Giovanni di Trastámara

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Regno di Castiglia e León
Casa di Trastámara

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Giovanni di Trastámara o Giovanni d'Aragona (in catalano: Infant Joan d'Aragó, in castigliano: Juan de Aragón y Castilla o Juan de Trastámara y Trastámara; Siviglia, 30 giugno 1478Salamanca, 4 ottobre 1497) fu Principe delle Asturie, cioè principe ereditario dei regni di Castiglia e di Aragona.

Giovanni d'Aragona e Castiglia, principe delle Asturie.

Origine familiare[modifica | modifica sorgente]

Discendente dal casato di Trastámara, era il secondogenito ed unico figlio maschio del re di Sicilia ed erede al trono della corona d'Aragona e futuro re di Alta Navarra, Ferdinando (unico figlio maschio nato dal duca di Peñafiel, re di Navarra e della corona d'Aragona, Giovanni II e dalla sua seconda moglie Giovanna Enriquez, figlia dell'ammiraglio di Castiglia, signore di Medina de Rioseco e Conte di Melgar, Federico Enriquez) e della regina di Castiglia e León, Isabella di Castiglia, figlia del re di Castiglia e León, Giovanni II e di Isabella del Portogallo, figlia di don Giovanni del Portogallo (figlio del re del Portogallo, Giovanni I del Portogallo e di sua moglie, Filippa di Lancaster), e di Isabella di Braganza, figlia del duca di Braganza, Alfonso, e di Beatriz Pereira de Alvim, l'unica figlia di Nuno Álvares Pereira, conestabile del regno e conte di Arraiolos, Barcelos e Ourém.

Infanzia[modifica | modifica sorgente]

Dopo il primo parto, da cui era nata Isabella, e un aborto, la regina di Castiglia temeva di non avere più figli. Andò quindi in pellegrinaggio al santuario di San Giovanni di Ortega, protettore delle gravidanze improbabili. Dodici mesi dopo nacque un bambino riconosciuto dalle cortes come erede dei regni di Castiglia e Aragona, a cui quindi fu messo il nome Giovanni.

Il piccolo era però nato con il labbro leporino che gli impediva di parlare correttamente. Era balbuziente e rachitico. Mangiava pochissimo e si nutriva solo di ali di pollo. Vomitava e sveniva spesso. Isabella pregava incessantemente per la sua salute e faceva offerte alla Madonna. Nessuno comunque scommetteva più di tanto sulla vita del principe. A cinque anni il bambino aveva già una sua piccola corte. Gli erano stati affiancati cinque coetanei, scelti fra i figli delle famiglie più nobili, con cui giocava a creare un governo. Era un bambino mite, dai gesti garbati, amante dell'arte, della poesia e della musica.

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Fra i vari progetti di matrimonio combinati per l'infante Giovanni, i suoi genitori approvarono un tempo un'alleanza matrimoniale con la principessa Anna, figlia e ereditiera del loro cugino il duca Francesco II di Bretagna. Questo progetto non ebbe seguito, forse per la complessione troppo gracile di Giovanni.

Per saldare i debiti con Massimiliano d'Asburgo, per i contributi di armi e uomini serviti per la riconquista di Granada, Isabella e Ferdinando combinarono nel 1488 un doppio matrimonio tra i loro figli Giovanni e Giovanna e quelli di Massimiliano, Margherita e Filippo, orfani della madre Maria di Borgogna. Da parte sua, Massimiliano aveva interesse ad allargare le sue alleanze con un regno cattolico.

Il 5 novembre 1496 a Malines avvenne il matrimonio per procura tra Giovanni e Margherita.

Nei primi giorni di marzo del 1497, dopo essere miracolosamente scampata ad un naufragio, arrivò in Spagna la giovane sposa. Giovanni la incontrò a Toranzo, vicino Reinosa. Come era successo anche per i rispettivi fratelli, Giovanni e Margherita non vollero aspettare le nozze ufficiali: si fecero benedire da un prete e trascorsero nel castello di Villasevil la loro luna di miele. Il 3 aprile a Burgos ebbero luogo le nozze ufficiali alla presenza di tutti i Grandi di Spagna, a cui seguirono feste e tornei.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Stemma.

Nell'autunno del 1497, durante una visita della coppia a Salamanca, Giovanni fu colto da febbri violentissime. Gli vennero praticati salassi e bagni freddi che crearono un peggioramento delle sue condizioni. Tutti i medici più illustri del regno accorsero al suo capezzale tentando il tutto per tutto, mentre nei pochi momenti di lucidità il principe pregava rassegnato al suo destino. Morì all'alba del 4 ottobre 1497.

Della sua morte si accusò dapprima il vaiolo, poi l'insaziabile passione d'amore che aveva travolto i due giovani sposi. I responsabili dell'incolumità del principe avevano più volte avvertito Isabella del fatto che il figlio dormisse sempre con la moglie, ma ella non se ne preoccupò mai.

La corte prese un lutto strettissimo. Isabella e tutta la nazione erano distrutti dal dolore; tutte le attività furono sospese per più di un mese.

Fu seppellito nella chiesa di San Tommaso fuori le mura di Avila.

Eredità dei regni di Castiglia e Aragona[modifica | modifica sorgente]

Margherita era incinta e avrebbe partorito a dicembre. Ma dopo le esequie, la giovane vedova diede alla luce un bambino morto. Erede di Castiglia e Aragona divenne dapprima Isabella, sorella di Giovanni, poi suo figlio Michele. Alla morte di questi, Giovanna la pazza e suo figlio Carlo V.

Margherita si sarebbe risposata con il brillante e guerriero duca Filiberto II di Savoia, rimanendone anche in tal caso subito vedova.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Edgarda Ferri.Giovanna la pazza. Milano, Oscar Mondadori,1998. ISBN 88-04-44266-2
  • Altre notizie dalla corrispondente voce in lingua inglese.

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