Mehmet I

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Mehmet I
Mehmet I
Ritratto di Mehmet I
sultano
In carica 1413 –
1421
Predecessore Bayezid I
Successore Murad II

Mehmet I o Mehemmet (in turco ottomano چلبی محمد, Çelebi Mehmet, detto Kirişçi, "il Tenace"; 138226 maggio 1421) fu sultano dell'Impero ottomano dal 1413 al 1421.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Guerra di successione ottomana[modifica | modifica sorgente]

Mehmet (o Mehemmet) Çelebi[1] era l'ultimo dei quattro figli del sultano Bayezid I. Partecipò alla disastrosa sconfitta dell'esercito ottomano contro i Tartari nella battaglia di Ancyra del 1402; il padre venne fatto prigioniero da Tamerlano e morì in cattività l'anno seguente. I suoi figli riuscirono a fuggire, ma l'Impero ottomano precipitò nel caos e nelle lotte fratricide per la successione (è il periodo del cosiddetto Interregno ottomano).[2] Mehmet riuscì ad impadronirsi dell'Asia Minore, mentre Solimano si stabilì in Europa, dove ottenne il riconoscimento come legittimo sultano dall'imperatore bizantino Manuele II Paleologo (1391-1425), grazie al trattato di Gallipoli del maggio 1403.[3] Nel 1411 il fratello Musa Celebi si impossessò dei domini europei uccidendo Solimano, diventando il nuovo contendente di Mehmet.[4] Ma l'errore di Musa fu quello di revocare l'amicizia che il fratello Solimano aveva con Manuele e fargli guerra: per questo Manuele si dichiarò pronto a riconoscere Mehmet quale vero sultano, se in cambio questi gli avesse confermato i vantaggi territoriali ottenuti da Solimano nel trattato di Gallipoli.[5] Mehmet I, capendo che non avrebbe potuto vincere la guerra civile senza l'aiuto dei Bizantini, accettò, e il 5 luglio 1413 si scontrò a Chamurli (nell'attuale Bulgaria occidentale) contro Musa, che venne sconfitto e ucciso.[6]

Dopo undici anni di guerra, Mehmet riunificò l'impero ottomano, facendosi incoronare ad Adrianopoli sultano dei Turchi Ottomani: doveva quella sua vittoria a Manuele.[7] Mehmet mandò un emissario a dare la notizia della sua vittoria a Manuele, ordinandogli di dire:

« Va a dire a mio padre, l'imperatore dei Romani, che da questo giorno in poi io sono e sarò il suo suddito, come un figlio con il padre. Che mi comandi di eseguire la sua volontà e io ne esaudirò i desideri con il più grande piacere, come servo suo. »
(Mehmet I[8])

Nell'Impero ottomano i problemi non erano finiti: apparve infatti un nuovo pretendente al trono che diceva di essere Mustafà, il fratello maggiore di Mehmet. L'impostore riuscì a organizzare un esercito e a diventare una minaccia reale per Mehmet; la guerra civile era ricominciata ma non era destinata a durare molto, dal momento che il sultano riuscì a sedare in fretta la rivolta.[9] Mustafà venne salvato dai Veneziani e portato a Tessalonica, presso la corte di Andronico Paleologo, che lo prese sotto la sua protezione.[10] Mehmet si lamentò di ciò con Manuele, che condannò Mustafà al carcere a vita, pena che sarebbe stata scontata nell'isola di Lemno.[11] L'imperatore bizantino ancora una volta era stato molto abile, perché, condannando il ribelle al carcere a vita nell'impero bizantino, lo salvava da morte certa, che non avrebbe potuto evitare se fosse caduto nelle mani di Mehmet: in tal modo Manuele aveva in mano un possibile pretendente al trono dei sultani.[12]

Regno[modifica | modifica sorgente]

Durante il suo regno l'impero ottomano venne risollevarlo e preparato alla vigorosa spinta espansionistica della metà del XV secolo, egli trasferì la capitale da Bursa ad Adrianopoli, conquistò alcuni territori dell'Albania, l'emirato turco di Candaroğlu e il regno cristiano di Cilicia.

Mehmet I fu inoltre un mecenate e grande amante dell'arte e della letteratura. Venne seppellito a Bursa in un mausoleo fatto costruire da lui stesso accanto alla moschea di Yesil Cami, eretta sempre dietro suo ordine, che, dalle stupende decorazioni in porcellana verde, è detta la "Moschea Verde", uno dei più begli esempi di architettura ottomana. Accanto alla moschea e al mausoleo a lui dedicato, Mehmet fondò una scuola e un refettorio per i poveri. Fece inoltre completare la vasta e imponente moschea di Bursa, iniziata al tempo di suo nonno Murad I, la cui costruzione era stata interrotta nei tempi turbolenti che erano seguiti.

Il 21 maggio 1421 morì Mehmet I, gli successe il figlio Murad II (1421-1444; 1446-1451).[13]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Signore", ma nella linea dinastica ottomana usato per indicare il concetto di "Principe".
  2. ^ Giorgio Sfranze, op. cit., I.
  3. ^ Ducas, op. cit., XXV, 3.
  4. ^ Ducas, op. cit., XXV, 7.
  5. ^ Ducas, op. cit., XXVI, 4.
  6. ^ Ducas, op. cit., XXVI, 5-8.
  7. ^ Ducas, op. cit., XXVI, 5-8.
  8. ^ Ducas, op. cit., XXVII, 5.
  9. ^ Ducas, op. cit., XXXIII, 1-2.
  10. ^ Ducas, op. cit., XXXIII, 2.
  11. ^ Ducas, op. cit., XXXIII, 6-8.
  12. ^ Ducas, op. cit., XXXIII, 9-10.
  13. ^ Giorgio Sfranze, op. cit., VII [4].

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Sultano ottomano Successore
Interregno ottomano 1413-1421 Murad II

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