Ivan Mazeppa

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Ivan Stepanovič Mazeppa

Ivan Stepanovič Mazeppa (o Mazepa) (in ucraino Іван Степанович Мазепа; Masepinzi, 20 marzo 1639Tighina, 22 settembre 1709) fu un atamano dello Stato Cosacco (1687—1709) e un duca del Sacro Romano Impero Germanico (1707—1709) che durante la Grande guerra del nord si schierò a fianco degli svedesi di Carlo XII contro il Regno russo. Le sue imprese ispirarono poeti e musicisti.

La prima giovinezza[modifica | modifica sorgente]

"Mazeppa" di Théodore Géricault; dipinto basato sul poema di Lord Byron

Ivan nacque in una famiglia della piccola nobiltà in una regione ucraina ad occidente del fiume Dniepr, allora appartenente al regno polacco. Nonostante fossero di religione cristiano-ortodossa, i genitori lo mandarono a scuola dai gesuiti, cosicché il giovane Ivan ricevette un'educazione di tipo classico. Questo gli fruttò la posizione di paggio alla corte polacca, ove fu preso a ben volere dallo stesso re, Giovanni II Casimiro di Polonia. Colto ed intelligente ma irascibile e violento, ebbe presto a scontrarsi con gli altri del suo rango, che lo dileggiavano per il suo credo ortodosso: una reazione troppo violenta ad una provocazione gli valse l'esilio nella residenza estiva della famiglia (1663).

Qui - secondo un episodio narrato da Voltaire[1], reso in poesia da Byron ed immortalato da un dipinto di Géricault - fu sorpreso da un notabile del luogo a letto con la propria moglie; fu quindi fatto legare ignudo alla coda di un cavallo che fu frustato e corse via al galoppo. Recuperato piuttosto malconcio, il giovane Ivan si ristabilì ma decise di andarsene e, memore dei suoi ascendenti cosacchi, si recò presso di loro in territorio ucraino russo.

Grazie alla sua intelligenza e conoscenza delle lingue (parlava e scriveva il polacco, il tedesco ed il russo e conosceva anche la lingua latina) divenne segretario dell'atamano Ivan Samoilovitsch e dopo aver dimostrato insolite doti di oratore e diplomatico, fu inviato in missione a Costantinopoli. Sulla via della capitale turca, tuttavia, fu catturato dai cosacchi zaporoziani[2]. Fortemente attaccati alla chiesa ortodossa e ferocemente nemici dei turchi, contro i quali erano in continuo combattimento e cui dettero sempre molto filo da torcere, essi lo portarono prigioniero a Mosca. Qui Mazeppa seppe utilizzare molto bene le sue qualità di oratore e diplomatico e convinse persino il primo ministro Artemon Metvedev e poi lo zar Alessio, che gli diede udienza, ad affidargli la difesa degli interessi russi in Ucraina.

La carriera nell'impero russo[modifica | modifica sorgente]

10 Hryvnia banconota con l'effigie di Ivan Mazeppa.

Nel 1687 l'atamano Stamoivich fu accusato di non essersi impegnato nella guerra in Crimea contro i turchi, che si era risolta male per le truppe russe, e la reggente in nome dello zar, Sofia, dietro consiglio del principe Vassilij Galitzin, del quale Ivan si era conquistato amicizia e stima, lo fece nominare atamano dei cosacchi ucraini in sostituzione dello Stamoivich. La sua attività militare non fu molto brillante e le campagne condotte dall'amico Galitsyn contro i tartari e contro i turchi furono degli insuccessi. Tuttavia Mazeppa seppe muoversi molto bene politicamente e riuscì quindi a guadagnarsi anche la stima del nuovo zar Pietro, con il quale partecipò alla spedizione del 1695 / 1696 contro Azov, nella quale sia lui che i suoi cosacchi dettero prova di buone capacità militari. Lo zar Pietro lo insignì quindi dell'Ordine di Sant'Andrea.

Stabilitosi a Baturin, riuscì a mantenere un certo ordine fra i suoi sudditi cosacchi, ribelli e poco propensi all'obbedienza, finché scoppiò la Grande guerra del nord. Egli combatté contro gli svedesi ed i sostenitori di Stanislao Leszczyński nel 1704 e nel 1705 ma dopo la pace di Altranstädt offrì segretamente a Carlo XII di Svezia supporto militare e logistico.

Grande guerra del nord e la sua influenza sull'Ucraina[modifica | modifica sorgente]

Riportando diversi insuccessi nei primi anni della guerra lo zar Pietro cominciò a modernizzare tutta la società (l'esercito, il governo) attuando una politica di accentramento. Questa linea politica dello zar minacciava l'autonomia tradizionale dell'Atamanato cosacсo che era stata garantita dall'anno 1654.

L'Unione di Ucraina e Svezia[modifica | modifica sorgente]

Una volta inteso che la politica dello zar logorava lo stato ucraino alla sua base Ivan Mazeppa decise di sfruttare le circostanze della Grande Guerra del nord per risolvere i problemi dell'autonomia. Siccome lo zar Pietro si negò ad aiutare l'Ucraina a combattere contro i polacchi e derogò l'accordo del 1654, Ivan Mazeppa fu costretto ad abbandonare la sua devozione per lo zar Pietro I.

Dopo la pace di Altranstädt offrì segretamente a Carlo XII di Svezia supporto militare e logistico. Nel 1708, con l’avvicinarsi delle truppe svedesi, Mazeppa, che fino ad allora aveva goduto della stima dello zar, si schierò apertamente con Carlo XII e gli andò incontro con un contingente di cavalleria cosacca forte di un paio di migliaia di elementi.

Ivan Mazeppa rivolse queste parole all'esercito cosacco: "Fratelli, è venuta la nostra ora! approfittiamo di questa situazione; vendichiamoci dei moscoviti per la loro prolungata violenza, per tutte le brutalità e le ingiustizie subite; salviamo per il futuro la nostra libertà e i diritti cosacchi dal loro attentato!

Avuta certezza del tradimento, Pietro il Grande lo fece scomunicare dal Metropolita di Mosca ed inviò un esercito al comando del generale Menschikov per attaccare Baturin: la città fu presa d’assalto dai moscoviti, conquistata, le fortificazioni rase al suolo, le riserve di viveri ed armi distrutte, i cosacchi ed i loro parenti sterminati.

L'arrivo di Carlo XII con le sue truppe e di Mazeppa con i cosacchi (che questi si era portati dietro) fu una delusione cocente poiché il sostegno logistico e militare che si aspettavano dalla città non era più possibile. Poco dopo Carlo XII e Mazeppa furono sconfitti a Poltava (29 giugno 1709) dalle truppe di Pietro il Grande. Mazeppa, con uno spaurito gruppo di cosacchi e qualche centinaio di soldati svedesi condusse Carlo XII verso sud, attraversando il fiume Dniepr e quindi il Bug Meridionale, sulla cui riva meridionale giunsero ai primi di settembre. Li attendeva il sultano Ahmed III (1673 – 1736).

Poco dopo Mazeppa morì di morte naturale.

L'atamano Ivan Mazeppa e la cultura Ucraina[modifica | modifica sorgente]

Molto importante fu il contributo dell'atamano alla cultura dell'Atamanato Cosacco che nell'epoca del suo regno raggiunse il massimo splendore in tutti i settori - nell'educazione, nella scienza, nella litteratura e nell'arte.

L'atamano Mazeppa fu il grande patrocinatore delle arti in Ucraina. L'aspetto più significativo nel periodo del suo regno fu la crescita della pittura e architettura. La sua epoca è caratterizzata dalla rinascita di Kiev come centro culturale dell'Ucraina e dal nascere di uno stile architettonico proprio- il barocco ucraino.

Ivan Mazeppa nell'arte[modifica | modifica sorgente]

La vita di Mazeppa ha ispirato numerosi artisti:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Voltaire, Storia di Carlo XII, 1748.
  2. ^ I cosacchi zaporoziani erano un gruppo di tribù cosacche che vivevano sulle isole del delta del Dnepr.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • John Ure, Cosacchi, Piemme, 1999, Casale Monferrato

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