Asti spumante

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Asti
Dettagli
Stato Italia Italia
Resa (uva/ettaro) 10,0 t
Resa massima dell'uva 75%
Titolo alcolometrico
naturale dell'uva
9,0%
Titolo alcolometrico
minimo del vino
11,5% di cui svolto dal 6 al 9,5%
Estratto secco
netto minimo
15,0 g/l
Riconoscimento
Tipo DOCG
Istituito con
decreto del
30/11/11  
Gazzetta Ufficiale del
Vitigni con cui è consentito produrlo
[senza fonte]

Asti o Asti Spumante è un vino spumante dolce, a DOCG.[1]

Da notare che Asti spumante e Moscato d'Asti, pur facendo parte della medesima denominazione Asti[2] ed essendo ambedue espressioni di Moscato bianco, sono due vini diversi: il primo è uno spumante, il secondo no. Il vino ha dato il nome a un bicchiere: la Coppa Asti.

Insieme al Lambrusco e al Prosecco, è il vino italiano maggiormente esportato all'estero.

Zona di produzione[modifica | modifica wikitesto]

La prima delimitazione della zona di produzione dell'Asti risale al 1932.
Erano compresi 45 comuni : Acqui Terme (AL), Alice Bel Colle (AL), Asti, Bistagno (AL), Bubbio (AT), Calamandrana (AT), Calosso (AT), Camo (CN), Canelli (AT), Cassinasco (AT), Cassine (AL), Castagnole delle Lanze (AT), Castel Boglione (AT), Castel Rocchero (AT), Castelletto Molina (AL), Castelnuovo Belbo (AT), Castiglione Tinella (CN), Cessole (AT), Coazzolo (AT), Cossano Belbo (CN), Costigliole d'Asti (AT), Fontanile (AT), Grognardo (AL), Incisa Scapaccino (AT), Loazzolo (AT), Mango (CN), Maranzana (AT), Moasca (AT), Mombaruzzo (AT), Monastero Bormida (AT), Montabone (AT), Neive (CN), Neviglie (CN), Nizza Monferrato (AT), Quaranti (AT), Ricaldone (AL), Rocchetta Belbo (CN), San Marzano Oliveto (AT), Santo Stefano Belbo (CN), Sessame (AT), Strevi (AL), Terzo (AL), Treiso (CN), Trezzo Tinella (CN), Vesime (AT), Visone (AL).
A questi si sono aggiunti Rocchetta Palafea(AT), Alba, Santa Vittoria d'Alba(CN), Serralunga d'Alba (CN) (nel 1967) e Castino (CN), Perletto (CN), San Giorgio Scarampi(AT) (nel 1976).

Vitigni con cui è consentito produrlo[modifica | modifica wikitesto]

Tecniche di produzione[modifica | modifica wikitesto]

I vigneti possono insistere esclusivamente su terreni collinari. Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità non può essere inferiore a 4.000 ceppi/ha. Le forme di allevamento consentite sono a controspalliera. È vietata ogni pratica di forzatura, ma è consentita l'irrigazione di soccorso.

Tutte le operazioni di vinificazione debbono essere effettuate nella zona DOC. La rifermentazione, da effettuarsi con il metodo Martinotti (Charmat), non può avere una durata inferiore ad un mese.

Caratteristiche organolettiche[modifica | modifica wikitesto]

  • spuma: fine, persistente;
  • colore: da giallo paglierino a dorato assai tenue;
  • odore: caratteristico, delicato;
  • sapore: aromatico, caratteristico, dolce, equilibrato;

Informazioni sulla zona geografica[modifica | modifica wikitesto]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Paesaggio vitivinicolo del Piemonte - Canelli e l'Asti Spumante
(EN) The Vineyard Landscape of Piedmont: Langhe-Roero and Monferrato
Tipo Culturali
Criterio (iii) (v)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2014
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

La "zona del Moscato" è geograficamente collocata tra i fiumi Bormida e Tanaro, comprendente una serie di comuni della provincia di Alessandria, Cuneo ed Asti, i centri di maggior produttività ruotano attorno ai paesi di Canelli, Calosso per la provincia di Asti, Santo Stefano Belbo per quella di Cuneo e Strevi per Alessandria.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il Moscato bianco è un vitigno antico, proveniente dal bacino orientale del Mediterraneo. La diffusione di queste uve è dovuta dal particolare gusto dolce che si otteneva facendole appassire.

A partire dal Trecento, il vino dolce aromatico divenne molto ricercato, e grazie principalmente ai commerci che Venezia aveva nel Mediterraneo orientale si diffuse nella penisola italiana con il nome di "vino greco".

Nel 1511, l'uva è citata come "Muscatellum" negli statuti di La Morra, e nel 1597, sono richieste talee di Moscato alla comunità di Santo Stefano Belbo da parte del duca di Mantova.

Giovan Battista Croce, milanese, si trasferì in Piemonte alla fine del XV secolo, gioielliere del Duca di Savoia Carlo Emanuele I, può essere considerato, secondo Renato Ratti, il fondatore della branca enologica piemontese che ha dato origine ai vini dolci, aromatici e poco alcolici tra i quali primeggia il Moscato d'Asti.

Proprietario di un vigneto tra Montevecchio e Candia, il Croce produsse alcuni vini ottenuti da sperimentazioni da lui stesso eseguite e pubblicate in un libro dal titolo " Della eccellenza e diversità dei vini che sulla montagna di Torino si fanno e del modo di farli" (stampato nel 1606).

In questo manuale Giovan Battista Croce trattò di alcune tecniche ancora attuali al giorno d'oggi dalla spremitura, alla purificazione, che consiste di asportare tutte le sostanze impure dal vino ( sostanze pectiche e mucillaginose ), fino all'uso del freddo per bloccare la fermentazione.

La divulgazione di queste notizie, permise lo sviluppo del "vino bianco" in tutto il Piemonte e l'affermazione di questo sui mercati mondiali.

Carlo Gancia, nel 1865, apprese le tecniche di spumantizzazione dallo Champagne, le applicò nella sua azienda di vini a Canelli, dal principio sui vini rossi amabili ( a similitudine dei vini dello Champagne), poi estese il raggio anche alle uve moscato. A Gancia va dato il merito di essere riuscito a bloccare la fermentazione delle uve dolci , con una attenta e ripetuta filtrazione del mosto, ottenendo un prodotto ancora dolce e poco alcolico che a quel tempo venne denominato Moscato Champagne.

Il successo del vino fu eclatante. In breve tempo molte ditte dell'astigiano cominciarono a produrre il nuovo vino . Ricordiamo i F.lli Cora a Costigliole d'Asti, Francesco Cinzano a Santo Stefano Belbo e Santa Vittoria d'Alba, Martini & Rossi a Montechiaro d'Asti, Contratto, Alessandro Zoppa, Bosca e Riccadonna a Canelli.

Nel XX secolo le tecniche vennero perfezionate ad opera di Martinotti (Metodo Martinotti), che brevettò il sistema di spumantizzazione rapido in grandi recipienti ed Alfredo Marone che migliorò il sistema di filtrazione sotto pressione.

Riferimenti normativi[modifica | modifica wikitesto]

  • Approvata la DOCG con DM 29.11.93 GU 287 - 07.12.1993
  • Modificata con DM 14.08.95 GU 228 - 29.09.1995
  • Modificata con DM 05.05.08 GU 123 - 27.05.2008
  • Modificata con DM 21.11.2011 GU 281 - 02.12.2011
  • Modificata con DM 30.11.2011 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP

La spumantizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristica della tecnica di produzione dell'Asti, è quella di mantenere il più possibile l'aroma del vino in tutti i suoi passaggi produttivi.

Poiché una totale fermentazione del mosto, comporta la perdita di queste specifiche proprietà organolettiche, con l'accentuazione del gusto secco e dell'amaro, lo scopo primario produttivo è quello di limitare lo svolgersi della fermentazione alcolica.

Una volta filtrato il succo di tutte le impurità, viene conservato a bassissime temperature che permettono un limitato aumento della gradazione alcolica.

Infine vengono aggiunti dei lieviti selezionati in autoclavi da permettere una fermentazione veloce, senza la possibile formazione di profumi.

A questo punto viene nuovamente riabbassata la temperatura per bloccare la fermentazione e mantenere la caratteristica quantità di fruttosio.

Il Consorzio per la tutela dell'Asti[modifica | modifica wikitesto]

Il Consorzio per la tutela dell'Asti è stato ufficialmente costituito il 17 dicembre 1932 e venne riconosciuto nel 1934.

Nato con l'intento di definire la zona d'origine , il vitigno, la tecnica di preparazione e la tipologia finale, oggi ha il compito anche di promuovere la conoscenza e la diffusione dell'Asti in tutto il mondo, oltre che vigilare sulle caratteristiche qualitative.

Nel caso che il prodotto sia ritenuto non idoneo, il marchio consortile non viene concesso.

La sede del Consorzio è in Piazza Roma 10 ad Asti nel Palazzo Gastaldi.

Abbinamenti consigliati[modifica | modifica wikitesto]

Coppa di Asti spumante

L'Asti deve essere servito ad una temperatura di 6-8 °C. Essendo amabile con un moderato contenuto alcolico, è adatto ad essere abbinato con frutta, dolci, e nella chiusura dei pranzi.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Produzione annua in ettolitri

Annata Alessandria Asti Cuneo
1991/92 - _ 243646,0
1992/93 - - -
1993/94 - - 288046,0
1994/95 97771,93 254688,92 285476,15
1995/96 91783,9 235778,0 247877,0
1996/97 102041,95 271356,68 314841,2

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Disciplinare di produzione. Politiche agricole. Pagina 4625.
  2. ^ Tecnicamente, Asti Spumante e Moscato d'Asti sono le due sottodenominazioni della DOCG Asti.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]