Consorzio Suonatori Indipendenti

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CSI Consorzio Suonatori Indipendenti
Paese d'origine Italia Italia
Genere New wave
Post-punk
Art rock
Indie rock
Periodo di attività 1992-2001
Album pubblicati 8
Studio 3
Live 3
Raccolte 3

Il Consorzio Suonatori Indipendenti (o CSI) è stato un gruppo musicale italiano nato dalle ceneri dei CCCP Fedeli alla linea. Gli album sono distribuiti dalla casa discografica fondata dai componenti del gruppo stesso, il Consorzio Produttori Indipendenti.

Dopo lo scioglimento del gruppo avvenuto nel 2001 alcuni ex-componenti dei C.S.I. confluiranno nei PGR.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine dei CCCP (1990), con la caduta del muro di Berlino, quel che rimaneva dei CCCP originali (Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni, il "nucleo emiliano") si incontra con il "nucleo toscano" in uscita dai Litfiba, composto da Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli, che già avevano collaborato all'ultimo album dei CCCP Fedeli alla Linea, Epica Etica Etnica Pathos insieme al loro tecnico del suono, Giorgio Canali. La loro prima collaborazione inizia con un concerto al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato (tenuto insieme agli Üstmamò e ai Disciplinatha il 18 settembre 1992 e documentato nel disco Maciste contro tutti)[2] e prosegue con una fortunata serie di dischi.

La sigla C.S.I., oltre ad essere l'acronimo di "Consorzio Suonatori Indipendenti", è un ovvio riferimento ai cambiamenti in atto nell'ex impero sovietico. Come infatti il precedente nome faceva riferimento alla sigla in cirillico dell'Unione Sovietica, così questo fa riferimento alla Comunità di Stati Indipendenti che aveva preso il posto dell'U.R.S.S. Rispetto alla formazione dei CCCP, entrano stabilmente Gianni Maroccolo (basso), Giorgio Canali (chitarre), Francesco Magnelli (piano, tastiere) e sua moglie Ginevra Di Marco (dapprima come corista), mentre abbandonano la compagnia Fatur e Annarella.

Nel 1994 esce l'album Ko de mondo. Si tratta del primo disco per la nuova sigla. Il disco, come scritto sulle note di copertina, è composto, concepito, arrangiato, suonato e registrato nei mesi di agosto e settembre del 1993 nel casale Le Prajou in Finistère (Bretagna). Il nome dell'album è pero una storpiatura di Codemondo, frazione di Reggio Emilia. L'album vede la partecipazione anche di Pino Gulli (batteria), Alessandro Gerby (percussioni) e Marco Parente (percussioni in Del mondo). Riguardo al viaggio dei CSI in Francia è stata anche realizzata una VHS intitolata Ko de mondo, immagini sul finire della Terra.

Nel 1994 viene pubblicato il live acustico In quiete, registrato da Videomusic il 3 giugno di quell'anno all'interno di un ciclo di trasmissioni intitolato Acoustica. Il disco-session contiene la cover del brano Lieve dei Marlene Kuntz, gruppo ai tempi sconosciuto che aveva da circa un mese pubblicato il primo album. Lo spettacolo uscì anche in VHS (ristampato poi nel 2005 in DVD).

Il 25 aprile 1995 il gruppo dà vita mediante il Consorzio Produttori Indipendenti a un concerto tenutosi a Correggio per celebrare l'anniversario della liberazione d'Italia e che confluisce nella compilation Materiale resistente, in cui i CSI sono presenti con il brano Guardali negli occhi.

L'album Linea Gotica del gennaio 1996 è scaturito dal dolore per i tragici avvenimenti accaduti in quegli anni nei Balcani (si parla di Sarajevo in Cupe vampe). L'album contiene anche la cover del brano di Franco Battiato E ti vengo a cercare e vede la partecipazione dello stesso Battiato e di Marco Parente come batterista. Nel frattempo i CSI partecipano come attori (curano anche la colonna sonora tramite il CPI) al film Tutti giù per terra (1997) di Davide Ferrario. Intraprendono poi due tour, uno invernale e uno estivo, con Linea Gotica.

Dopo un viaggio in Mongolia di Ferretti e Zamboni (durante cui sono state effettuate riprese facenti parte del documentario di Davide Ferrario Sul 45º parallelo), la band torna con un nuovo disco in studio realizzato tra il gennaio e il marzo 1997 a Carpineti, nel reggiano e pubblicato nell'agosto dello stesso anno. Tabula Rasa Elettrificata arriva primo in classifica, mettendo così in crisi l'idea di "gruppo alternativo" (T.R.E. infatti vende oltre 80.000 copie e permette al gruppo di conquistare la vetta della classifica italiana).[2]

L'ultimo album in assoluto dei CSI esce il 29 gennaio 1998 ed è La terra, la guerra, una questione privata, registrazione del Concerto in onore e a memoria di Beppe Fenoglio, suonato e registrato ad Alba nella Chiesa di San Domenico il 5 ottobre 1996. Il disco, pubblicato in gennaio, viene tolto dal mercato il 1º maggio dello stesso anno. Il concerto dei CSI viene anche documentato nel film di Guido Chiesa Un giorno di fuoco.

Varie incomprensioni e l'abbandono di Massimo Zamboni porteranno poi allo scioglimento del gruppo e alla nascita dei PGR.[1]

Nel settembre 2013, dopo lo spettacolo 30 anni di Ortodossia, lanciato da Massimo Zamboni e Angela Baraldi a cui ha partecipato anche Giorgio Canali, a questi componenti si aggiungono Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli e tutti insieme (al gruppo completo mancano Giovanni Lindo Ferretti e Ginevra Di Marco, sostituita dalla Baraldi), supportati da Simone Filippi (batteria) intraprendono il tour Ciò che non deve accadere accade, che riporta dal vivo le canzoni dei CSI.[3] Il tour coincide con la pubblicazione del box Vicini per chilometri (Tannen Records/Universal Music Italia), che racchiude tutti e 5 i dischi ufficiali della band in vinile.[4][5]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Timeline componenti[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album di studio[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli ed EP[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Video[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b intervista con Maroccolo in www.rockit.it. URL consultato il 15 febbraio 2010.
  2. ^ a b Cccp / Csi, ondarock.it
  3. ^ CSI Concerto, rockit.it
  4. ^ MASSIMO ZAMBONI, «IN QUESTO MOMENTO GIOVANNI LINDO FERRETTI NON FA PARTE DELLA NOSTRA ESISTENZA», xelle.it
  5. ^ VICINI PER CHILOMETRI, tannenrecords.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]