Canale Cavour
| Canale Cavour | |
|---|---|
Il Canale Cavour a Chivasso |
|
| Stato | |
| Regioni | |
| Lunghezza | 82 23 km[1] |
| Portata media | 110 m³/s[1] |
| Altitudine sorgente | 177[2] m s.l.m. |
| Nasce | Po a Chivasso |
| Affluenti | Cavo Farini, Diramatore Alto Novarese, Canale Regina Elena |
| Sfocia | Ticino a Galliate |
Il Canale Cavour è un canale artificiale costruito a supporto dell'agricoltura (in particolare della coltura del riso) che trae origine dal Po a Chivasso (TO) e termina scaricandosi nel Ticino nel comune di Galliate (NO).
La sua lunghezza totale è pari a quasi 85 km ed è il secondo canale italiano per lunghezza, dopo il Canale Emiliano Romagnolo. All'imbocco ha una portata massima di 110 m³/s, che ad est del Sesia si riduce ad 85 m³/s. Il nome ricorda Camillo Benso di Cavour, che ne fu tra i promotori.[3]
Indice |
Percorso [modifica]
L'incile del canale, ovvero l'opera di presa delle acque del fiume Po, è situato circa 200 metri ad est del ponte di Chivasso sulla sinistra idrografica del fiume. Dopo circa 600 metri si incontra la chiavica d'imbocco, ovvero l'edificio che ospita le paratoie destinate a regolare la portata del canale. Un breve canale scolmatore situato a monte delle paratoie permette la restituzione delle acque in esubero al fiume Po.
Dopo alcuni km in direzione est il Canale Cavour sovrappassa la Dora Baltea con un ponte canale e ne riceve poco dopo l'apporto idrico che gli giunge grazie al Cavo Farini, il quale a sua volta capta le acque della Dora nei pressi di Saluggia. L'apporto idrico della Dora Baltea, che ha un regime idrologico caratterizzato da piene estive e magre invernali (l'esatto opposto del Po), è essenziale soprattutto in estate in quanto supplisce alle gravi carenze di portata del Po in quella stagione[1]. Il Canale Cavour si dirige poi decisamente verso nord-est e nella zona di Lamporo entra nell'area risicola del basso vercellese.
Dopo aver attraversato i torrenti Elvo e Cervo la sua direzione prevalente ritorna ad essere verso est e, superato il Sesia, entra in provincia di Novara dove, presso Recetto, riceve le acque del Diramatore Alto Novarese. Il canale passa poi a nord del capoluogo dove, in località Veveri, riceve il Canale Regina Elena e immediatamente dopo origina il Diramatore Quintino Sella. Oltrepassato il Terdoppio si dirige verso Galliate dove si divide ulteriormente nel Diramatore Vigevano e si getta infine nel Ticino ad 85 km di distanza dal proprio imbocco,[2] notevolmente ridotto di portata.
Nel suo lungo tragitto il canale supera i vari corsi d'acqua naturali che attraversano la pianura risicola grazie ad una serie di importanti manufatti idraulici, i più rilevanti dei quali sono:
- tombe a sifone che consentono il sottopasso di Elvo, Sesia, Agogna e Terdoppio;
- ponti canale che consentono il sovrappasso di Dora Baltea, Cervo, Rovasenda e Marchiazza.[4]
Cenni storici [modifica]
L'agrimensore vercellese Francesco Rossi fu il primo che, negli anni Quaranta del XIX secolo, ne ideò la realizzazione. Le sembianze attuali del canale, derivano invece dal progetto affidato nel 1852 all'ingegnere Carlo Noè dall'allora Presidente del Consiglio dei ministri del Regno di Sardegna, il conte Camillo Benso di Cavour. La sua effettiva realizzazione avvenne invece tra il 1863 e il 1866 sotto il giovane Regno d'Italia, e costò all'incirca 45.000.000 di lire[5].
La gestione fu fino al 1977 affidata all'Amministrazione generale dei canali demaniali d'irrigazione, che tramite lo strumento della concessione temporanea si avvaleva della collaborazione dei consorzi tra gli utilizzatori finali delle acque del canale delle province di Vercelli e di Novara, rispettivamente Ovest Sesia ed Est Sesia. In seguito la legge 984 del 27 dicembre 1977 (legge Quadrifoglio) stabilì che la competenza sui canali demaniali venisse trasferita alle Regioni (in questo caso alla Regione Piemonte). Tra i due consorzi venne inoltre costituita la Coutenza Canali Cavour. Questo ente, che ha la propria sede amministrativa a Novara e quella legale a Vercelli, oltre che del Canale Cavour si occupa anche della gestione degli altri canali di interesse comune presenti nell'area. [3]
Il Sifone sotto al Sesia [modifica]
Le acque del Cavour scorrono per circa 256 metri sotto al fiume Sesia, al confine tra Greggio e San Nazzaro Sesia. Il sifone rappresenta il più importante manufatto idraulico presente sul canale stesso; venne realizzato nel novembre 1864 e terminato il mese successivo[6]
Comuni attraversati [modifica]
Il Canale Cavour attraversa il territorio di 23 comuni, tutti compresi nella regione Piemonte.[7]
- in provincia di Torino: Chivasso e Verolengo;
- in provincia di Vercelli: Saluggia, Lamporo, Livorno Ferraris, Bianzè, Tronzano Vercellese, Crova, San Germano Vercellese, Santhià, Casanova Elvo, Formigliana, Balocco, Villarboit, Albano Vercellese e Greggio;
- in provincia di Novara: Recetto, Biandrate, Vicolungo, San Pietro Mosezzo, Novara, Cameri e Galliate.
Galleria fotografica [modifica]
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La tomba a sifone di Vettignè
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Il canale nei pressi di Balocco
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Il passaggio sotto il fiume Sesia
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Centrale idroelettrica a Galliate, al termine del percorso
Note [modifica]
- ^ a b c rivista Est Sesia (periodico dell'Associazione Est Sesia-Novara), ottobre-novembre 2008 n.113, p.10
- ^ a b Carta Tecnica Regionale raster 1:10.000 (vers.3.0) della Regione Piemonte - 2007
- ^ a b Pagine web dell'Ecomuseo del Canale Cavour, su www.tecnicocavour-vc.it (consultato nel settembre 2009)
- ^ Sito dell'Ecomuseo delle Terre d'Acqua - ecomuseo.schole.it, consultato nell'agosto 2009
- ^ Reale deputazione di storia patria, Biblioteca storica italiana Vol. 4, 1892, p.6
- ^ periodico ass. irr. estsesia, ottobre 1987
- ^ Portale Cartografico Nazionale, mappa IGM 1:25.000
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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