Sofia Amelia di Brunswick e Lüneburg

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sofia Amelia di Brunswick e Lüneburg
Sofia Amelia, dipinto di Abraham Wuchters.
Sofia Amelia, dipinto di Abraham Wuchters.
Regina consorte di Danimarca e Norvegia
In carica 16481670
Nascita Castello di Herzberg, Bassa Sassonia, 24 marzo 1628
Morte Palazzo di Amalienborg, Copenaghen, 20 febbraio 1685
Luogo di sepoltura Cattedrale di Roskilde, Copenaghen
Casa reale Casato degli Oldenburg
Casato di Brunswick
Padre Giorgio di Brunswick-Lüneburg
Madre Anna Eleonora di Assia-Darmstadt
Consorte di Federico III di Danimarca
Figli Cristiano
Federico
Giorgio
Anna Sofia
Federica Amalia
Guglielmina Ernestina
Ulrica Eleonora
Dorotea

Sofia Amelia di Brunswick e Lüneburg (24 marzo 162820 febbraio 1685) fu la regina consorte di Danimarca e Norvegia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ritratto della Regina attribuito a Jürgen Ovens

Sofia Amelia nacque nel Castello di Herzberg a Herzberg am Harz, figlia di Giorgio, Duca di Brunswick-Lüneburg, e di sua moglie, Anna Eleonora di Assia-Darmstadt.

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Sofia Amelia sposò, il 1 ottobre 1643, Principe Federico presso il Castello di Glücksburg, e vissero a Brema. Il matrimonio fu combinato nel 1640 poiché fu considerato adatto per la situazione attuale dello sposo: egli era, in quel momento, arcivescovo di Brema e non l'erede al trono. Dal 1646 al 1647, vissero in condizioni umili a Flensborg prima che il suo consorte fosse dichiarato erede. Diventò Regina di Danimarca nel 1648.

La coppia ebbe otto figli[1]:

Regina consorte[modifica | modifica sorgente]

Sofia Amalia era un' amante della caccia e, nonostante la difficile situazione economica del Regno, era il centro di una vita di corte sontuosa, con esclusivi articoli di lusso e grandi feste, che gettavano la gloria del potere reale. Organizzava feste in maschera e trasmise la moda francese in Danimarca. Mentre il marito era introverso, Sofia Amalia divenne il centro della vita sociale a corte.

Influenza politica[modifica | modifica sorgente]

Nella prima parte del regno di Federico III, e più tardi, durante il regno di suo figlio Cristiano V, Sofia Amalia ebbe una influenza sulle decisioni politiche. Era interessata alla politica e raccolse seguaci distribuendo favori.

Probabilmente prese parte alla decisione di introdurre la monarchia assoluta. Questo accadde mentre la popolarità della coppia reale era al massimo dopo l'assedio svedese di Copenaghen nel 1658-1660. Divenne molto popolare a quel punto per il suo sostegno morale durante l'assedio.

Tra il 1669 e il 1673 fu costruito il palazzo di Sophie Amalienborg, dove attualmente si trova il Palazzo di Amalienborg. Qui Sofia Amalia visse da vedova.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Morì il 20 febbraio 1685, a Copenaghen. Fu sepolta nella cattedrale di Roskilde[2].

Titoli e stile[modifica | modifica sorgente]

  • 24 marzo 1628 - 1 ottobre 1643 Sua Altezza Serenissima Duchessa Sofia Amelia di Brunswick e Lüneburg
  • 1 ottobre 1643 - 28 febbraio 1648 Sua Altezza Reale la Principessa Eletta di Danimarca e Norvegia
  • 28 febbraio 1648 - 9 febbraio 1670 Sua Maestà la Regina di Danimarca e Norvegia
  • 9 febbraio 1670 - 20 febbraio 1685 Sua Maestà la Regina Madre di Danimarca e Norvegia

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Sofia Amelia di Brunswick e Lüneburg Padre:
Giorgio di Brunswick-Lüneburg
Nonno paterno:
Guglielmo il Giovane di Brunswick-Lüneburg
Bisnonno paterno:
Ernesto I di Brunswick-Lüneburg
Bisnonna paterna
Sofia di Meclemburgo-Schwerin
Nonna paterna:
Dorothea di Danimarca
Bisnonno paterno:
Cristiano III di Danimarca
Bisnonna paterna:
Dorotea di Sassonia-Lauenburg
Madre:
Anna Eleonora di Assia-Darmstadt
Nonno materno:
Luigi V d'Assia-Darmstadt
Bisnonno materno:
Giorgio I d'Assia-Darmstadt
Bisnonna materna:
Maddalena di Lippe
Nonna materna:
Maddalena di Brandeburgo
Bisnonno materno:
Giovanni Giorgio di Brandeburgo
Bisnonna materna:
Elisabetta di Anhalt-Zerbst

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Oldenburg 3
  2. ^ Welfen 7

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 22952279