Veneranda fabbrica del Duomo di Milano

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Il palazzo della Veneranda Fabbrica del Duomo a Milano

La Veneranda fabbrica del Duomo di Milano è un ente che provvede alla valorizzazione, manutenzione e restauro del Duomo di Milano, senza alcuna ingerenza negli affari ecclesiastici. Accanto a queste funzioni vi sono quelle di custodia dell'edificio, conduzione di tutte le attività collegate e gestione del patrimonio.

La storia della Fabbrica inizia nel 1387, quando viene istituita da Gian Galeazzo Visconti per supervisionare la costruzione del Duomo, sostituendo la superstantia di Santa Maria Maggiore creata l'anno prima dall'arcivescovo Antonio da Saluzzo. Alla Fabbrica vennero affidate tutte le funzioni relative alla realizzazione, compreso il reperimento di fondi, compito che assolve ancora oggi. Grazie a questo ente il Duomo abbandona il progetto di costruzione in cotto, come nel XIV secolo avviene per tutti gli edifici di culto della Lombardia, ispirandosi invece al movimento gotico fervente in Europa e in particolare in Francia.

Il primo consiglio di amministrazione, chiamato Capitolo Generale, è composto da 45 persone, includenti i massimi esponenti della città: il duca, i nobili, l'arcivescovo e i responsabili della magistratura cittadina. A questi si aggiungono poi deputati scelti fra il popolo (fino a 300), che devono controllare a ciclo continuo il flusso dei finanziamenti e la realizzazione fisica dell'edificio. La dimensione del Capitolo Generale in seguito si ridusse progressivamente, pur garantendo la rappresentanza a tutte le componenti della vita della città. Durante la dominazione austriaca si arriva a 7 membri. Attualmente il consiglio è formato da sei membri e da un presidente, il professor Angelo Caloia. Direttore della Veneranda fabbrica del Duomo di Milano è l'ingegnere Benigno Mörlin Visconti Castiglione.

La Fabbrica nella sua storia ha essenzialmente questi doveri:

  • progettazione dell'edificio
  • sua realizzazione in conformità al progetto
  • rifornimento del marmo di Candoglia, materiale necessario alla costruzione del Duomo
  • restauro dell'edificio e delle sue opere
  • reperimento di fondi
  • amministrazione dei beni dell'ente.

Riguardo a quest'ultimo punto, sulla Fabbrica pesa ancora molto la svendita del patrimonio immobiliare imposta da Napoleone Bonaparte durante la breve dominazione francese; tale cessione-esproprio venne resa necessaria come contropartita per ottenere il prestito con cui i milanesi completarono la facciata della cattedrale in tempo per l'incoronazione di Napoleone a Re d'Italia il 26 maggio 1805.

La fabbriceria ha recentemente approvato un sistema di valorizzazione delle volte interne e delle navate attraverso un sistema di illuminazione a led seguendo le normative relative al risparmio energetico e con l'utilizzo di una tipologia di illuminazione definita fredda per la protezione delle opere d'arte contenute in esso.

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