Belbo

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Belbo
Stato Italia Italia
Regioni Piemonte Piemonte
Lunghezza 86 km
Portata media 8 m³/s
Bacino idrografico 516 km²
Altitudine sorgente 800 m s.l.m.
Nasce Colli di Montezemolo
Affluenti Tinella, Nizza
Sfocia Tanaro
44°53′42″N 8°31′34″E / 44.895°N 8.526111°E44.895; 8.526111Coordinate: 44°53′42″N 8°31′34″E / 44.895°N 8.526111°E44.895; 8.526111
Mappa del fiume

Il Belbo (Berb o Belb in piemontese) è un torrente (86 km, bacino 516 km²) del Piemonte sud-orientale, principale affluente di destra del Tanaro dopo la Bormida.
Nel suo percorso interessa le provincie di Cuneo, di Asti ed Alessandria.

Il corso del torrente[modifica | modifica sorgente]

Nasce dalle Langhe sul confine tra Liguria e Piemonte a circa 800 m di quota dai colli di Montezemolo (CN), scorrendo inizialmente in una verde conca naturale tutelata a Riserva naturale speciale delle Sorgenti del Belbo.
Subito la valle si approfondisce cosicché il torrente si incassa per alcuni Km in uno stretto fondovalle racchiuso tra aspri ed instabili rilievi tufacei dove si arricchisce dell'apporto di svariati ruscelli. Qui lambisce il territorio di molti comuni come San Benedetto Belbo (CN), Niella Belbo (CN), e Bossolasco (CN).

Dopo quest'ultimo comune la pendenza della valle aumenta notevolmente cosicché il Belbo prende a scorrere più accidentato formando alcuni ghiaioni ed innescando alcuni suggestivi processi erosivi in sponda sinistra (calanchi).
In questo tratto attraversa Rocchetta Belbo (CN) e Cossano Belbo (CN) dove a tratti si allarga notevolmente.

Giunto a Santo Stefano Belbo (CN) attraversa la parte nord dell'abitato ricevendo da sinistra il modesto contributo del suo principale tributario, il Tinella (24 km, 1 m3/s), un piccolo torrente proveniente dalle Langhe particolarmente capriccioso nella stagione piovosa.
Da questa confluenza gira poi bruscamente da sud a nord entrando in provincia di Asti nel Monferrato.

Qui scorre canalizzato attraversando per intero la cittadina di Canelli (AT) dove riceve da destra il Rio Rocchea e da sinistra il rio Trionzo.
La pendenza inizia a diminuire e il torrente approfondisce il suo letto. La portata media è molto modesta.

Proseguendo sinuoso lambisce poi il comune di Calamandrana (AT) giungendo così a Nizza Monferrato (AT), dove scorre nuovamente canalizzato, ricevendo sempre da sinistra il contributo esiguo del Nizza, altro corso d'acqua estremamente temibile in caso di forti precipitazioni.

Da Nizza in poi il Belbo rallenta ancora la sua corsa scorrendo con andamento meandriforme e giungendo così nel comune di Incisa Scapaccino (AT), dove si incassa per un breve tratto tra le colline monferrine scavalcato da un curioso ponte, per poi giungere sempre con andamento sinuoso a Castelnuovo Belbo (AT), dove inizia ad essere pesantemente arginato.

Nei pressi di Bruno (AT) entra poi in Provincia di Alessandria attraversando i comuni di Bergamasco (AL) Oviglio (AL) sino a giungere nei pressi di Villa del Foro (AL) dove confluisce da destra nel fiume Tanaro.

Regime idrologico[modifica | modifica sorgente]

Il Belbo è un corso d'acqua dal carattere spiccatamente torrentizio a causa di alcuni suoi aspetti peculiari:

  • la particolare conformazione del suo bacino di raccolta molto lungo e stretto, fattore che favorisce la sovrapposizione di piene degli affluenti con il corso d'acqua principale.
  • la pendenza molto elevata dell'alveo nel tratto medio-alto e la presenza dei rilievi delle Langhe dai versanti assai instabili e franosi.
  • la natura quasi totalmente impermeabile dei territori attraversati (marne e argille), ben poco efficaci nell'assorbire le precipitazioni e rallentare la velocità della corrente.

A causa di questi fattori il torrente presenta un comportamento non dissimile da quello delle fiumare del Sud-Italia: in caso di precipitazioni abbondanti sull'alto bacino la propagazione a valle di conseguenti onde di piena avviene in tempi rapidissimi (appena 2-3 ore per raggiungere la foce nel Tanaro!) con picchi di piena essenzialmente brevi ma estremamente rabbiosi e distruttivi, anche a causa dell'enorme trasporto solido che le caratterizzano.

Le piene del Belbo possono quindi essere devastanti nei mesi piovosi, (Ottobre-Novembre), a ciò anche i tempi di ritorno delle piene straordinarie sono nell'ordine di appena 15-20 anni.

Per quanto riguarda invece periodi di secca il Belbo presenta fortissime magre estive che vedono scorrimenti superficiali quasi nulli (pur se perenni).

Non mancano in ogni caso piene durante il periodo siccitoso dovute magari a brevi ma violenti acquazzoni, in quanto la risposta dell'alto bacino in caso di forti piogge è sempre immediata.

La portata media annua si attesta presso la confluenza con il Tanaro a c. 8 m3/s, un valore piuttosto modesto rispetto al territorio drenato.

Portate medie mensili[modifica | modifica sorgente]

Portata media mensile (in m3)
Stazione idrometrica : confluenza Tanaro (1951 - 1991)

Fonte : AA.VV., Piano di tutela della acque - Allegato tecnico II.h/1 Bilancio delle disponibilità idriche naturali e valutazione dell'incidenza dei prelievi - Bilancio idrologico - Rapporto tecnico; tabella 8, pag. 28; luglio 2004; Regione Piemonte (consultato nel dicembre 2011)

Alluvioni[modifica | modifica sorgente]

La storia della valle del Belbo è costellata di piene catastrofiche: ad esempio nel 1948 quando il torrente produsse una piena rovinosissima che inondò Canelli e Nizza Monferrato o ancora peggio nel 1968 quando dopo 380 mm di pioggia in poche ore causò una vera catastrofe dalla sorgente alla foce, sommergendo Santo Stefano Belbo e Nizza Monferrato.

L'ultimo disastro causato dal fiume è recente: anche il Belbo infatti è tristemente noto insieme al Tanaro per essere stato uno dei corsi d'acqua ad aver causato l'alluvione in Piemonte del novembre 1994.

In quei giorni infatti, dopo 3 giorni di pioggia ininterrotta (oltre 200 mm in 24 ore solo nella giornata del 5 novembre), il torrente si gonfiò a dismisura toccando a Santo Stefano Belbo valori di portata eccezionali di 1.330 m3/s e a Castelnuovo Belbo di quasi 1000 m3/s. (rispettivamente 220 e 167 volte la portata normale!), tracimando così per l'intera lunghezza del suo corso e devastando brutalmente quasi tutto il suo fondovalle.

Particolarmente sconvolti della furia delle acque furono i comuni di Rocchetta Belbo, Cossano Belbo, Santo Stefano Belbo, Canelli (il centro più colpito che contò anche 3 vittime) e Incisa Scapaccino; solo Nizza Monferrato venne risparmiata dal disastro pur subendo pesanti danni alle strade adiacenti al corso d'acqua e allagamenti di qualche scantinato.

Decisamente minori i danni dopo la piena del 27 aprile 2009, nella quale ci furono solo alcuni allagamenti a scantinati nella zona più bassa di Incisa Scapaccino e allagamenti ai campi intorno a Bergamasco, con l'interruzione della strada tra l'abitato e la stazione ferroviaria. In quell'occasione ben più problematica, invece, fu la situazione del Tanaro quando arrivò la piena il giorno dopo.

Il Belbo nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ultima edizione: Cesare Pavese, La luna e i falò, Torino, Einaudi, 2005. ISBN 9788806174194
  2. ^ Beppe Fenoglio, in Romanzi e racconti, Torino, Einaudi - Gallimard, 1991. ISBN 88-446-0002-1

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]