dell'Ordine di Santiago, conte di Villena, conte delle Asturie e duca di Alburquerque)
   Eleonora (futura regina consorte del Portogallo)
   Pietro (conte di Albuquerque e duca di Noto)
Alfonso V (III di Valencia e I di Sicilia and Napoli)
   Ferdinando I di Napoli (figlio naturale)
Giovanni II (I di Sicilia e II di Navarra)
Figli
   Carlo IV (re titolare del trono di Navarra)
   Bianca di Aragona (futura regina consorte di Castiglia e León)
   Eleonora (futura regina di Navarra)
   Ferdinando (futuro Ferdinando II d'Aragona, Valencia e Sicilia, III di Napoli, V di Castiglia e León)
   Giovanna (futura regina consorte di Napoli)
Ferdinando II (III di Napoli, V di Castiglia e León)
Figli
   Isabella (futura regina consorte del Portogallo)
   Giovanna la Pazza (futura regina di Castiglia e León)
   Giovanni (Principe delle Asturie)
   Maria (futura regina consorte del Portogallo)
   Caterina (futura regina consorte d'Inghilterra)

Giovanni di Trastamara, detto Giovanni il Grande, in catalano Joan el Gran, in spagnolo Juan II de Trastámara, llamado el Grande (Medina del Campo, 29 giugno 1397Barcellona, 20 gennaio 1479), Duca di Peñafiel, poi re di Navarra dal 1441 al 1479 e poi re di Aragona, Valencia, Sardegna, Maiorca e di Sicilia, re titolare di Corsica, Conte di Barcellona e delle contee catalane dal 1458 al 1479.

Giovanni, che rappresentava la vecchia stirpe dei conti di Barcellona per discendenza materna mentre, da parte di padre, discendeva dal casato di Trastamara, una discendenza illegittima dei reali di Castiglia e, per diritto ereditario era anche re di Sicilia e Sardegna, è considerato uno dei sovrani più noti del XV secolo, ma anche uno dei più corrotti.

Indice

[modifica] Biografia

Giovanni II di Aragona e di Navarra

Era il figlio terzogenito del principe di Castiglia e León, e futuro re della corona d'Aragona e di Sicilia, Ferdinando e di Beatrice del Portogallo

Nel 1406, suo padre, Ferdinando (detto anche Ferdinando di Antequera), divenne reggente del regno di Castiglia per conto del nipote, Giovanni II), minorenne (come da espressa volontà del defunto re padre di Giovanni II, Enrico III l'Infermo, fratello di Ferdinando).

Per approfondire, vedi la voce compromesso di Caspe.

Dopo il compromesso di Caspe (1412), suo padre, Ferdinando, divenne re della corona d'Aragona. Lasciando la Castiglia per recarsi in Aragona, Ferdinando lasciò i quattro figli maggiori, Alfonso, (il futuro re d'Aragona e di Napoli, Alfonso V), Maria, che, nel 1408, era stata promessa in sposa al re Giovanni II di Castiglia, Giovanni (il futuro re d'Aragona e di Navarra, Giovanni II), ed Enrico, Gran Maestro dell'Ordine di Santiago, detti gli infanti d'Aragona, a sostituirlo alla guida della famiglia (Trastamara) reale di Castiglia, i figli maschi facevano parte anche del consiglio della corona di Giovanni II.

Giovanni rimase poco in Castiglia, ben presto fu inviato in Sicilia, come governatore, mentre il fratello Alfonso dovette recarsi in Aragona, perché la salute del padre era malferma e prepararsi a prenderne il posto sul trono d'Aragona.

Alla morte del padre, il 2 aprile del 1416, suo fratello, Alfonso gli successe in tutti i suoi titoli, divenendo il re della corona d'Aragona e per prima cosa, vedendo che i Siciliani, per la loro sete di indipendenza, avrebbero voluto eleggere Giovanni a re di Sicilia lo richiamò a corte e lo inviò in Castiglia ad aiutare il fratello Enrico.

Il 6 novembre del 1419, Giovanni sposò per procura, a Olite, l'erede al trono di Navarra, Bianca di Navarra, figlia del re di Navarra, conte d'Évreux e duca di Nemours , Carlo III di Navarra detto il Nobile (figlio maschio primogenito del re di Navarra Carlo II il Malvagio e di Giovanna di Francia, figlia del re di Francia, Giovanni II il Buono e Bona di Lussemburgo) e di Eleonora Enriquez, figlia del re di Castiglia Enrico II e di Giovanna Manuele figlia di Giovanni Manuele di Castiglia e Bianca Núñez de Lara. Giovanni si recò in Navarra per incontrare Bianca ed il 10 giugno del 1420, il matrimonio fu celebrato nella cattedrale di Pamplona.

La moglie Bianca, alla morte del padre, Carlo III, nel 1425, era diventata regina di Navarra e Giovanni, come re consorte, governò la Navarra coinvolgendola nelle questioni interne della Castiglia, che continuava a governare assieme al fratello, Enrico.

Giovanni ed il fratello Enrico erano riusciti nel frattempo ad avere il controllo del cugino, Giovanni II di Castiglia e a prendere il potere con il Golpe di Tordesillas, del 1420 (mentre la corte si trovava a Tordesillas, suo fratello Enrico di sorpresa si impadronì del palazzo dove il re dormiva e, arrestati tutti gli oppositori del partito realista, convocò le cortes, ad Ávila, che confermarono il potere degli infanti di Aragona). Giovanni ed il fratello tennero il potere per circa dieci anni, quando furono scalzati da Álvaro de Luna (da loro esiliato nel 1427), che aveva ripreso la guida del partito realista, a loro avverso. Dapprima gli infanti d'Aragona furono imprigionati, per il Golpe di dieci anni prima ma poi, per le pressioni esercitate dal re della corona d'Aragona, il loro fratello maggiore, Alfonso V il Magnanimo, furono esiliati dalla Castiglia.

Giovanni, dopo essere stato esiliato, si recò, col fratello Enrico, in Aragona e, nel 1435, i due seguirono il fratello, il re d'Aragona, Alfonso V, nell'impresa italiana, a cui si unì anche il quaeto fratello, Pedro, che si trovava in Sicilia. Sbarcati nel Napoletano, Giovanni ed i fratelli occuparono Capua e posero l'assedio a Gaeta; poi la flotta aragonese affrontò la flotta genovese che, per conto del duca di Milano, Filippo Maria Visconti, andava a portare vettovaglie agli assediati di Gaeta; ma alla battaglia di Ponza, furono sconfitti e fatti prigionieri dai Genovesi (solo Pedro riuscì a fuggire con due galee). La loro madre, Eleonora d'Alburquerque, morì per il dolore, poco dopo aver ricevuto la notizia della cattura dei suoi tre figli). Furono quindi consegnati al duca di Milano, Filippo Maria Visconti.

Per approfondire, vedi la voce Assedio di Gaeta e battaglia di Ponza (1435).

Dopo che il Visconti aveva liberato i tre fratelli senza che fosse pagato alcun riscatto, mentre Alfonso con Pedro riprese le operazioni militari nel Napoletano, Giovanni ed Enrico ritornarono in Aragona. In quel periodo Giovanni coadiuvò, soprattutto per ciò che concerneva le operazioni militari, la cognata, Maria, la moglie di suo fratello, Alfonso V, che fu reggente della corona d'Aragona, per circa 27 anni (1431-1458).

La moglie, Bianca morì il 12 febbraio 1441, a Santa María la Real de Nieva, in Castiglia dove, lasciato il governo della Navarra al figlio, Carlo, Giovanni, col fratello Enrico, era rientrato, nel 1438, per appoggiare una rivolta nobiliare contro il conestabile di Castiglia, Álvaro de Luna; riuscirono ad imporsi e Álvaro de Luna fu esiliato ancora una volta nel corso del 1439. Alla morte di Bianca, Giovanni, usurpò (invocando il testamento della moglie, che seguendo le volontà di suo padre, Carlo III il Nobile, il figlio non doveva assumere il titolo regale sinché il padre Giovanni fosse in vita) il trono di Navarra al figlio Carlo, assunse il titolo di re di Navarra, Giovanni II, lasciando al figlio il titolo di governatore della Navarra, onde poter continuare a interessarsi delle vicende della Castiglia, sino a quando subì una dura sconfitta nella prima battaglia di Olmedo, del 1445, dove suo fratello, Enrico, venne ferito ad una mano e la ferita, andata in cancrena lo portò alla morte dopo poche settimane.

Giovanni, in quel periodo, pensava a risposarsi e, nel 1447, si unì in matrimonio con Giovanna Enriquez, figlia dell'ammiraglio di Castiglia, signore di Medina de Rioseco e Conte di Melgar, Federico Enriquez (?-1473, acerrimo avversario del conestabile di Castiglia Álvaro de Luna), e di Marina Fernández di Cordoba e Ayala, (?-1431).

I contrasti tra Carlo e Giovanni iniziarono quando il figlio, dopo contatti col conestabile Álvaro de Luna accettò una pace della Navarra con la Castiglia che il padre Giovanni, probabilmente influenzato dalla famiglia della moglie, non accettò. Il contrasto portò alla formazione di due partiti, i beamonteses, seguaci della famiglia Beaumont, partigiani di Carlo e gli agramonteses partigiani dell'antica casa nobiliare degli Agramont, per Giovanni. La guerra civile che, nel 1451, scoppiò in Navarra, si risolse con la sconfitta di Carlo nella battaglia di Aibar, del 1452, non ostante che Bianca, sorella e figlia dei due contendeti, nonché moglie dell'erede al trono di Castiglia, Enrico l'Impotente, chiedesse allo suocero Giovanni II di Castiglia di aiutare il fratello, Carlo. Carlo fu fatto prigioniero e dovette promettere al padre che avrebbe rispettato le volontà testamentatrie della madre e avrebbe preteso la corona di Navarra solo alla morte del padre. Dopo la liberazione, Carlo andò in esilio a Napoli, dallo zio e fratello di Giovanni, il re della corona d'Aragona e di Napoli, Alfonso V, che lo sostenne con il papa Callisto III, mentre Giovanni, nel frattempo, in accordo col genero, Gastone IV di Foix, marito dell'altra figlia, Eleonora, stava tentando di diseredare il figlio, Carlo.

Morto Alfonso V, nel 1458, Giovanni fu icoronato re nel castello di Caltagirone e divenne Giovanni II, re della corona d'Aragona, mentre Carlo, riappacificato col padre, rientrò in Navarra, dove, appena rientrato (1459), intavolò trattative per unirsi in matrimonio con la sorellastra del re di Castiglia, Enrico l'Impotente, Isabella di Castiglia; ma Giovanni e soprattutto la matrigna, Giovanna Enriquez, si opposero perché nelle loro intenzioni Isabella avrebbe dovuto sposare il loro figlio Ferdinando, di sette anni. La controversia portò nuovamente la tensione ad alti livelli tanto che Giovanni ordinò che Carlo venisse arrestato, a Lleida il 2 dicembre del 1460. Carlo fu tenuto in prigione ad Aitona e poi a Morella. Le cortes catalane si riunirono il 25 febbraio del 1461 e decretarono che Giovanni dovesse liberare il figlio, cosa che fece immediatamente ed inoltre gli imposero il concordato di Villafranca, del 21 giugno 1461, in cui Carlo risultava essere il re legittimo di Navarra, il luogotenente della Catalogna ed erede della corona d'Aragona.

Carlo però, il 23 settembre di quello stesso anno, morì, circa tre mesi dopo avere ottenuto ciò che gli spettava. La sua morte però fu accreditata alla regina Giovanna, che lo avrebbe fatto avvelenare. Nel frattempo la regina era stata nominata luogotenente della Catalogna. Le cortes allora si riunirono e notificarono a Giovanni ed alla regina di non mettere piede in Catalogna senza il loro permesso.

La regina, Giovanna, che già si trovava in Catalogna col figlio Ferdinando, si rifugiò nel castello di Girona. All'inizio del 1462 i realisti catalani si raccolsero in armi e il re Giovanni, dopo essersi alleato al genero, Gastone IV di Foix (promettendo alla figlia, Eleonora di Navarra, in eredità la corona di Navarra, anziché all'altra figlia, Bianca, che, de jure, era già regina di Navarra) chiese, col trattato di Bayonne del maggio 1462, al re di Francia, Luigi XI, l'aiuto dell'esercito francese (in cambio delle contee del Rossiglione e della Cerdanya) mentre le cortes catalane o Generalitat (Diputación General) organizzavano un esercito, che si diresse su Gerona dove si trovava la regina Giovanna, che assediata nella città, la difese, assieme ai suoi sostenitori molto energicamente e coraggiosamente da permettere l'intervento del re, Giovanni con l'esercito che obbligò i catalani a togliere l'assedio.

Mentre il re Giovanni organizzava il suo esercito composto da aragonesi, catalani e francesi, per schiacciare la rivolta, la Generalitat (le cortes catalane) emanò un decreto che dichiarava Giovanni e la regina, Giovanna, nemici della Catalogna e nel frattempo, per sostituire Giovanni, cercava un sovrano, a cui offrire la corona del regno di Aragona, tra i discendenti degli aspiranti alla corona d'Aragona, vacante alla morte del re Martino I di Aragona, nel 1410, che poi fu deciso da un arbitrato, che portò al Compromesso di Caspe, del 1412. La Generalitat offrì il trono prima (1462) al re di Castiglia, Enrico IV, poi (1463) al conestabile del Portogallo, Pietro ed infine (1466) al conte di Provenza, Renato d'Angiò, e la guerra si protrasse per dieci anni sino al 1472.

Per approfondire, vedi la voce guerra contro Giovanni II.

Nel 1469, Giovanni riuscì a fare sposare il figlio, Ferdinando il cattolico con Isabella la cattolica, coronando così il sogno della moglie, Giovanna, che era già morta da un anno.

Nel 1472, Giovanni stava assediando Barcellona, ma ancora affranto dalla perdita della moglie che era morta circa quattro anni prima e sofferente per via della cataratta, che lo aveva ridotto alla cecità, offrì ai catalani il perdono generale in cambio della resa della città e la guerra civile terminò.

Giovanni invece fece guerra, ma senza fortuna, al re di Francia, Luigi XI, per rientrare in possesso delle contee del Rossiglione e di Cerdanya, che, alla fine della guerra civile, aveva dovuto consegnare alla Francia, e che cercavano di resistere all'annessione. Le contee furono poi riconquistate da suo figlio, Ferdinando, il futuro, Ferdinando II il cattolico, nel 1493.

Nella vecchiaia Giovanni perse la vista a causa della cataratta, ma la recuperò grazie a una operazione eseguita dal suo medico Abiathar Crescas, un ebreo.

Giovanni II morì a Barcellona, il 19 gennaio del 1479, all'età di 82 anni, e fu tumulato nel Monastero di Santa Maria di Poblet a L'Espluga de Francolí, a circa cento chilometri da Barcellona.

Gli successe sul trono della corona d'Aragona, Ferdinando, nato dal suo secondo matrimonio, che era già re consorte di Castiglia, associato alla moglie Isabella; mentre sul trono di Navarra gli successe la figlia Eleonora, nata dal suo primo matrimonio, che aveva sposato Gastone IV di Foix, portando la Navarra sotto l'influenza francese.

[modifica] Discendenza

Dal primo matrimonio con Bianca di Navarra nacquero quattro figli:

  • Carlo di Navarra (1421-1461), principe di Viana, che salì sul trono di Navarra alla morte della madre.
  • Giovanna di Aragona (1423-1425)
  • Bianca di Aragona o di Navarra (1424-1464), che, nel 1440 sposò Enrico IV di Castiglia, divenendo regina consorte di Castiglia. Divorziò nel 1553 e dopo la morte del fratello, fu regina, de jure, di Navarra ma i familiari (il padre e la sorella Eleonora) la imprigionarono, e venne in seguito uccisa per avvelenamento.
  • Eleonora (1426-1479), sposò, nel 1434 il conte di Foix Gastone IV, regina di Navarra, alla morte del padre.

Dal secondo matrimonio con Giovanna Enríquez nacquero quattro figli:

[modifica] Antenati

Antenati di Giovanni II di Aragona per tre generazioni
Giovanni II di Aragona Padre:
Ferdinando I di Aragona, re di Sicilia e della corona d'Aragona[1]
Nonno paterno:
Giovanni Enriquez, re di Castiglia e di León, con il nome di Giovanni I
Padre del nonno paterno:
Enrico II di Castiglia, detto el Fratricida e anche el Bastardo era figlio di Alfonso XI di Castiglia e della sua amante Eleonora di Guzmán[2]
Madre del nonno paterno:
Giovanna Manuele, figlia di Giovanni Manuele di Castiglia e Bianca Núñez de Lara
Nonna paterna:
Eleonora d'Aragona e Sicilia
Padre della nonna paterna:
Pietro IV d'Aragona, fu re di Aragona, di Valencia e di Sardegna[3]
Madre della nonna paterna:
Eleonora di Sicilia, figlia di Pietro II di Sicilia e di Elisabetta di Carinzia
Madre:
Eleonora d'Alburquerque
Nonno materno:
Sancho di Castiglia, conte d'Alburquerque
Padre del nonno materno:
Alfonso XI di Castiglia, re di Castiglia e di León
Madre del nonno materno:
Eleonora di Guzmán
Nonna materna:
Beatrice del Portogallo
Padre della nonna materna:
Pietro I del Portogallo[4]
Madre della nonna materna:
Inés de Castro[5]

[modifica] Bibliografia

  • Rafael Altamira, Spagna, 1412-1516, in Storia del mondo medievale, vol. VII, 1999, pp. 546-575
  • Joseph Calmette, Il regno di Carlo VIII e la fine della guerra dei cent'anni in Francia, in Storia del mondo medievale, vol. VII, 1999, pp. 611-656
  • Charles Petit-Dutaillis, Francia: Luigi XI, in Storia del mondo medievale, vol. VII, 1999, pp. 657-695
  • Edward Armstrong, Il papato e Napoli nel XV secolo, in Storia del mondo medievale, vol. VII, 1999, pp. 696-751
  • Per la storia si veda Rivadeneyra, Cronicas de los reyes de Castilla, Biblioteca de autores espanoles, vol. XVI, XVIII (Madrid, 1845, &c.); G Zurita, Anales de Aragon (Saragoza, 1610).
  • Il regno di Giovanni II di Aragona è ampiamente trattato da W. H. Prescott in History of the Reign of Ferdinand and Isabella (1854).

[modifica] Note

  1. ^ Fu pure fu Re di Valencia, di Sardegna, di Maiorca, re titolare di Corsica, Conte di Barcellona e delle contee catalane dal 1412 al 1416
  2. ^ Eleonora era figlia del del nobile castigliano Pietro Núñez di Guzmán (discendente dalla casa di San Domenico di Guzmán) e di Giovanna Ponzia di León, discendente del re Alfonso IX di León
  3. ^ Pietro IV d'Aragona fu inoltre conte di Barcellona (13361387), re di Maiorca (dal 1343 al 1387) e conte di Urgell dal 1347 al 1387
  4. ^ Pietro era figlio di Alfonso IV del Portogallo e di Beatrice di Castiglia
  5. ^ Inés de Castro era la figlia illegittima di Pedro Fernández de Castro, signore di Monforte de Lemos e membro di una delle famiglie più antiche ed illustri della Galizia, oltre che nipote di re Sancho IV

[modifica] Voci correlate

Predecessore: re di Aragona, Valencia, Sicilia, Sardegna e Majorca,
conte di Barcellona
Successore:
Alfonso V 14581479 Ferdinando II I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Alfonso V {{{data}}} Ferdinando II
Predecessore: Re di Navarra Successore:
Bianca 14411479 Eleonora I
II
III
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con
con
Bianca {{{data}}} Eleonora
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