Mercurago
| Mercurago frazione |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Comune | |||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°44′52″N 8°32′53″E / 45.74778°N 8.54806°ECoordinate: 45°44′52″N 8°32′53″E / 45.74778°N 8.54806°E | ||||
| Altitudine | 225 m s.l.m. | ||||
| Abitanti | |||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 28041 | ||||
| Prefisso | 0322 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Localizzazione | |||||
Mercurago è una frazione di Arona, in provincia di Novara, a 225 metri sul livello del mare. Il toponimo pare derivare dall'antroponimo Mercurius, un mercante romano. Prime notizie sul paese risalgono al X o, più probabilmente, all'XI secolo, mentre il castello viene menzionato nel 1223. Fino al 1928, anno in cui divenne frazione di Arona, fu un comune autonomo.
Degna di nota la Chiesa di San Giorgio, menzionata per la prima volta nel 1351, che sorge su un luogo sacro già ai tempi dell'Antica Roma, fatto testimoniato da due iscrizioni in latino, dedicate a Matrone e a Mercurio, rispettivamente del II e I secolo d.C., e dai resti di un'ara, ora inglobati in un pilastro della chiesa.
Ritrovamenti archeologici [modifica]
Nel territorio del paese verso la metà dell'Ottocento ci furono numerose scoperte archeologiche. Nel 1860 vennero ritrovate una palafitta[1], prima in Italia, e una piroga, conservatesi nella torbiera, risalenti all'età del bronzo. Sull'altura detta Motto Lagone è stata scoperta[2] una necropoli appartenente alla cultura di Golasecca.
Nella località Colle del castello sono inoltre stati ritrovati vasi gallici ed una tomba di un guerriero longobardo.
È sede del Parco naturale dei Lagoni di Mercurago.
Note [modifica]
- ^ Preistoria e archeologia al Parco dei Lagoni di Mercurago http://www.parchilagomaggiore.it/archeo.htm
- ^ L’età del Ferro è invece documentata da una necropoli golasecchiana situata su di una collina di origine morenica, detta Motto Lagone, indagata tra gli anni ’70 e ’90. Tale necropoli è costituita da una decina di tombe, sia ad incenerazione che a inumazione, risalenti al VI-V secolo a.C., i cui corredi erano costituiti da urne, scodelle, bicchieri, vasi, anelli, fibule a sanguisuga, parti di collane in vetro ed ambra. [1]
Collegamenti esterni [modifica]
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