Giardini Reali di Torino

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Giardini Reali
Giardini Reali a Torino.JPG
I Giardini Reali visti dalla Mole Antonelliana
Localizzazione
Stato Italia Italia
Indirizzo Torino
Informazioni generali
Tipo Pubblico
Superficie 103.000 m²
Inaugurazione 1805
« Dietro il Palazzo, verso la strada di circonvallazione, si stende il R. Giardino sostenuto dagli antichi bastioni. Lo fece nel genere regolare, introdotto da Le Nôtre per i giardini di Luigi XIV, il francese Dupacs o Duparc. È adornato da una grande fontana con Tritoni, di vasi e statue. Alcune sue parti furono testé racconciate alla moderna. Ciò che in esso havvi di più delizioso è il gran viale accanto alle segreterie. »
(Giuseppe Pomba, Descrizione di Torino, 1840)

I Giardini Reali sono i giardini che si trovano dietro a Palazzo Reale a Torino. I giardini iniziano subito dietro il palazzo e terminano in corso san Maurizio.

Si accede ad essi da Piazza Castello, passando per l'ingresso di Palazzo Reale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antica immagine dei Giardini Reali di Torino; nel dettaglio, la fontana dei Tritoni

Quando incominciarono a sorgere erano situati all'estrema periferia di quella Torino che Emanuele Filiberto volle ergere a capitale del suo guerresco ducato. Presero forma per ispirazione alle maggiori regge d'Europa, allora decorate con gli eleganti giardini, specie di idea toscana (basti pensare alle ville medicee).

Quanto oggi è visibile, è in gran parte opera dell'architetto André Le Nôtre. Il Le Nôtre, già attivo alla corte di Versailles, per committenza dei Borbone, rispecchiava quella che era una caratteristica dei giardini nobiliari europei, i giochi d'acqua e le prospettiva floreali. Già nell'epoca di Carlo Emanuele I e di Vittorio Amedeo I il giardino aveva subito notevoli ampliamenti, ma è sostanzialmente dal tardo seicento che si avranno, con il lavoro del De Marne (che attuava i progetti del de Nôtre) i veri e propri splendori.

Triste degrado si ebbe durante il periodo napoleonico, durante il quale non mancarono le spoliazioni ed i saccheggi: tutto ciò ebbe termine nel 1805, a seguito della nomina del giardino a Parco Imperiale. Prima del ritorno dei Savoia, a seguito della Restaurazione, quel Giuseppe Battista Piacenza che già aveva lavorato per il secondo piano dell'edificio, ebbe l'incarico di restaurare le settecentesche statue raffiguranti le Stagioni e i grandi vasi celebrativi provenienti dalla Reggia di Venaria Reale, e sostanzialmente questa fu l'ultima grande modifica che subì il giardino: ancora qualche statua venne posta verso fine Ottocento, quando per volontà di Vittorio Emanuele II si posero qui le raffigurazioni marmoree di Amedeo VI di Savoia, Vittorio Amedeo I e Vittorio Amedeo II, ma lo spostamento della capitale a Roma ridusse drasticamente l'importanza del luogo.

Nella parte bassa dei Giardini Reali, presso corso Regina Margherita, sorge, dal 1933 il Monumento nazionale al carabiniere, dichiarato monumento nazionale italiano.

Riferimenti[modifica | modifica sorgente]

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