Maria di Padilla

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Maria Giovanna o Maria Díaz, di Padilla o di Pedilla. (1334 circa – Siviglia, agosto 1361), fu prima amante e poi, dal 1353 al 1361, moglie segreta del re di Castiglia e León, Pietro I, quindi, pur se bigama, di fatto, per circa otto anni, fu la regina consorte di Castiglia e León.

Origine[1][2][3][4][modifica | modifica wikitesto]

Nobile castigliana, figlia di Giovanni Diego García de Padilla, primo Signore di Villagera, e di María Fernández de Henestrosa, parente di Giovanni Fernández de Henestrosa.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mura di Urueña. Alla destra, la porta del Azogue

Maria fu presentata al giovane re di re di Castiglia e León, Pietro I[4], molto probabilmente nel il 1351, quando quest'ultimo si trovava nella città di Sahagún, e ben presto ne divenne l'amante.
Infatti sembra che dopo la prima ribellione del 1351, dopo che la loro madre, Eleonora di Guzmán era stata assassinata, i fratellastri (uno dei fratellastri, Federico Alonso, era stato concorrente del re per l'amore di Maria) del re di Castiglia, tra cui Enrico II, ottennero il perdono da Pietro I tramite Giovanni Fernández de Henestrosa, parente della madre di Maria di Padilla, a quei tempi già amante del re.

Nel 1352, la regina madre, Maria del Portogallo, aveva combinato per il figlio Pietro il matrimonio con la nipote del re di Francia[5], Bianca di Borbone, discendente da San Luigi IX da parte del padre, il duca Pietro I di Borbone, e da Filippo III di Francia da parte della madre Isabella di Valois. Il matrimonio fu celebrato, per procura, all'abbazia di Preuilly, il 9 luglio 1352[1].
Pietro però continuava ad avere la relazione con la sua amante, Maria.

Nel 1353, anche perché pressato dalla madre e dalla corte (soprattutto per la ricca dote di 300.000 fiorini che la Castiglia doveva incassare in rate annue di 50.000 fiorini) Pietro I fu obbligato a negare il suo legame con Maria di Padilla e, il 3 giugno, a Valladolid, fu costretto a sposare Bianca di Borbone, di persona[1]; ma dopo solo 3 giorni la abbandonò (poi la ripudiò e, nel 1355, la fece imprigionare[1]), per raggiungere e riprendere la relazione prematrimoniale con la sua amante, Maria di Padilla, che probabilmente sposò, in segreto, nel corso dello stesso anno e quindi in bigamia[1].

Nel 1354, grazie all'appoggio dei vescovi d'Avila e di Salamanca, Pietro I proclamò che il matrimonio con Bianca era nullo e sposò pubblicamente, a Cuéllar, nell'aprile 1354[1], una giovane vedova[6] di nobile famiglia galiziana, Giovanna de Castro[7], sorellastra della sfortunata Inés de Castro. Sembra che anche Giovanna fu abbandonata pochi giorni dopo il matrimonio (che portò alla nascita di un figlio, nel 1355).

Questo comportamento del re provocò, sempre nel 1354, una ribellione, che era guidata dal suo ex precettore, il nobile portoghese Giovanni Alfonso di Albuquerque, che morì in ottobre per avvelenamento a Medina del Campo, e dai figli della Guzmán[1]; nel 1355, con le sue truppe galiziane, si era unito ai ribelli, che ora avevano come guida Enrico di Trastámara[1], anche, Fernando Ruiz de Castro, il fratello Giovanna, di la terza moglie di Pietro, che era stata abbandonata.
Dopo che i ribelli erano riusciti a conquistare Toledo conquistarono anche Toro, dove fecero prigioniero il re[4]. Pietro I riuscì a fuggire[4] e convocate le Cortes, ottenne le truppe per riconquistare le due città e porre fine alla ribellione.

Maria continuò a vivere, con Pietro, nel castello di Urueña a circa una cinquantina di chilometri da Valladolid, sino alla morte, che la colse a Siviglia, nell'agosto del 1361.

Per onorare la memoria di Maria, Pietro I, nel 1362, riunite le Cortes a Siviglia, dichiarò solennemente che la sua prima moglie era stata Maria di Padilla, con cui si era sposato in segreto di fronte a tre testimoni, il fratello di Maria, Diego García di Padilla, dal 1354, Gran Maestro dell'Ordine di Calatrava, Giovanni Alfonso de Mayorga, cancelliere del Sigillo Secreto e Giovanni Pérez de Orduña, abate di Santander e suo cappellano[4]. I tre testimoni, presenti alla riunione giurarono di dire il vero di fronte alle Cortes[4]. L'arcivescovo di Toledo si espresse per l'approvazione e le Cortes riconobbero Maria di Padilla legittima regina e i suoi figli furono legittimati, riconobbero come erede al trono, il figlio maschio, Alfonso[4].

Figli[1][2][3][8][modifica | modifica wikitesto]

Maria a Pietro diede quattro figli:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i (EN) Reali di Castiglia
  2. ^ a b (EN) Casa d'Ivrea- genealogy
  3. ^ a b (EN) Maria di Padilla PEDIGREE
  4. ^ a b c d e f g (ES) La famiglia Padilla
  5. ^ Giovanni II il Buono
  6. ^ Giovanna de Castro, ancor molto giovane, era stata data in moglie a Diego de Haro, che dopo poco morì, lasciandola vedova.
  7. ^ Giovanna de Castro era la figlia di Pedro Fernández de Castro (? – 1342), signore di Monforte de Lemos e Sarria, nipote, da parte di madre, del re di Castiglia, Sancho IV e membro di una delle famiglie più antiche e illustri della Galizia, e della seconda moglie Isabella Ponce de León
  8. ^ (DE) Pietro I di Castiglia genealogie mittelalter

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]