Carlo XI di Svezia

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(SV)
« Herren är vorden min beskyddare »
(IT)
« Il Signore è tornato mio protettore. »
(Motto di Carlo XI)
Carlo XI
Carlo XI
Carlo XI nelle vesti dell'incoronazione. Ritratto di David Klöcker Ehrenstrahl, 1690 circa
Re di Svezia
Duca di Brema e Principe di Verden
Duca del Palatinato-Zweibrücken
Stemma
Predecessore Carlo X
Successore Carlo XII
Nascita Tre Kronor, Svezia, 24 novembre 1655
Morte Tre Kronor, Svezia, 5 aprile 1697
Luogo di sepoltura Chiesa di Riddarholmen, Stoccolma
Casa reale Casato di Palatinato-Zweibrücken
Padre Carlo X di Svezia
Madre Edvige Eleonora di Holstein-Gottorp
Consorte Ulrica Eleonora di Danimarca
Figli Edvige Sofia, Duchessa di Holstein-Gottorp
Carlo XII di Svezia
Ulrica Eleonora, Regina di Svezia

Carlo XI di Svezia (Stoccolma, 4 dicembre 1655[1]Stoccolma, 5 aprile 1697[1]) fu re di Svezia dal 1660 fino alla sua morte. Era l'unico figlio di Carlo X Gustavo di Svezia e di Edvige Eleonora di Holstein-Gottorp.

Suo padre morì quando Carlo aveva appena cinque anni e pertanto egli venne educato dai suoi tutori sino alla sua incoronazione all'età di diciassette anni. Poco dopo, egli venne forzato ad una spedizione militare per assicurare i domini recentemente acquisiti in Danimarca nella Guerra di Scania. Dopo aver respinto l'offensiva danese, egli tornò a Stoccolma e si dedicò a risanare la situazione politica, economica e finanziaria dello stato, assicurando pace alla Svezia per i successivi vent'anni del suo regno. I cambiamenti nell'ambito della finanza, del commercio, della marina nazionale e degli armamenti di terra, nella procedura giudiziaria, nel governo della chiesa e dell'educazione furono i punti cardine della sua politica.

Il fatto che Carlo fosse stato incoronato come Carlo XI non significa che egli fosse di fatto l'undicesimo re svedese a chiamarsi Carlo. La tradizione era infatti stata travisata da una storiografia faziosa nel Cinquecento per legittimizzare la successione al trono dei Vasa e per dimostrare l'antichità dell'istituzione monarchica svedese. Formalmente egli sarebbe stato re col nome di Carlo V.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Durante la reggenza[modifica | modifica sorgente]

Carlo XI bambino

Carlo nacque nel Palazzo Reale "Tre Kronor" di Stoccolma nel novembre del 1655 e nel luglio dell'anno successivo già suo padre dovette abbandonarlo, impegnato nella guerra contro la Polonia. Dopo diversi anni di combattimenti all'estero, il re fece ritorno in patria nell'inverno del 1659 per incontrare poi la famiglia e gli Stati Generali a Gothenburg. Ammalatosi di polmonite a metà gennaio del 1660, Carlo X scrisse il suo testamento secondo il quale, sentendosi prossima la morte, lasciò il compito di istruire il giovane figlio di appena quattro anni ai reggenti che egli aveva personalmente nominato. Questi però tradirono il compito affidato loro dal re, di modo che quando Carlo XI, a 17 anni, conseguì la maggiore età, era totalmente ignorante della gestione dello stato e quasi analfabeta, svantaggiato in questo dalla madre Edvige Eleonora che non lo coinvolse attivamente nella politica del suo tempo, preferendo invece usarlo per governare personalmente. Invece che allo studio, del resto, il giovane Carlo preferiva dedicarsi agli sport e agli esercizi fisici: tra i suoi passatempi preferiti c'era la lotta con l'orso, nella quale diede prova di avere spirito coraggioso.

Il problema della scarsa educazione del piccolo sovrano, destò dubbi in molti su come avrebbe un giorno condotto lo stato e soprattutto la politica estera, conoscendo appena un poco di lingua tedesca. Lo scrittore italiano Lorenzo Magalotti visitò Stoccolma nel 1674 e descrisse Carlo XI come "virtualmente spaventato da tutto ciò che lo circonda, poco loquace con gli stranieri, senza che osi guardare in faccia alcuno mentre parla".

Un altro tratto tipico della sua personalità sin da giovane e che poi lo accompagnerà anche nell'età adulta sarà il suo profondo spirito religioso: timorato di dio, solitamente pregava in ginocchio e recitava i salmi. Magalotti descrisse anche il re come incline alla caccia, alla guerra ed agli scherzi.[2][3]

La guerra di Scania[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra di Scania.
Regno di Svezia
Casato di Palatinato-Zweibrücken-Kleeburg
Armoiries Suède Palatinat.svg

Carlo X Gustavo
Carlo XI
Carlo XII
Ulrica Eleonora
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Carlo XI alla Battaglia di Lund nel 1676. Dipinto di David Klöcker Ehrenstrahl del 1682

La situazione dell'Europa era piuttosto pericolosa al tempo della presa di potere di Carlo XI e la Svezia nello specifico doveva affrontare numerosi problemi finanziari. I tutori di Carlo XI decisero pertanto di negoziare un'alleanza con la Francia nel 1671. Questo avrebbe assicurato alla Svezia di non trovarsi isolata in caso di guerra, ed avrebbe nel contempo consentito di ottenere dei sussidi dal governo francese.[4] La Francia era del resto interessata a quest'alleanza per dirigere le proprie aggressioni ai Paesi Bassi dal 1672, e dalla primavera del 1674 la Svezia venne forzata a prendere parte alla direzione delle forze militari verso Brandeburgo, sotto la guida di Karl Gustav Wrangel.[5]

La Danimarca era alleata degli Asburgo del Sacro Romano Impero, ed era evidente che la Svezia avrebbe fatto di tutto per convergere ad una nuova guerra contro la Danimarca stessa. Un tentativo di mediazione venne portato avanti dal cancelliere Nils Brahe che si portò a Copenhagen nella primavera del 1675 per tentare di far sposare la principessa danese Ulrica Eleonora col re di Svezia. L'operazione ebbe successo ed a metà del giugno del 1675 il fidanzamento venne ufficializzato. Ad ogni modo, quando giunse la notizia della sconfitta svedese nella Battaglia di Fahrbellin, il re danese Cristiano V dichiarò guerra alla Svezia nel settembre di quell'anno.[6]

Fu il disastro generale prodotto dalle politiche speculative dei suoi ex reggenti che gli richiesero per la prima volta di usare le sue eccelse qualità e lo forgiarono nella sua prematura mascolinità. Con energia infaticabile egli cercò subito di combattere le difficoltà della situazione, intraprendendo una lotta quasi disperata contro pigrizia, corruzione e incompetenza. Nell'anarchia generale, il giovane re appena ventenne, fece ricorso ad ogni espediente, lavorò giorno e notte, nel suo campo appena costruito in Scania, per armare la nazione per la sua lotta mortale nella Guerra di Scania. I soldati svedesi in Scania erano in minoranza e male equipaggiati rispetto ai danesi e, nel maggio del 1676, questi invasero la Scania, prendendo Landskrona, Helsingborg e procedendo poi verso Bohuslän e Halmstad.[7]

La vittoria della Battaglia di Halmstad (17 agosto 1676), ove Carlo ed il suo comandante in capo Simon Grundel-Helmfelt sconfissero le divisioni danesi, fu il primo buon segno. Carlo quindi continuò a dirigersi a sud verso la Scania giungendo nei pressi del fiume Kävlinge, presso Lund, l'11 novembre di quell'anno. L'esercito danese comandato da Cristiano V era posto sull'altra sponda del fiume. Era impossibile attraversare il fiume e Carlo dovette aspettare diverse settimane sin quando questo non si fosse gelato. Il 4 dicembre il fiume finalmente ghiacciò completamente e Carlo lanciò un attacco a sorpresa alla forze danesi combattendo nella Battaglia di Lund. Questa battaglia fu una delle più sanguinose del tempo: dei 20.000 combattenti da ambo le parti, 8.000 morirono sul campo di battaglia.[8][9] Tutti i comandanti svedesi misero in mostra le loro migliori qualità, ma il vero spirito dello scontro fu Carlo XI. La battaglia diede prova di essere un punto decisivo per il governo della Scania e venne descritta come uno degli eventi più importanti della vita del giovane re che ne commemorò la data tutti gli anni per il resto della sua vita.[10][11]

L'anno successivo, 9.000 uomini guidati da Carlo XI sconfissero 12.000 danesi nella Battaglia di Landskrona e questo fu l'ultimo scontro della guerra in quanto nel settembre del 1678 Cristiano V decise di evacuare le proprie truppe verso la Zealand. Nel 1679, Luigi XIV di Francia dettò i termini della pacificazione generale e Carlo XI, che si disse si fosse un poco risentito dell'"insofferente tutela" del re francese, venne forzato a firmare la pace con il suo impero praticamente intatto.[12] La pace venne siglata con la Danimarca nei trattati di Fontainebleau (1679) e Lund, e con il Brandeburgo col Trattato di Saint-Germain-en-Laye (1679).

Politica interna[modifica | modifica sorgente]

Carlo XI trionfante a cavallo

Carlo dedicò il resto della sua vita all'enorme impresa di ripristinare la Svezia per mezzo di una riduzione, o recupero, dei territori alienati della corona, un processo che coinvolse un riesame di qualunque, per quanto piccolo, titolo del regno, e risultò nel completo riassestamento delle finanze. Ma per quanto vasta, la riduzione rappresenta solo una piccola parte dell'immensa attività di Carlo XI. La parte costruttiva della sua amministrazione fu parimenti accurata e completamente vantaggiosa. Diede incarico di redigere lo Sveriges Rikes Lag, il primo codice di leggi della Svezia moderna, opera poi proseguita dal suo successore Carlo XII.

Contrariamente alla credenza popolare, egli non fu l'unico responsabile del rafforzamento dello stato svedese. Carlo XI ebbe numerosi consiglieri, molti dei quali provenivano da famiglie nobili tedesche o baltiche, che furono dietro a molti progetti di riforma condotti durante il suo regno.

Dopo Gustavo Vasa e Gustavo Adolfo, Carlo XI fu probabilmente il più grande di tutti i re svedesi. La sua figura umile e semplice è stata eccessivamente oscurata dalle figure brillanti e colossali del suo eroico padre e del suo meteorico figlio; eppure in realtà Carlo XI è molto più degno di ammirazione di Carlo X e Carlo XII. Egli fu a un livello supremo un grande costruttore. Trovò la Svezia in rovine e dedicò la sua intera vita a gettare le solide fondamenta di un nuovo ordine di cose che, nelle sue caratteristiche essenziali, ha resistito fino ai giorni nostri.

La restaurazione finanziaria[modifica | modifica sorgente]

Il Castello di Läckö, una delle molte proprietà reclamate dalla corona svedese. Incisione del 1700 circa tratta da Suecia Antiqua et Hodierna

La debole economia svedese aveva sofferto durante la Guerra di Scania e si trovava ora in una profonda crisi dopo la pacificazione generale. Carlo decise di convocare gli Stati Generali nell'ottobre del 1680 e l'assemblea venne descritta dai contemporanei come una delle riunioni più significative per il parlamento svedese nella sua storia.[13] Qui, il re si risolse a richiedere la riduzione, un provvedimento che non era stato discusso in parlamento dal 1650 e che prevedeva la restituzione di alcuni feudi concessi dalla corona svedese a nobili privati. Questo provvedimento colpì molte personalità eminenti delle classi aristocratiche, molti dei quali andarono completamente in rovina. Uno di questi era il capo della giustizia svedese, Magnus De La Gardie, che dovette cedere al re lo stravagante Castello di Läckö, una sontuosa residenza con 248 stanze.[14] Il processo della riduzione coinvolse anche i domini dell'impero fuori dalla Svezia ed il risultato che ne conseguì fu il completo riassesto delle finanze nazionali.[15]

L'assolutismo[modifica | modifica sorgente]

Altra importante decisione presa durante il periodo di regno di Carlo XI fu l'utilizzo dell'assolutismo. Sin dal 1634, infatti, i re di Svezia avevano preso l'impegno di servirsi di un consiglio di stato per limitare il loro potere. Durante la Guerra di Scania, il re condusse di fatto gli scontri senza interpellarli e senza ascoltarli, il che fece sì che Carlo XI di fatti inaugurasse una politica assolutistica nel proprio stato. Nell'assemblea del 1680 egli dichiarò agli Stati Generali di sentirsi troppo legato dalla loro presenza: "non sono mai stato legato a nessuno tranne che a me stesso".[16] Il Riksdag confermò questo potere nel 1693, proclamando ufficialmente che il re sarebbe stato l'unico sovrano di Svezia.[17]

Le riforme militari[modifica | modifica sorgente]

All'assemblea del Riksdag del 1682, il re introdusse per la prima volta alcune riformi in campo militare, secondo le quali ogni regione di Svezia dovesse avere 1.200 soldati a propria disposizione, sia in pace che in guerra, e che ogni due contadini dovessero provvedere all'accomodamento ed al sostentamento di un soldato. Questi soldati erano conosciuti col nome di Karoliner ed erano allenati per eccellere soprattutto nell'attacco. Questi soldati erano inviati anche all'estero a studiare di modo che la loro formazione a spese dello stato potesse essere d'eccellenza per l'esercito svedese.[18][19]

La Svenska marinen venne migliorata sotto Carlo XI con la fondazione della base navale di Karlskrona nel 1680. Attualmente essa è un sito protetto dall'UNESCO.[18][19]

L'assimilazione dei nuovi domini[modifica | modifica sorgente]

Sviluppo dell'Impero svedese nell'Europa moderna (1560–1815)

Carlo XI durante il suo regno sentì particolarmente importante l'assimilazione dei nuovi territori acquisiti dalla Svezia in Scania, Blekinge, Halland, Bohuslän e Jämtland, oltre che nell'isola di Gotland. Tra le politiche di assimilazione promosse dal sovrano ricordiamo il bando di tutti i libri scritti in danese o norvegese, rompendo quindi le promesse del Trattato di Roskilde, l'uso della lingua svedese nella conduzione dei sermoni religiosi e che tutti i nuovi sacerdoti e insegnanti dovessero obbligatoriamente provenire dalla Svezia.[20][21]

Il re aveva un certo risentimento nei confronti dei contadini della Scania per il loro comportamento durante la guerra da poco conclusa e pensava in particolare di concentrare le proprie riforme in quella regione. La guerriglia non tardò a scoppiare col nome di Snapphane, identificandosi con un gruppo nel nord della Scania che attaccava i soldati per rubarne denaro e provviste, godendo anche del supporto dei villaggi locali. Carlo rimase scettico circa la fiducia da attribuire agli abitanti della Scania per il resto della sua vita. Egli decise di non trarre soldati da questa regione: i 1.200 soldati che dovevano rimanere stabilmente in Scania dovevano essere reclutati da altre province. Al primo governatore generale della Scania, Johan Göransson Gyllenstierna (reggente dal 1679 al 1680), chiese brutalità nel trattamento dei locali. Il governo di Rutger von Ascheberg (reggente dal 1680 al 1693), fu più permissivo.[20][21]

L'assimilazione non fu egualmente dura nei territori in area tedesca come la Pomerania svedese e nel Principato di Brema-Verden,oltre che nell'area baltica (Estonia e Livonia). In Germania, Carlo XI conobbe l'opposizione di alcuni stati locali ed era anche imbrigliato dalle leggi vigenti del Sacro Romano Impero e dai trattati di pace firmati. Nell'area del Baltico, la struttura del potere era completamente differente, con una nobiltà di discendenza tedesca che utilizzava ancora gli schiavi, qualcosa che Carlo aborriva nella maniera più assoluta ed intendeva abolire, ma non ne fu in grado. Infine, Kexholm e Ingria poco popolare, non erano di grande interesse.[20][21]

La politica religiosa[modifica | modifica sorgente]

Carlo XI era un devoto cristiano luterano. Nel febbraio del 1686 venne indetta una nuova legislazione ecclesiastica per sua iniziativa. Questa nuova legislazione prevedeva che il re fosse a tutti gli effetti il reggente della chiesa di stato svedese e che contemporaneamente egli fosse sovrano della terra di Svezia e Dio del mondo. La frequentazione dei sermoni del sabato venne resa obbligatoria e le persone del popolo che fossero state trovate a camminare liberamente durante quel periodo, correvano il rischio di essere arrestate. Tre anni dopo, il sovrano dichiarò obbligatorio per tutti l'apprendimento del catechismo scritto dall'arcivescovo Olov Svebilius e completato poi dal vescovo Haqvin Spegel, di modo che tutti potessero apprendere la "magnificenza di Dio".[22][23]

Carlo incoraggiò la produzione di libri di inni e canti (Psalmbok) affinché questi venissero stampati e distribuiti alle chiese (l'opera divenne completa nel 1693), e provvide ad una nuova ristampa della Bibbia che venne completata nel 1703 e prese il nome del suo successore, Bibbia di Carlo XII.[22][23]

La morte[modifica | modifica sorgente]

Il sarcofago di Carlo XI nella Chiesa di Riddarholmen.

Carlo XI aveva avuto dei problemi legati allo stomaco sin dal 1694. Nell'estate del 1696, egli chiese ai dottori di corte un'opinione circa questo male che lo affliggeva in continuazione, ma essi non furono in grado di provvedergli una cura adatta.

Egli continuò a svolgere il proprio compito di sovrano senza particolari problemi sino al febbraio del 1697 quando il dolore, divenuto particolarmente acuto, lo costrinse a tornare a Stoccolma ove i dottori lo visitarono nuovamente rilevando un grande gonfiore allo stomaco. Carlo XI morì il 5 aprile 1697 all'età di 45 anni. L'autopsia eseguita poi sul corpo, stabilì che il re aveva contratto un cancro che si era sviluppato per tutta la cavità addominale.[24]

Matrimonio e figli[modifica | modifica sorgente]

La regina Ulrica Eleonora, moglie di Carlo XI

Il 6 maggio 1680, Carl XI sposò Ulrica Eleonora (1656–1693), figlia del re Federico III di Danimarca (1609–1670). In precedenza, egli si era fidanzato con sua cugina Giuliana d'Assia-Eschwege, ma il fidanzamento venne interrotto ed egli sposò Ulrica come segno di riappacificazione dopo la fine della guerra con la Danimarca e la firma del trattato di pace relativo.

Ulrica Eleonora era una donna di grande bellezza, ma non fu in grado di imporsi anche in campo politico né in quello famigliare, sottostando alle iniziative della madre di Carlo. La regina madre era sovente menzionata prima di lei nelle udienze pubbliche e nelle cerimonie religiose, ma Ulrica che era di carattere dolce e accondiscendente non prese a cuore questa lotta interna.[25] Ella era completamente differente dal re: Carlo amava la caccia e l'equitazione, mentre sua moglie adorava la lettura e l'arte. La sua dolcezza era in netto contrasto con la rudezza del marito. Il suo passato danese le rendeva sempre la vita un po' difficile e quando Carlo si trovava in giro per il paese o all'estero, sovente la regina rimaneva sola e triste, guardata con sospetto da molti. Il matrimonio stesso, ad ogni modo, venne considerato un grande successo in quanto i due coniugi erano molto innamorati l'uno dell'altra.[26]

La coppia ebbe i seguenti figli:

Dando alla luce quest'ultima figlia, Ulrica si ammalò anche a causa del fatto che aveva dato alla luce un figlio all'anno per ben sette anni consecutivi e Carlo le rimase accanto dedicando molto del suo tempo alla cura della moglie. La morte di Ulrica Eleonora nel luglio del 1693 scioccò così tanto Carlo che non si ristabilì ma completamente per il resto della sua vita.[12][26]

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Carlo XI di Svezia Padre:
Carlo X Gustavo di Svezia
Nonno paterno:
Giovanni Casimiro del Palatinato-Zweibrücken-Kleeburg
Bisnonno paterno:
Giovanni I del Palatinato-Zweibrücken
Trisnonno paterno:
Wolfgang del Palatinato-Zweibrücken
Trisnonna paterna:
Anna d'Assia
Bisnonna paterna:
Maddalena di Jülich-Kleve-Berg
Trisnonno paterno:
Guglielmo di Jülich-Kleve-Berg
Trisnonna paterna:
Maria d'Austria
Nonna paterna:
Caterina di Svezia
Bisnonno paterno:
Carlo IX di Svezia
Trisnonno paterno:
Gustavo I di Svezia
Trisnonna paterna:
Margherita Leijonhufvud
Bisnonna paterna:
Anna Maria di Wittelsbach-Simmern
Trisnonno paterno:
Ludovico VI del Palatinato
Trisnonna paterna:
Elisabetta d'Assia
Madre:
Edvige Eleonora di Holstein-Gottorp
Nonno materno:
Federico III di Holstein-Gottorp
Bisnonno materno:
Giovanni Adolfo di Holstein-Gottorp
Trisnonno materno:
Adolfo di Holstein-Gottorp
Trisnonna materna:
Cristina d'Assia
Bisnonna materna:
Augusta di Danimarca
Trisnonno materno:
Federico II di Danimarca
Trisnonna materna:
Sofia di Meclemburgo-Güstrow
Nonna materna:
Maria Elisabetta di Sassonia
Bisnonno materno:
Giovanni Giorgio I di Sassonia
Trisnonno materno:
Cristiano I di Sassonia
Trisnonna materna:
Sofia di Brandeburgo
Bisnonna materna:
Maddalena Sibilla di Prussia
Trisnonno materno:
Alberto Federico di Prussia
Trisnonna materna:
Maria Eleonora di Jülich-Kleve-Berg

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Secondo il calendario gregoriano, allora non in uso in Svezia; secondo il calendario giuliano la data di nascita è il 24 novembre e la data di morte il 5 aprile.
  2. ^ Rystad (2003) p. 37
  3. ^ Åberg (1958), pp.63–65
  4. ^ Åberg (1959) pp.50–53
  5. ^ Åberg, p.66
  6. ^ Åberg (1958), pp.71–72
  7. ^ Åberg (1958), pp.75–76
  8. ^ Åberg (1958, pp.77–79
  9. ^ Rystad (2003), p. 95, stima che 8.000–9.000 caddero sul campo su un totale di 20.000
  10. ^ Åberg (1958) p.81
  11. ^ Rystad (2003) p.97
  12. ^ a b XI Encyclopædia Britannica Eleventh Edition (1910–1911)
  13. ^ Rystad (2003), p.167
  14. ^ Rystad (2003) p.181
  15. ^ Åberg (1958), pp 93–94
  16. ^ Åberg (1958), p.111
  17. ^ Åberg (1958), p.190
  18. ^ a b Åberg (1958) pp.125–134
  19. ^ a b Rystad (2003), pp.241–265
  20. ^ a b c Åberg (1958), pp.135–146
  21. ^ a b c Rystad (2003) pp.307–344
  22. ^ a b Åberg (1958), pp.157–166
  23. ^ a b Rystad (2003) pp.345–357
  24. ^ Rystad (2003), pp.368–369
  25. ^ Rystad (2003), pp.282–283
  26. ^ a b Rystad (2003), pp.287–289

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Åberg, Alf: Karl XI, Wahlström & Widstrand 1958 (ristampato da ScandBook, Falun 1994, ISBN 91-46-16623-8 )
  • Lindqvist, Herman: Historien om Sverige
  • Rystad, Göran: Karl XI / En biografi, AiT Falun AB 2001. ISBN 91-89442-27-X
  • Upton, Anthony F. Charles XI and Swedish Absolutism, 1660–1697. Cambridge University Press, 1998. ISBN 0-521-57390-4.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Svezia Successore Flag of Sweden.svg
Carlo X Gustavo 1660 - 1697 Carlo XII
Predecessore Granduca di Finlandia Successore Grand Duchy of Finland Arms.svg
Carlo X Gustavo 1660 - 1697 Carlo XII
Predecessore Duca di Brema e Principe di Verden Successore Bremen-Verden.PNG
Carlo X 1660-1697 Carlo XII
Predecessore Duca di Zweibrücken Successore Armoiries comtes palatins de Deux-Ponts.svg
Federico Luigi del Palatinato-Zweibrücken 1681-1697 Carlo XII