Paliurus spina-christi

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Marruca
Paliurus fg01.jpg
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Rhamnales
Famiglia Rhamnaceae
Genere Paliurus
Specie P. spina-christi
Classificazione APG
Ordine Rosales
Famiglia Rhamnaceae
Nomenclatura binomiale
Paliurus spina-christi
Mill., 1775
Sinonimi

Paliurus aculeatus Lam.
Paliurus australis Gaertn.
Rhamnus paliurus L.
Ziziphus vulgaris Lam.
Ziziphus paliurus Willd.

Nomi comuni

marruca, cappellini, soldini

La Marruca (Paliurus spina-christi Mill.) è un arbusto perenne molto ramificato e con rami spinosi, appartenente alla famiglia delle Rhamnaceae.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

La pianta, perenne e decidua, è un arbusto molto ramificato alto da 3 a 6 metri, ha ramoscelli flessibili con spine lunghe 5-8 mm, foglie ovali lunghe 2-4 cm con picciolo corto, i fiori sono ermafroditi, la fioritura va da luglio ad agosto con un'infiorescenza ad ombrello di piccoli fiori gialli, la maturazione dei frutti avviene tra ottobre e dicembre, il frutto è una drupa legnosa in forma di dischetto flangiato di 2-3,5 cm di diametro.

Habitat[modifica | modifica wikitesto]

Pontico-mediterraneo, cresce in climi temperati e asciutti dal Marocco all'Iran, sopporta temperature basse fino a -10 gradi. In Italia ha habitat in zone collinari, si trova dappertutto tranne nelle isole, nelle zone più a meridione e sulle Alpi.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono edibili con sapore di mela essiccata. I frutti tostati e macinati costituiscono un surrogato del caffè. L'infuso dei frutti dà una tisana diuretica per eliminare l'acido urico con proprietà ipoglicemizzanti. Dalle foglie si ottiene un preparato cosmetico contro la pelle grassa. Dai suoi fiori le api producono un ottimo miele. Le foglie della pianta costituiscono il nutrimento delle larve della Bucculatrix albella. La pianta era usata in passato per fare siepi antintrusione e per recinzione dei campi a difesa dal bestiame al pascolo.

Nomi regionali[modifica | modifica wikitesto]

Marruca, marruca nera, piattini, soldini, cappellini, spino soldini, spino gatto, spina marruca, spino nero, spino crocefisso. A Bari è chiamato: "pane de Criste".

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il nome spina-christi ricorda l'antica leggenda secondo la quale i suoi rami spinosi furono usati per fare la corona di spine posta sulla testa di Cristo prima della crocifissione.
L'uso della pianta è attestato sin dal V secolo a.C. : greci e romani chiamavano marrucini il popolo che coltivava la marruca, nome derivato dall'antica città di Marouca dove era usata per costruire recinzioni per i campi in difesa dal bestiame al pascolo. Per Plinio è un albero della Cirenaica che si chiama paliurus dal nome di una antica città della Marmarica[1]. Infine il suo nome in ebraico è Shamir; con lo stesso nome si indica un mitico strumento usato per intagliare la pietra. In Romagna, o perlomeno a Santarcangelo di Romagna, i rami più vigorosi e dritti, con robusti rametti secondari, erano utilizzati per appendere, in locali riparati, i grappoli d'uva e i pomodori a grappolo da conservare per l'autunno e i primi mesi invernali. Il suo nome in romagnolo: marugoun o mareug.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Naturalis historia, libro XIII, par.33

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