Rocciamelone

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Rocciamelone
Rocciamelone0003.JPG
Versante ovest della montagna
Stato Italia Italia
Regione Piemonte Piemonte
Provincia Torino Torino
Altezza 3.538 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 45°12′12.96″N 7°04′36.73″E / 45.2036°N 7.076869°E45.2036; 7.076869Coordinate: 45°12′12.96″N 7°04′36.73″E / 45.2036°N 7.076869°E45.2036; 7.076869
Altri nomi e significati Rochemelon (francese)
Rociamlon (piemontese)
Data prima ascensione 1º settembre 1358
Autore/i prima ascensione Bonifacio Rotario D'Asti
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Rocciamelone
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Occidentali
Grande Settore Alpi Nord-occidentali
Sezione Alpi Graie
Sottosezione Alpi di Lanzo e dell'Alta Moriana
Supergruppo Catena Rocciamelone-Charbonnel
Gruppo Gruppo del Rocciamelone
Sottogruppo Nodo del Rocciamelone
Codice I/B-7.I-A.2.a

Il Rocciamelone (Rociamlon [rʊʧam'lʊŋ] in piemontese, Rochemelon in francese) è una montagna delle Alpi Graie alta 3.538 m s.l.m. È situato al confine tra la Valle di Susa e quella di Viù e sulla sua punta convergono i territori comunali di Mompantero, Novalesa e Usseglio.

Geodesia[modifica | modifica sorgente]

Sulla cima della montagna si trova il vertice trigonometrico della rete primaria di inquadramento IGM95, materializzato sul posto da un centrino GPS fissato alla roccia nei pressi della statua della Madonna e denominato Rocciamelone (cod. 055903).[1]

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

L'origine del nome è controversa. Secondo alcune fonti il nome deriva dal celtico "Roc Maol" dove "Maol" significa sommità in riferimento al fatto che la montagna appare come la più alta del circondario. Un'altra fonte fa derivare il nome dal ligure "Roc Mulun" o "Roc Mulé" in relazione al termine "molek" che significa sacrificio (specialmente umano).[2][3]

Il nome venne poi latinizzato dai Romani diventando "Mons Romuleus"[4] a sua volta cambiato in "Monte Romuleo" nell'XI secolo. Questo nome fece nascere tante leggende come quella legata ad un certo re Romolo che si diceva passasse l'estate sulle sue pendici e che vi avrebbe nascosto i suoi tesori.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel medioevo era considerato la più alta cima delle Alpi. Questa convinzione, che oggi sappiamo errata, era supportata da diversi fattori: il monte infatti incombe su Susa con un balzo che supera i tremila metri; inoltre era ben visibile per la sua caratteristica forma conica dalla frequentatissima Via Francigena, che portava oltralpe attraverso il Moncenisio, palesandosi anche al viaggiatore più distratto in un periodo in cui vaste zone alpine erano pressoché inesplorate.[3][5]

1358, la prima ascesa documentata[modifica | modifica sorgente]

Nel medioevo vi furono diversi tentativi di salita alla vetta, compreso uno da parte dei monaci dell'abbazia della Novalesa che - si legge negli annali dell'Abbazia - vengono respinti da vento e grandine. La prima salita documentata risale al 1º settembre 1358, probabilmente un primato nell'arco alpino.[6] Il crociato Bonifacio Rotario D'Asti, catturato dai Turchi, si affida alla Madonna, promettendo, qualora fosse tornato in patria, di dedicarle un simulacro sulla vetta della prima montagna che avesse visto tornato sul suolo natio.[7] Assistito da alcuni portatori, raggiunse la vetta portando con sé un trittico bronzeo realizzato a Bruges e dedicato appunto alla Madonna, oggi custodito in cattedrale a Susa.[7][8]

Situazione odierna[modifica | modifica sorgente]

Oggi la vetta del Rocciamelone è molto frequentata dagli escursionisti e dai pellegrini particolarmente avventurosi, in particolare in occasione della festa della Madonna della Neve che si svolge ogni anno il 5 agosto. La sommità è quasi "affollata": vi si trovano il santuario più alto d'Europa, intitolato a Nostra Signora del Rocciamelone[9] e una statua in bronzo, dedicata sempre alla Madonna, realizzata nel 1899 ed inaugurata il 28 agosto di quell’anno grazie ad una grandiosa sottoscrizione di 130mila bambini di tutta Italia, ideata dal Vescovo di Susa Mons. Edoardo Giuseppe Rosaz. La statua, portata in vetta a spalle dagli alpini del battaglione "Susa" appartenenti al 4º Reggimento alpini[10] (era stata preventivamente divisa in otto pezzi), è alta 3 metri ed ha al suo interno una fitta armatura di rinforzo e sostegno in ferro dal peso complessivo di ben 800 kg.[2] Oltre a ciò sono presenti un rifugio, detto Rifugio Santa Maria, da 15 posti per le emergenze, e un busto del re Vittorio Emanuele II il quale aveva effettuato proprio la salita al Rocciamelone nel 1838 quando, all'epoca, era ancora solo principe di Sardegna. Sul versante ovest, a quota 3200 m, è presente un ghiacciaio nel quale, nel 1985, si è formato un lago che è andato via via ingrandendosi a causa delle estati calde che hanno determinato la fusione del ghiaccio.

Ascesa alla vetta[modifica | modifica sorgente]

Via normale[modifica | modifica sorgente]

La salita si effettua dal rifugio "La Riposa" (2205 m) dove si può lasciare il mezzo meccanico. A vista si procede verso il rifugio Cà d'Asti (il primo in Italia, 2854 m 1.20h) su ampi pendii erbosi. Dal rifugio si sale seguendo la segnaletica bianco-rossa su pietraie stabili se asciutte e con una serie di tornanti si arriva alla Crocetta di Ferro (3306 m, +1h). Inizia qui la parte dove bisogna prestare un minimo di attenzione perché il percorso è facile ma esposto; per questo motivo, il sentiero è stato attrezzato con corde fisse che accompagnano la salita fino al santuario e quindi alla vetta (+40min). In assenza di neve o ghiaccio, la salita non comporta alcuna difficoltà tecnica; si svolge però in alta quota, quindi bisogna essere adeguatamente vestiti con un abbigliamento consono allo zero termico. La difficoltà del percorso è valutata in E o EE a seconda delle relazioni.

Via dalla valle di Viù[modifica | modifica sorgente]

Altra via di salita si effettua dalla valle di Viù partendo dal lago di Malciaussia. L'itinerario, alquanto lungo ed impegnativo, ha come punto di appoggio e di passaggio obbligato il rifugio Ernesto Tazzetti. Questa via passa anche sul ghiacciaio del Rocciamelone, ed ha alcuni tratti di facile arrampicata. La difficoltà complessiva è valutata diversamente da diversi autori: secondo quanto riportato sul sito del C.A.I. di Lanzo, è un itinerario con difficoltà escursionistica, valutato come EE; secondo quanto riportato su gulliver.it si tratta invece di un percorso con difficoltà alpinistica, valutata in PD-.

Galleria di immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scheda Monografica Vertice IGM95, scheda in formato .pdf (consultato nel settembre 2012)
  2. ^ a b kaps.it - Rocciamelone
  3. ^ a b Breve articolo sul Rocciamelone
  4. ^ Notizia dell'antico Piemonte Traspadano: Marca di Torino, Marca d'Ivrea, Alpi Graie e Pennine, Volume 1, Jacopo Durandi, stamperia di Saverio Fontana, Augusta Taurinorum 1803, pag. 74
  5. ^ (EN) summitpost.org - Rocciamelone
  6. ^ CAI Lanzo - rocciamelone dalla Val di Viù
  7. ^ a b L'alpinismo? È nato sul Rocciamelone, su La Stampa, 30 luglio 2008
  8. ^ Montagne DOC - Trittico del Rocciamelone
  9. ^ In Valsesia, sul Monte Rosa, si trova la «Madonna dei ghiacciai», la cappella dedicata alla Madonna più alta d'Europa, che si trova a 3.647 metri. La «Madonna dei ghiacciai» è gemellata col santuario di Rocciamelone.
  10. ^ [1] Sito Vecio.it - visto 11 dicembre 2008

Cartografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]