Carlo XII di Svezia

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Carlo XII

Carlo XII (Stoccolma, 17 giugno 1682Fredriksten, 30 novembre 1718) fu re di Svezia dal 1697 al 1718.

Era il figlio primogenito del re di Svezia Carlo XI (1655 – 1697) e della sua consorte Ulrica Eleonora di Danimarca (1656 – 1693). Fu incoronato re il 29 novembre 1697 all’età di 15 anni. Proveniva dalla dinastia del Pfalz-Zweibrücken, un ramo collaterale dei Wittelsbach. Dal 1700 fino alla morte condusse le sue truppe, i cosiddetti "karoliner", in guerra contro la Danimarca, la Russia e la Sassonia, senza più ritornare a Stoccolma.[1]

Indice

[modifica] Le grande guerra del nord

Regno di Svezia
Casato di Palatinato-Zweibrücken-Kleeburg
Armoiries Suède Palatinat.svg

Carlo X Gustavo
Carlo XI
Carlo XII
Ulrica Eleonora
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[modifica] Antefatto

Nel marzo del 1700 ebbe inizio la Grande guerra del nord. Inaspettatamente la Svezia fu attaccata da Danimarca, Sassonia e Russia. Già nell’ottobre 1698 Augusto II di Polonia[2] e Federico IV di Danimarca avevano stipulato un’alleanza offensiva nei confronti della Svezia, alla quale più tardi aderì anche Pietro il Grande di Russia. Dopo una vittoria gli alleati vollero spartirsi le province svedesi del Baltico orientale[3] conquistate fin dal 1611.

Ma gli avversari della Svezia avevano intanto sottovalutato il rischio che derivava dall’aver attaccato una grande potenza europea. Essi contavano su una vittoria facile e rapida, poiché il paese era guidato da un sovrano giovane ed inesperto: un timoroso esercito svedese sarebbe stato in conclusione guidato da un comandante privo di esperienza militare.

[modifica] La sconfitta della Danimarca

Nella primavera del 1700 Carlo XII si trovò ad affrontare una coalizione più forte, dalla quale dovette difendere il suo paese. La sua strategia fu semplice: concentrare le sue forze contro un nemico alla volta, costringerlo alla pace e poi volgersi contro un altro.

Le ostilità iniziarono con l’attacco di suo cugino Federico IV di Danimarca al ducato di Holstein-Gottorf, alleato della Svezia, che era governato da un cognato di Carlo XII. Carlo approfittò dell’assenza dell’esercito danese, impegnato nell’Holstein, sbarcando il 23 luglio 1700 sull’isola principale danese con l’aiuto della flotta anglo-olandese, circondò Copenaghen e ne iniziò l’assedio. Il monarca danese si trovò subito in una difficile situazione: la sua piccola flotta doveva fronteggiarne una molto più forte, la capitale del suo stato era sotto assedio ed il suo esercito piuttosto lontano. In questa situazione disperata Federico IV concluse il 18 agosto la pace di Traventhal con la Svezia. Lo status quo ante fu ripristinato e la Danimarca uscì dalla coalizione antisvedese.

[modifica] La prima campagna contro la Russia

Carlo si volse quindi contro i rimanenti avversari, Pietro ed Augusto. Entrambi stavano per attaccare i possedimenti svedesi sul Baltico. Augusto il Forte aveva iniziato a metà di luglio l’assedio di Riga e dopo la notizia della sconfitta dei danesi interruppe scoraggiato, senza aver concluso nulla, la sua azione. La Russia incominciò nell'agosto del 1700 con l’attacco all’Estonia ed a settembre diede inizio all’assedio alla fortezza svedese di Narva.

Carlo XII si decise ad attaccare i russi: nella battaglia di Narva sconfisse con circa ventimila soldati un esercito russo numericamente molto superiore. Con un attacco alle linee russe, celati da una provvidenziale tempesta di neve, gli svedesi riuscirono a dividere in due lo schieramento russo e lo misero in rotta. Molti soldati russi, in gran parte reclute, fuggendo finirono nel fiume Narva e vi annegarono, mentre la parte rimanente fuggi disordinatamente verso Novgorod ove ben pochi arrivarono: la maggior parte di essi disertò o morì di freddo o di fame durante la fuga.

La battaglia di Narva fu una delle maggiori vittorie della storia militare svedese. Alla fine dell’anno Carlo XII aveva difeso con successo la Svezia e cacciato dai suoi territori tutte le truppe nemiche.

[modifica] La campagna contro la Sassonia

Il re in guerra


Anziché inseguire l’esercito russo dopo la battaglia di Narva fino a costringere lo zar Pietro alla pace, Carlo XII si volse contro il terzo nemico, Federico Augusto I di Sassonia. Egli conquistò Varsavia, sconfisse le truppe di Augusto nella battaglia di Klissow (9 luglio 1702), occupò Cracovia, l’antica città reale polacca e conquistò Thorn.

Nel 1697 la Dieta di Polonia aveva eletto Federico-Augusto I di Sassonia re di Polonia con il nome di Augusto II di Polonia. Le devastazioni della guerra spinsero parte della nobiltà polacca a reclamare la pace con la destituzione di Augusto e la proclamazione di un nuovo re di Polonia. Carlo XII approfittò di queste sollecitazioni e propose alla Dieta di Varsavia un suo candidato: Stanislao Leszczyński, (20 ottobre 167723 febbraio 1766), nobile polacco e conte del Sacro Romano Impero, che riuscì facilmente ad imporre sugli altri candidati[4]. Dopo la deposizione di Augusto come re di Polonia, Carlo XII vide che questi dalla Sassonia continuava a trarre nuove forze armate e quindi decise di attaccarlo direttamente: l’occupazione del Ducato di Sassonia e l’incombente bancarotta dello stato sassone indussero il 13 ottobre 1706 il sempre influenzabile Consiglio Segreto a sottoscrivere un trattato di pace con gli svedesi, la pace di Altranstädter. Il 31 dicembre 1706 Augusto II sottoscrisse il trattato di pace redatto in sua assenza e la rinuncia al trono di Polonia e Lituania.

[modifica] La seconda campagna contro la Russia

Carlo XII quindi si volse nuovamente contro lo zar Pietro il Grande il quale, nel frattempo, era riuscito a riprendersi l’Estonia e l’Ingria[5]. Per non fare delle rive del Baltico un’altra volta un campo di battaglia e per ottenere una vittoria definitiva sui russi, diresse le sue truppe su Mosca. Carlo XII sconfisse Pietro il Grande nella battaglia di Golovchin il 3 luglio 1708 ma subì la sua prima disfatta nella battaglia di Lesnaja il 28 settembre dello stesso anno, quando Pietro sbaragliò l'ala sinistra dell'armata svedese mentre quest'ultima cercava di raggiungere il corpo principale dello schieramento a Riga. Carlo fu così costretto a rinunciare a marciare su Mosca e si accinse ad invadere l’Ucraina. Pietro allora utilizzo la tecnica della terra bruciata, per impedire all'esercito di Carlo di rifornirsi sul luogo. Di conseguenza la marcia attraverso l'Ucraina non fu facile e l’esercito svedese, attraversato il fiume Dnepr, dovette ripiegare verso sud, verso l'Ucraina cosacca, ove sperava di ottenere aiuti e rinforzi dall'amico atamano dei cosacchi Ivan Mazeppa, nella sua città di Baturin. La sfortuna si accanì contro gli svedesi: l’inverno 1708 / 1709 fu uno dei più rigidi dell’ultimo mezzo secolo in tutta Europa e le perdite di vite di soldati svedesi per congelamento furono impressionanti. A completare il quadro, i russi rasero al suolo la città di Baturin, cosicché quando Carlo XII accompagnato dal Mazeppa, che imprudentemente aveva diviso le sue forze fra la difesa della città ed il campo di battaglia, vi giunse non trovò né le armi né i vettovagliamenti che si aspettava. All’inizio di aprile del 1709 Carlo XII pose l’assedio alla città di Poltava sul fiume Worskla, un affluente del Dniepr, ma i difensori russi resistettero per ben 87 giorni, fino all’arrivo dell’esercito russo. La battaglia si sviluppò in scontri e scaramucce dal 16 al 28 giugno 1709. Ma il giorno 17 giugno, durante una ricognizione, Carlo XII fu ferito da una pallottola ad un piede in modo tale che non poteva né cavalcare né procedere appiedato ma doveva essere trasportato su una portantina od in carrozza, così che la sua operatività di comandante in battaglia ne risultò fortemente menomata. Affidato il comando operativo del suo esercito al feldmaresciallo svedese Carl Gustav Rehnskiöld, Carlo XII decise di attaccare i russi il giorno 29 giugno ma il mal ridotto esercito svedese e la cavalleria cosacca di Mazeppa ne uscirono pesantemente sconfitti: Carlo stesso fu catturato dal nemico e solo l’ardimento di un ufficiale della cavalleria riuscì poco dopo a sottrarlo al nemico. L’esercito svedese in rotta si divise in due parti e quella meno numerosa, di circa 1.000 svedesi e 2.000 cosacchi, riattraversò il Dniepr per dirigersi verso la Moldavia ottomana, mentre il restante corpo, al comando del conte Lewenhaupt (circa 14.000 uomini) scese verso sud lungo la sponda sinistra del Dnepr. I primi riuscirono a raggiungere il fiume Bug, ma nel corso delle operazioni di traghetto, furono attaccati dai russi e solo qualche centinaio di svedesi con il re ed il Mazeppa[6] riuscì ad attraversare il fiume ed a riparare presso il sultano Ahmed III (1673 – 1736).

[modifica] La “cattività” turca e la fine

I turchi all’inizio accolsero cordialmente Carlo XII e la sua presenza provocò anche una guerra dell’impero ottomano contro la Russia.[7]L’ospitalità tuttavia si trasformò in una specie di prigionia durante la quale i vecchi nemici rialzarono il capo ed approfittando della sua assenza Russia e Sassonia si ripresero i territori perduti e ne conquistarono altri a spese della Svezia: l’Inghilterra ottemperò tiepidamente ai suoi doveri di alleato solo fino all’invio di una squadra navale nel Baltico, mentre la Prussia attaccò i possedimenti svedesi in territorio tedesco, la Russia occupò la Finlandia ed Augusto II salì nuovamente sul trono polacco, che conservò fino alla morte (1733). Nel 1714 Carlo XII riuscì finalmente ad andarsene dalla sua prigionia dorata e cavalcando per quindici giorni attraverso l’Europa travestito da semplice ufficiale tedesco raggiunse la Pomerania anteriore, ove nel frattempo i danesi avevano occupato l'isola di Rügen. Entrato nella città di Stralsund, questa subì l’assedio da parte di un esercito misto di truppe danesi, sassoni, prussiane e russe: divenuta insostenibile la resistenza, Carlo si trasferì a Lund nella Scania. I suoi sforzi per ricostituire il proprio regno ebbero tuttavia fine quando egli cercò di occupare Cristiania nella Norvegia, controllata dai danesi: durante l’assedio di Frederickshald Carlo XII fu colpito al capo da un proiettile e morì. Se la pallottola che lo colpì provenisse dalle file degli assediati o da quelle dei suoi stessi compatrioti, è ancor oggi incerto ed oggetto di discussione. Gli successe sul trono svedese la sorella Ulrica Eleonora.

[modifica] Le conseguenze

Con Carlo XII finì la posizione di Grande Potenza della Svezia e la duratura lotta per la supremazia sul mar Baltico. Dopo la Grande guerra del nord fu la Russia a subentrare alla Svezia.

La posizione di Carlo XII come stratega nella storia militare è controversa. È vero che egli fu un grande tattico, un solo ancora ostinatamente definito stratega (i suoi sei anni di campagna in Polonia hanno reso possibile l’ascesa della Russia) ma fu anche un cattivo diplomatico. Egli aveva più volte rifiutato la pace del vincitore (per esempio Augusto II gli aveva più volte, fra il 1701 ed il 1702, offerto la Curlandia e la Livonia oltre ad un’alleanza contro Pietro il Grande). Carlo perseguì il suo scopo illusorio di rendere la Polonia e la Russia suoi vassalli. Dopo neanche cent’anni dalla sua morte la Svezia avrà perso tutti i possedimenti svedesi sul mar Baltico al di fuori del territorio nazionale (Finlandia inclusa). La sua astinenza da alcolici e donne fu eccezionale. Fino ad oggi gli storici discutono se lui fosse omosessuale, autoerotico o incomprensibilmente un fanatico religioso. Dopo la vittoria di Narva la guerra fu il suo chiaro scopo: in guerra si sentiva appagato. I contemporanei citavano la sua puramente sovrumana capacità di sopportare il dolore e la sua totale mancanza di emotività.

[modifica] Ascendenza

Carlo XII di Svezia Padre:
Carlo XI di Svezia
Nonno paterno:
Carlo X Gustavo di Svezia
Bisnonno paterno:
Giovanni Casimiro del Palatinato-Zweibrücken-Kleeburg
Trisnonno paterno:
Giovanni I del Palatinato-Zweibrücken
Trisnonna paterna:
Maddalena di Jülich-Kleve-Berg
Bisnonna paterna:
Caterina di Svezia
Trisnonno paterno:
Carlo IX di Svezia
Trisnonna paterna:
Anna Maria di Wittelsbach-Simmern
Nonna paterna:
Edvige Eleonora di Holstein-Gottorp
Bisnonno paterno:
Federico III di Holstein-Gottorp
Trisnonno paterno:
Giovanni Adolfo di Holstein-Gottorp
Trisnonna paterna:
Augusta di Danimarca
Bisnonna paterna:
Maria Elisabetta di Sassonia
Trisnonno paterno:
Giovanni Giorgio I di Sassonia
Trisnonna paterna:
Maddalena Sibilla di Prussia
Madre:
Ulrica Eleonora di Danimarca
Nonno materno:
Federico III di Danimarca
Bisnonno materno:
Cristiano IV di Danimarca
Trisnonno materno:
Federico II di Danimarca
Trisnonna materna:
Sofia di Meclemburgo-Güstrow
Bisnonna materna:
Anna Caterina del Brandeburgo
Trisnonno materno:
Gioacchino Federico di Brandeburgo
Trisnonna materna:
Caterina di Brandeburgo-Küstrin
Nonna materna:
Sofia Amelia di Brunswick e Lüneburg
Bisnonno materno:
Giorgio di Brunswick-Lüneburg
Trisnonno materno:
Guglielmo il Giovane di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna materna:
Dorothea di Danimarca
Bisnonna materna:
Anna Eleonora di Assia-Darmstadt
Trisnonno materno:
Luigi V d'Assia-Darmstadt
Trisnonna materna:
Maddalena di Brandeburgo

[modifica] Note

  1. ^ Voltaire nel 1731 scrisse un'opera biografica su di lui: Storia di Carlo XII, che valse l'esilio allo scrittore francese.
  2. ^ Augusto era anche re di Sassonia con il nome di Federico Augusto I di Sassonia.
  3. ^ Scania, Livonia, Estonia, Ingria, Pomerania anteriore, Wismar
  4. ^ Luigi XIV aveva proposto la candidatura del principe Francesco-Luigi di Borbone-Conti (detto il Gran Conti), ma quando questi giunse a Varsavia Carlo XII minacciò la Francia di intervenire presso gli alleati del Re Sole nella Guerra di successione spagnola e la candidatura fu ritirata.
  5. ^ Ed era anche riuscito a fondare una nuova città sulla Neva: San Pietroburgo.
  6. ^ Mazeppa morì poco dopo (22 settembre 1709) per cause naturali
  7. ^ La guerra si concluse vittoriosamente per i turchi con la pace del Prut (25 luglio 1711), nella quale fra l’altro la Russia si impegnava a non interferire più nelle vicende polacche.

[modifica] Altri progetti

Predecessore: Re di Svezia Successore: Flag of Sweden.svg
Carlo XI 1697 - 1718 Ulrica Eleonora
Predecessore: Granduca di Finlandia Successore: Grand Duchy of Finland Arms.svg
Carlo XI 1697 - 1718 Ulrica Eleonora
Predecessore: Duca di Zweibrücken Successore:
Carlo XI 1697-1718 Gustavo del Palatinato-Zweibrücken
Predecessore: Duca di Brema e Principe di Verden Successore:
Carlo XI 1697-1718 Ulrica Eleonora
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