Accademia Reale di Torino

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L'Accademia Reale di Torino nacque dalla Reale Scuola di Artiglieria e Fortificazioni sabauda.

Indice

[modifica] Storia

Nel 1673 l'architetto ducale Amedeo di Castellamonte, su progetto del defunto Duca Carlo Emanuele II, incentivato dalla reggente Madama Reale Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, madre del piccolo Vittorio Amedeo II, iniziò la costruzione di un grande palazzo destinato a racchiudere un‘accademia militare, centro di studi e di formazione per i futuri Ufficiali.

La realizzazione dell'imponente palazzo fu affidata negli anni 1676-1680 all'impresa del capomastro Carlo Buzzi del fu Francesco di Viggiù, in collaborazione di Deodato Ramelli del fu Cesare di Grancia, Carlo Ferretti del fu Giorgio di Torre e Antonio Casella di Giovanni Battista di Carona; essi assunsero l'onere di curare l'estrazione e il trasporto delle pietre di Chianocco dalle cave di Val di Susa fino all'area della fabbrica, dove le ridussero alle misure e al disegno prescritti dal Castellamonte.[1].

Il primo gennaio 1679 fu inaugurata la Reale Accademia di Savoia, alla quale affluirono giovani di nobili casati, principi, principalmente inglesi, russi e tedeschi.

L'accademia era principalmente preposta allo studio della difesa, prevedendo anche la costruzioni di Forti.[2]

I primi ufficiali si scontrarono a Torino nel 1706 con l'esercito francese sul quale ebbero la meglio, e il cui ripiegamento fu scandito dalla marcia del Principe Eugenio, adottata in seguito come marcia ufficiale della stessa Reale Accademia.

Il Re Vittorio Amedeo II diede un primo riassetto all'Istituto nel 1729 e, successivamente nel 1756, i giovani a carriera militare furono avviati ad un corso di studio, mentre teologi e alti funzionari ricevettero un'istruzione più consona alla loro formazione.

Nel 1798 la Reale Accademia di Savoia fu soppressa dai Francesi che avevano occupato lo Stato sabaudo; ma all'indomani della Restaurazione, il 2 novembre 1815, Vittorio Emanuele istituì la Regia Militare Accademia, nella stessa Castellamonte; di formazione marcatamente militare, si accedeva con la sola approvazione sovrana: 200 era il numero degli allievi previsti, 75 dei quali erano a carico del Governo e 16 “Paggi d'Onore del Re”, con pensione pagata dalla Reale Casa.
L'ammissione era tra i 9 e i 12 anni di età e la durata del corso era di 8 anni per ottenere i gradi di sottotenente alla Fanteria o alla Cavalleria; di nove anni invece era il corso di studi per gli allievi dell'Artiglieria e del Genio, dai quali si usciva con il grado di Luogotenente.

Il 15 marzo 1849 Carlo Alberto concesse all'Istituto la Bandiera tricolore, in sostituzione di quella con la croce bianca in campo rosso.

Dal 1857, furono ammessi solo giovani di almeno 16 anni; i corsi furono ridotti a 3 anni per gli allievi destinati ad entrare nelle “Armi di linea” ed a 4 per quelli che si preparavano per le “Armi speciali”.

Due anni dopo si istituì un corso suppletivo presso la Scuola Militare di Fanteria di Ivrea, ma un anno dopo, il Ministro della Guerra, presentò istanza per tre distinti corsi di formazione degli Ufficiali di Fanteria, di Cavalleria e delle Armi Speciali (Stato Maggiore, Artiglieria e Genio), con età richiesta minima di 19 anni compiuti (R.D. del 13 marzo 1860).

“È istituito presso la Scuola Militare di Cavalleria nella città di Pinerolo un corso suppletivo alla Militare Accademia in cui sarà compartita l'istruzione necessaria a quei giovani che desiderano abilitarsi ad occupare i posti di Sottotenente vacanti nell'Arma di Cavalleria...” (Art. 2 dello stesso Regio Decreto).

Ma successivamente lo stesso Ministro, il generale Fanti, pensò di istituire un'altra Scuola Militare a Modena, che dal 1865, fu l'unico Istituto di reclutamento e formazione degli Ufficiali di Fanteria e Cavalleria del Regio Esercito Italiano. L'edificio subì danneggiamenti ripetuti dal 1936 e finì per essere completamente demolito nel 1959 per far posto al nuovo Teatro Regio di Carlo Mollino[3].

[modifica] Oggi

Dell'imponente complesso militare rimane il nucleo principale delle strutture del nuovo Arsenale di Torino.

[modifica] Note

  1. ^ Corrado, 20011, 181-183.
  2. ^ Presso la Scuola di Applicazione di Torino è conservata un'incisione su cui è riprodotto un “Accampamento e Attacco del Forte dell'Accademia Reale di Savoia, eretta in Torino”. La data dell'esercitazione è il 1º maggio 1681 e nell'incisione sono chiaramente visibili il forte con una forma a stella con 5 punte, il Quartier Generale, il Palco dove le Altezze Reali assistevano alle esercitazioni e la tenda del Marchese di San Germano.
  3. ^ Corrado, 2011, 186.

[modifica] Bibliografia

  • Fabrizio Corrado, Il duca e lo scalpellino. Potere e mestiere in una fabbrica simbolo della capitale sabauda, l'Accademia Reale di Amedeo di Castellamonte, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Roma nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 180-187.
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