Reggia di Valcasotto

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La reggia di Valcasotto, sita nel comune di Garessio (CN), nasce nell'XI secolo come certosa dedicata a san Brunone.[1] Nel corso dei secoli subì diversi saccheggi ed incendi che ne modificarono la struttura.

Nel 1803 dopo la discesa in Italia delle truppe napoleoniche che, per occupare l'edificio ne danneggiarono in maniera importante la parte posteriore, l'Ordine dei certosini venne sciolto e la struttura venduta a privati, per passare nel 1837 fra le residenze di casa Savoia, acquistata da Carlo Alberto, che utilizzò il palazzo come residenza reale estiva e suo figlio Vittorio Emanuele II vi soggiornò durante diverse battute di caccia.[2] La venaria reale di Valcasotto fu venduta, nel 1881 da re Umberto I a privati.[3]

Nel 2000 la certosa è passata alla Regione Piemonte ed è stata aperta al pubblico.

Del complesso restano il corpo centrale e le due ali laterali (all'interno del quale troviamo diverse sale, la cucina e la cappella) che circondano il cortile porticato che si affaccia sul fiume, della parte posteriore oggi restano soltanto alcune tracce.

Il complesso garessino fa parte del circuito dei "Castelli Aperti" del basso Piemonte.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le prime notizie della Certosa risalgono al 1171 (Maurizio Minola, Residenze minori di Casa Savoia, p. 65)
  2. ^ Maurizio Minola, Residenze minori di Casa Savoia, pp. 65-66)
  3. ^ Maurizio Minola, Residenze minori di Casa Savoia, p. 66

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maurizio Minola, Residenze minori di Casa Savoia, Sant'Ambrogio di Torino, Susalibri, 2012 ISBN 9788888916903