Isola di San Giulio

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Isola di San Giulio
Isola di San Giulio (9182453906).jpg
Geografia fisica
Localizzazione Lago d'Orta
Coordinate 45°47′45.86″N 8°23′59.35″E / 45.796072°N 8.399819°E45.796072; 8.399819Coordinate: 45°47′45.86″N 8°23′59.35″E / 45.796072°N 8.399819°E45.796072; 8.399819
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Piemonte Piemonte
Provincia Novara Novara
Comune Orta San Giulio-Stemma.png Orta San Giulio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Piemonte
Isola di San Giulio

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L'isola di San Giulio
Isola di San Giulio vista da Madonna del Sasso

L'isola di San Giulio (in piemontese ìsola ëd San Giuli, in lombardo Isola de San Giuli) è l'unica isola del Lago d'Orta e fa parte del comune di Orta San Giulio, in provincia di Novara, in Piemonte.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

È situata a circa 400 metri dalla riva, lunga 275 m e larga 140, ha un perimetro di circa 650 m ed è quasi interamente occupata dall'abbazia Mater Ecclesiae.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le indagini archeologiche hanno dimostrato l'antichità della presenza umana, attestata dal Neolitico all'Età del Ferro. Secondo la leggenda della vita di San Giulio in età romana il sito sarebbe stato abbandonato. È possibile però, benché manchino riscontri archeologici, che l'isola fosse un centro cultuale precristiano. Ciò spiegherebbe, sia il motivo per cui l'evangelizzatore decise di costruirvi, verso il 390, la prima chiesa, sia il simbolo adombrato dalla leggendaria infestazione di serpi e draghi. Tali rettili sarebbero quindi una allegoria del Male e, nel caso specifico, secondo i cristiani di quei tempi, del paganesimo. Le indagini archeologiche hanno messo in luce i resti di un'antica chiesa, datata tra la fine del V ed il VII secolo, fornendo base storica alla Leggenda.[1][2]

Nell'Alto Medioevo la posizione strategica rese l'isola un importante centro difensivo. Una tradizione, tuttora dibattuta, identifica nel castello dell'isola, il castrum edificato da vescovo di Novara Onorato, citato dal poeta e vescovo di Pavia Ennodio (lib. II Carm.).

In epoca longobarda l'isola era certamente fortificata e, secondo la testimonianza di Paolo Diacono, vi risiedette il Duca Mimulfo. Gli eventi bellici del 962, quando l'imperatore del Sacro Romano Impero Ottone I assediò sull'isola per mesi la regina Willa moglie di Berengario II re d'Italia, portarono forse alla distruzione della chiesa primitiva.[3]

Dal 1219 i Vescovi di Novara assunsero la piena sovranità sul territorio della Riviera di San Giulio, di cui l'isola era il centro religioso e amministrativo. Le attività economiche si spostarono però gradualmente verso il vicino borgo di Orta, che nel corso del XVII secolo finì per dare il nome al lago, che nel medioevo era noto come Lago di San Giulio.[1] L'occupazione del castello ebbe un ruolo decisivo durante le turbolenze che videro gli abitanti della Riviera difendere accanitamente la propria libertà contro le scorrerie delle milizie mercenarie provenienti dal vicino Ducato di Milano nella prima metà del Cinquecento. Nel 1841 il castello medievale fu abbattuto per far posto al nuovo grande Seminario Vescovile, opera dell'architetto lombardo Ferdinando Caronesi.

Una strada pedonale percorre l'intero perimetro dell'isola costeggiando le antiche case dei canonici, una delle più antiche fu di proprietà di Cesare Augusto Tallone, costruttore di pianoforti artigianali e accordatore di Arturo Benedetti Michelangeli. Ogni anno vi si tiene un'apprezzata rassegna di concerti.

Nel 1973 venne fondato sull'isola un monastero benedettino, il monastero Mater Ecclesiae, nel quale vengono svolte importanti ricerche, studi e traduzioni di testi antichi.[2] Il monastero ha anche un laboratorio di restauro e centro di ricerca e studio sui tessuti antichi. Da alcuni anni il monastero ha sede nell'ex seminario.

L'isola di San Giulio nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

Sull'isola di san Giulio è ambientato il romanzo breve di Gianni Rodari C'era due volte il barone Lamberto, ovvero, I misteri dell'isola di San Giulio.

Persone legate all'isola di San Giulio[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Touring Editore, Piemonte, Touring Editore, 1976, p. 601.
  2. ^ a b Luca Selmi, Touring club italiano, Orietta Colombai, Mady Rigoselli, Luoghi dello spirito, Touring Editore, 2004, p. 27.
  3. ^ Adriano Villata, Mario Villata, Villata dal 21 giugno 1155. 1219 anni di storia, Verso l'Arte Edizioni, 2008, p. 20.

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